Antonio Caron.

La donna alla fermata.


2012 Fratelli Frilli Editori, Genova.
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
.
Un maresciallo dei carabinieri partecipa a un corso di addestramento che si tiene a Genova. Lo accompagna una moglie giovane e bella che non intende rimanersene sola a fare la calza. Il loro soggiorno in un appartamentino di fronte al mare  movimentato da due omicidi: entrambi di donne assassinate senza motivi apparenti. Il protagonista non dovrebbe occuparsene, ma un "segugio" come lui non sa trattenersi. Nasce cos un'indagine che si snoda fra capoluogo ligure e Levante, in un paesaggio unico per suggestiva bellezza, ma anche per certi aspetti non proprio gradevoli. Il maresciallo Sebastiano Vitale comanda una stazione dell'Arma da dove si vedono le Langhe e il Monviso. Inflessibile e sagace tutore dell'ordine, si trova talvolta alle prese con il caratterino di una moglie molto pi giovane di lui, con tante virt ma pure qualche difettuccio. Riesce solitamente ad ammansirla, magari dopo aver mandato gi qualche acida battuta sui carabinieri e sui di lui difetti da "tarun" (tarun: come si dice in Piemonte). Ci non di meno, con le sue eccezionali capacit fiuta delitti e riesce a smascherare assassini che si nascondono nelle pieghe di una realt che  talora soltanto apparente.
...
.
...
Poi sopraggiunse
il treno
col suo sibilo
selvaggio,
il treno di tutte
le notti,
che lo sorprese
a occhi
socchiusi come
un uragano.
Cesare Pavese, Il carcere, Einaudi 1961.
...
.
...
Introduzione.
.
Un corso di addestramento e un mese e mezzo lontano da casa possono essere un grosso problema, pure per un navigato maresciallo dei carabinieri; soprattutto al pensiero di una moglie giovane e per nulla disposta a starsene sola a fare la calza.
Pu pure capitare che dalla generosit di certi conoscenti arrivi lofferta di un alloggio, per di pi in una bella localit della Riviera ligure.  una fortuna insperata, unoccasione che salva capra e cavoli.
Quale migliore occasione, dunque, per due coniugi senza figli: trascorrere qualche settimana al mare, senza preoccupazioni e con la prospettiva dun aumento di stipendio e un nastrino in pi sulla divisa.
Tutte cose che potrebbero andare bene a tanti, ma non certamente al maresciallo Vitale, un segugio capace come pochi di fiutare delitti a miglia di distanza.
Fra Genova e il suo suggestivo territorio di levante, il sottufficiale si mette in testa  come un playmaker della pallacanestro  di imbeccare i giocatori giusti e in tal modo guidare unideale squadra alla scoperta della verit su due inspiegabili omicidi.
Nella sua improvvisata indagine si imbatte fra laltro in preti reticenti, scava il passato di brigatisti neri repubblichini, va a sfruculiare sui soldi fatti da tracotanti padroni di ville.
In ultimo, entra in scena una giornalista di TV locale...
A quel punto, perfino i sibili selvaggi di treno che si sentono dalla camera da letto diventano parte di una natura unica nel suo fascino.

1.

In quei giorni Vitale se ne stava in panciolle, con poco da fare. Laveva fatto smuovere una telefonata dal suo comando. Gli si consigliava di andare a Genova, per un corso di formazione; nel suo stesso interesse, dal momento che poteva uscirci una promozione ad aiutante.
Fatti due conti e considerato che aveva ormai raggiunto il massimo di carriera come maresciallo, Sebastiano decise infine per il s. Anche se, tutto sommato, al comando della stazione dei carabinieri di Cherasco  coi suoi panorami che abbracciano il Monviso e le Langhe  ci stava bene.
Cera per, come sempre, da tenere conto di quanto avrebbe detto sua moglie; non era infatti da escludere che potesse intromettersi, anche se di solito lasciava fare a lui, accettava le sue decisioni. Il caratterino di Marisa rimaneva comunque imprevedibile. Sopportava senza battere ciglio che il marito se ne stesse fuori nottate intere oppure che uscisse di casa allimprovviso, senza nemmeno dire dove andava o se tornava per cena. Lincertezza se poi dovesse tenergli in caldo i pasti diventava per lei una specie di dilemma (era fatta cos!), da non dormirci la notte. Rimaneva coi suoi dubbi amletici, oltre con lansia che la prendeva ogni volta che intuiva i possibili pericoli a cui andava incontro il marito. La cosa peggiore che poteva in ogni caso capitarle era quando il marito, magari tornato in ore beate e stanco morto, si gettava sul letto senza neanche spogliarsi, dicendo:
Non ho fame, ho mangiato qualcosa di corsa....
Ripensando alle lunghe ore trascorse ai fornelli per preparare i piattini che lui pi gradiva, Marisa veniva allora presa da sentimenti non proprio sereni. Doveva tenersi dal dirgliene quattro; di solito per si limitava ad andare in cucina a sbattere coperchi e stoviglie. Non era raro che in quei momenti le scappasse di mano, inavvertitamente o no,  e Sebastiano se lo domandava ogni volta  qualche piatto che andava a rompersi sul pavimento con un fracasso che si sentiva fin sulla strada.
Quando dopo cena ne parlarono, nellalloggio del maresciallo situato al primo piano della palazzina sede dellArma ci fu unatmosfera tesa.
Appena ebbe vagamente capito di che si trattava, Marisa tir dapprima in lungo nello sparecchiare; usc poi sul balcone per scrollare la tovaglia. La batt vigorosamente, quasi che le poche briciole in essa contenute fossero incollate. Sul suo volto si stamp unespressione di indifferenza che poteva forse ingannare chiunque, ma non certamente il marito che conosceva assai bene le bizze di famiglia.
Il discorso non si protrasse per molto. Alla domanda di quanto tempo sarebbe durata quella cosa, Sebastiano rispose con un certo imbarazzo:
Due, forse tre mesi....
Marisa si morse la lingua, per non ribattere con le parole che in quel momento le vennero spontanee:
E io nel frattempo che cosa faccio?.
Si trattenne, prevalse il suo orgoglioso sentimento che non si abbassava a mendicare consolazioni di sorta.
Col suo acuto spirito di osservazione, il maresciallo cap che non era il caso di insistere; chiuse largomento con un: Comunque  ancora tutto da decidere... Una frase sibillina che nella realt voleva dire e non dire.
Dopo cena, Sebastiano si invent un impegno improvviso; trascorse la serata al bar, come gli capitava raramente. Accett perfino di fare il quarto a un tavolo di scopone. Fu pessimo giocatore. La sua testa era altrove, con ori e settebello proprio non ci azzeccava.
Verso mezzanotte si trattava di andarsene; il titolare Renato aveva gi spazzato il pavimento e riordinato. Aspettava solamente che gli ultimi avventori finissero la partita. Per una sorta di timore reverenziale nei confronti del maresciallo non se la sentiva di sollecitare; stava appoggiato al manico della scopa facendo finta di partecipare a giri di carte e commenti, delusi o entusiastici, dei giocatori. Renato non ci aveva messo molto a capire che qualcosa frullava nellanimo del sottufficiale nei confronti del quale ancora serbava gratitudine, per un certo intervento da lui fatto per togliere dai guai una sua sorella, caduta ingenuamente in un giro di truffe architettate con il sistema della catena di SantAntonio.
Per non contrariare una sua cara amica, la donna  che abitava in un paesino delle Langhe  aveva accettato di propagandare la vendita di fustini contenenti vino marsala; raggiunto un certo numero di clienti, per lei ci sarebbe stata una confezione gratis. La cosa and avanti senza intoppi, sino a quando non sal la mosca al naso del presidente di un consorzio vitivinicolo, infastidito dal quel disinvolto commercio. Part una denuncia e ci fu uninchiesta. Dopo liniziale polverone, alimentato anche dalla stampa locale, la cosa fu messa a tacere anche perch la consistenza del presunto reato si era rivelata del tutto modesta. Lesercente del bar  timoroso di chiss quale scandalo  si era rivolto a Vitale; questi  pur di malavoglia  aveva fatto un paio di telefonate, soprattutto incuriosito dal produttore di marsala che aveva un cognome come ce nerano tanti al suo paese dorigine. Il barista si convinse dellintervento risolutore del maresciallo, ipotesi questa che il sottufficiale in qualche modo lasci credere: un po per darsi importanza e un po perch dei contorni truffaldini nellintera vicenda aveva sin dallinizio nutrito perplessit.
Il barista lo aveva trattenuto con una scusa. Quando furono soli disse:
Lo beve il bicchiere della staffa?.
Vitale aveva gi ingurgitato  cosa per lui insolita  alcuni bicchieri che gli avevano dato pesantezza allo stomaco. Stava gi per dire di no. Cambi idea quando lesercente tir fuori una bottiglia insolita, con letichetta scritta a mano e il tappo coperto di ceralacca.
Le faccio assaggiare una grappa marca leone....
Vitale ricord quel modo di dire magnificante, tante volte sentito quando era al Nucleo Investigativo di Torino. Port alle labbra il bicchierino. Ebbe immediata convinzione di non avere mai bevuto prima dallora un liquore buono come quello. La grappa, stravecchia di barolo, come riportato dalletichetta, ebbe immediato potere di sciogliere gli animi e di aprirli alle confidenze.
A Vitale venne bene di dare del tu.
Sei mai stato a Genova?, domand con occhi socchiusi, guardando le colline in direzione del mare.
Lautomobile utilitaria dei Vitale era appena uscita dal casello autostradale di Nervi. Il maresciallo tir un sospiro di sollievo; la moglie fece altrettanto, anche se non lo diede a vedere. Le lunghe gallerie da poco attraversate avevano suscitato inquietudini, se non proprio paura. Cera voluto tutto il sangue freddo di lui per non lasciarsi prendere dallo sconforto. Al volante, si vedeva continuamente sorpassato da bolidi sfreccianti e impazienti. Sotto le volte illuminate di luce gialla, i rombi dei motori si amplificavano fino a diventare assordanti. Le labbra di Marisa in certi momenti si muovevano; Vitale ebbe il sospetto che stesse pregando qualche santo protettore. Il momento peggiore fu quando un grosso autocarro, incolonnato e infastidito dalla lentezza della loro auto, cominci a lampeggiare e a suonare ripetutamente.
Adesso questo ci schiaccia..., fu il preoccupato pensiero che pass nelle loro menti.
In altri momenti, il maresciallo avrebbe reagito. Ora per si limitava a sperare che il prepotente autista non facesse colpi di testa. Col cuore in gola, schiacci al massimo lacceleratore; in una delle rare piazzole di sosta accost togliendosi dal traffico. Mentre il Tir gli pass accanto quasi sfiorandolo, gli venne spontanea unimprecazione in dialetto meridionale che da tanto tempo non usava pi.
La vista del cartello che indicava Nervi fu per loro una specie di liberazione.
Con desiderio di scambiare parola con qualche essere umano, alladdetto del casello domand:
Per Bogliasco?.
Sempre a sinistra, fu la laconica e per niente esauriente risposta.
Si trovarono su una strada trafficata. Allungarono lo sguardo verso il mare, cosa che prima  nel percorso in galleria  neppure avevano osato fare per timore di distrazioni. Al semaforo di S. Ilario si apr alla loro vista una visione mozzafiato: il monte di Portofino si stagliava contro il cielo azzurro come poderosa fortezza al confine del Golfo Paradiso; Camogli si offriva coi suoi palazzi fitti e squadrati. La distesa azzurra era qua e l punteggiata di vele e navi alla fonda.
Dur poco. Lautovettura si abbass nel tratto in discesa dellAurelia e lincantevole panorama svan come un miraggio.

2.

Era notte. Vitale si svegli madido di sudore. Ai primi di giugno, lestate cominciava a farsi sentire. Quando apr la porta che dava sulla terrazza, sent una folata daria fresca e profumata. Il silenzio era appena interrotto dal latrato di cani in lontananza e dallo sciabordio del mare. Il cielo era stellato, punteggiato in alcuni tratti da luci di velivoli che solcavano la volta del Golfo Paradiso. Si ud la campana del passaggio a livello. Un gatto attravers di corsa andando ad arrampicarsi sulla barriera divisoria. Irruppe improvvisa una massa indistinta di vagoni sferraglianti, annunciati da sibili selvaggi. Il treno si allontan rapidamente lasciando un vortice dietro di s. Dopo di che, le luci sulle alture sembrarono brillare pi di prima.
Spunt il sole.
Non pensavo che i treni facessero tanto rumore....
Fu questo il primo commento di Marisa dopo la prima nottata trascorsa a Bogliasco. Il marito sembrava indifferente, ma pure lui non aveva chiuso occhio. I treni che sfrecciavano a pochi metri dalla camera da letto lavevano pi volte fatto sobbalzare fra le lenzuola.
Appena fece chiaro Marisa and fuori. Ai suoi occhi si aprirono scorci di mare fra la vegetazione che le fecero provare intense emozioni. Ai bordi dellampia terrazza cerano piante di limone, rose, buganvillee e vasi fioriti. Con stridio di freni, uno dei tanti convogli ferroviari si ferm alla vicina stazione. Le porte del treno si aprirono con uno sbuffo. Marisa fu colta da inspiegabile desiderio di salire, farsi portare non sapeva nemmeno lei dove. Il locomotore le era apparso allimprovviso, come un grosso giocattolo; laveva poi visto ripartire lentamente, come se qualcuno gli avesse dato la carica.
Dalla sovrastante via Aurelia si sentiva rumore di traffico. In un momento di silenzio ud il motore di un natante proveniente dal mare. Si adagi su una sdraia. Davanti a lei giganteggiavano cipressi alti decine di metri; se ne stavano imponenti, appena accarezzati dalla brezza mattutina. Sul lato opposto al mare, cerano alture punteggiate di case colorate. Il piccolo edificio della stazione era quasi coperto da un gigantesco oleandro fiorito; il suo caratteristico profumo si sentiva a distanza. Il passaggio a livello annunci i suoi monotoni e prolungati rintocchi. Marisa cominci a contarli, ma fu subito distratta dal passaggio di una nave, enorme e tutta bianca, che scivolava silenziosa sullorizzonte.
In quel luogo appartato sacrificato fra mare e monte si sent inspiegabilmente felice. Rimase immobile, forse con desiderio di non infrangere un sogno, qualcosa di irripetibile.
Fu attratta dai limoni, guard gli arbusti di alloro che mascheravano la barriera con lattigua propriet. I frutti gialli radicavano nei terrapieni a margine del terrazzo. Si domand come potessero essere cos rigogliosi in quella poca terra. Sul lampione a lato della strada sottostante si fecero sentire due tortore col loro verso stridente. In quei momenti, Marisa immagin che gli uccelli si aspettassero qualcosa da mangiare. Entr in casa e raccolse alcune molliche avanzate dalla cena. Come pensava, i volatili scesero senza timori e cominciarono a becchettare.
Vide lalbero di mimosa con le sue foglie frastagliate; alle estremit si erano gi formati i germogli: pallini che sembravano impazienti di schiudersi e ingiallire i panorami dei prossimi mesi invernali.
A un certo momento non fece nemmeno pi caso ai treni.
Nel parco Revel cera andirivieni di autovetture e furgoni. Marisa e Sebastiano guardavano incuriositi e si domandavano chi mai potesse abitare nelle belle case che si intravedevano fra gli alberi. Avevano parcheggiato in una viuzza fiancheggiata da muri di pietra. Vitale gratt col paraurti in uno spuntone. Poca roba, dal rumore sembrava peggio. Da quella volta rimase tuttavia guardingo, quasi pauroso ogni volta che doveva lasciare la macchina negli spazi ristretti del paese. Si tenne comunque caro quel posticino, cerc di usare la macchina il meno possibile. In una delle poche volte che si mise al volante, mentre faceva manovra, sent allimprovviso una voce:
Indietro, indietro, venga pure. Alt! Ora giri il volante tutto a sinistra....
A Vitale parve di essere guidato da una specie di angelo custode. Quando scese dallauto si trov di fronte un uomo anziano, con unespressione sul volto che sembrava voler dire: Visto che non  stato cos difficile...
Il maresciallo si avvicin e gli venne spontaneo di porgere la mano. Il vecchio cominci a parlare con voce stridula:
Coi parcheggi l un disastro. Non si sa pi come fare....
Vitale fu subito bene impressionato. Con la sua eccezionale capacit di valutare la gente, si convinse davere di fronte il personaggio ideale per cogliere informazioni e pettegolezzi: cose queste che per un inquirente sono manna dal cielo. Pur non essendo impegnato in alcuna indagine, non gli pareva tuttavia vero di poter sfruttare linaspettata miniera di informazioni.
Allanziano, che si era qualificato come custode del parco, non parve vero che qualcuno gli desse retta.
Marisa lo stava aspettando, un po timorosa come ogni volta che il marito era alla ricerca di un parcheggio. Dal terrazzo, aveva assistito allincontro; aveva visto Sebastiano scendere dalla macchina e intrattenersi a lungo. Se ne stava dietro i rami di limone, incuriosita da quelloccasionale incontro. Era la prima volta, dopo i tre giorni trascorsi nella localit rivierasca, che uno del posto rivolgeva loro la parola. La chiacchierata andava per le lunghe. Marisa aveva gi messo pranzo in tavola.
Lanziano disse di chiamarsi Geno. Il maresciallo credette dapprima di avere frainteso, ma poi si convinse: quel nome non era un Gino pronunciato male. Il maresciallo si accorse che laccento del suo interlocutore non era ligure. Di dialetti se ne intendeva.
Lei non  di queste parti..., lo interruppe per un attimo.
Bast quellinciso per dare la stura a un interminabile monologo. Travolto dalleffluvio di parole, Vitale cap che Geno era il diminutivo di Agenore, che il suo loquace interlocutore era originario della provincia di Piacenza. Alla domanda: come mai  finito qui, segu una lunga narrazione, di quelle che potevano pure essere interessanti da sentire, se uno non fosse stato in quei momenti atteso dalla moglie, mentre i piatti in tavola si stavano raffreddando.
Da quanto pot capire, Geno era un ex militare del genio che durante la seconda guerra mondiale si trovava a Bogliasco per costruire fortificazioni e punti di osservazione. Dopo l8 settembre del 1943, per non cadere prigioniero dei tedeschi, rimase nascosto nello scantinato di una villa, per concessione di una proprietaria alla quale faceva ogni tanto piccoli lavori di muratura. A giudicare dallaspetto ancora gagliardo, nonostante i confessati novantanni di et, Vitale non se la sent di escludere che potessero essere anche altre  oltre a calce e mattoni  le benemerenze dello sbandato militare.
Finita la guerra, Geno era poi rimasto in paese. Di parenti non ne aveva, tranne una sorella che viveva in una casa di religiosi. Era riuscito ad avere lincarico di custode tuttofare del parco.
Geno aveva una voce gracchiante che si riconosceva a decine di metri. La sua presenza si sentiva gi da lontano, pure oltre la soglia esclusiva del parco.
Quando  dopo avere accompagnato il marito alla fermata dellautobus  Marisa si trov in ambasce per il parcheggio, lanziano custode le si avvicin :
Signora bella. Non stia a sforzarsi. Porti bene la macchina dentro. Mi segua....
A lei non parve vero. Dopo tanti giri a vuoto, quando stava per essere colta dallo sconforto, giungeva provvidenziale lintervento di Geno. Si lasci guidare, un po imbarazzata come quando si entra in casa daltri.
Si metta pure qui....
Marisa accost a una villa che sembrava disabitata. Quando scese dallauto le venne spontaneo di dire:
Non ci sar qualcuno che protesta....
Nessuna preoccupazione. I padroni non ci sono quasi mai. Stanno in Piemonte, vengono qua solamente un paio di volte lanno....
Per gratitudine di tanta cortesia, Marisa si sorb lunghe tiritere. Da discorsi e atteggiamenti intu perfino vaghi cenni di corteggiamento, pi che altro da cascamorto di lungo corso. Geno sembrava voler dimostrare, soprattutto a se stesso, di sapere ancora rivolgersi a una donna giovane e graziosa.
Marisa cap subito il tipo; lasci correre anche quando lanziano fece cenno a certi suoi trascorsi durante la guerra di Spagna, alle indimenticabili esperienze amorose con le calienti donne del luogo. Del resto, a lasciarlo dire, la vita di Geno era tutto un romanzo. Biascicava le parole, come fanno i vecchi sdentati. I suoi occhi insidiati dalla cataratta avevano pupille dilatate, simili a quelle di uccelli rapaci.
Per raggiungere il comando di Genova sede del corso, Vitale aveva trovato un modo conveniente. Si faceva accompagnare in macchina fino al capolinea dellautobus. Proseguiva fino a Brignole, poi faceva un pezzo a piedi. Il mezzo pubblico era lungo, di quelli articolati; percorreva una corsia privilegiata che gli consentiva di arrivare al centro in 15-20 minuti, se non cera traffico. Il maresciallo aveva preso labitudine di occupare sempre lo stesso posto, quello pi in alto a destra, da dove poteva guardare dal finestrino e sentirsi a proprio agio.
Gli capitava di incontrare gente con i suoi stessi orari. Vedeva massaie col sacchetto della spesa appena uscite dai supermercati, stava accanto a studenti con zainetti stracolmi e pesanti. Nel tuttaltro che omogeneo paesaggio genovese aveva occasione di scoprire ogni volta nuovi particolari di strade, case e giardini. Rimaneva ammirato dalla bellezza di scorci panoramici che apparivano allimprovviso, come generose concessioni della natura. Il lunghissimo corso Europa era per lui una miniera inesauribile di visioni.
Inquadrava come una sofisticata macchina fotografica angoli di vie, particolari di edifici e persone che ai pi sarebbero parsi senza interesse. A una certa fermata, aveva notato una donna non pi giovane, vestita con una certa eleganza che pareva ogni volta passare l per caso. Sembrava che volesse salire, ma altro non faceva poi che specchiarsi nei vetri delle portiere. Vitale ne fu incuriosito. Ogni volta si ripeteva la solita manfrina. Agli occhi scafati di Vitale un simile atteggiamento non poteva passare inosservato. Al punto che un giorno, mentre era a tavola, ne aveva perfino parlato con sua moglie, convinto del resto di farle piacere.
Il racconto aveva destato curiosit, anche se Marisa quella donna proprio non riusciva a immaginarla.
Ti sembra una suonata, una barbona?.
Barbona non direi... Si vede che ha cura della propria persona; i capelli sono in ordine, cos come i vestiti. Non so per come spiegarti. La prima impressione che d  che non abbia tutte le rotelle a posto. Sembra che reciti una parte, nellattesa di qualcuno che non arriva mai. Non appena lautobus riparte, riprende a passeggiare come se niente fosse....
Beh, se  soltanto per questo... Vuoi impedirglielo?.
Dovresti vederla. Fa finta di salire sullautobus, ma  solamente scena. Va a sapere cosa le frulla in testa....
Il corso di maresciallo aiutante aveva una durata effettiva di quarantacinque giorni, il che voleva dire un mese e mezzo lontano da casa, mangiare e dormire in caserma, tornare sabato, ripartire il luned, salvo emergenze.
Per lui non sarebbe stato niente di particolarmente grave; qualcosa del genere lo aveva gi fatto altre volte. La prospettiva di rimanere sola per tutto quel tempo non aveva per niente entusiasmato Marisa; la sera che era venuta a saperlo aveva fatto il muso. Poteva sopportare che lui se ne stesse fuori per nottate e giorni interi, ma lidea di averlo lontano centinaia di chilometri proprio non le andava.
Da parte sua, Sebastiano non era per niente contento di lasciarla sola, anche se, per lei, ci avrebbe messo la mano sul fuoco... Era stato in un certo senso obbligato ad accettare la proposta che gli era venuta dal comando provinciale, dopo la circolare che ordinava di segnalare i marescialli pi capaci. Vitale in un primo momento pens addirittura a uno scherzo, poi si sent onorato di tanta attenzione. Non farci fare brutta figura, n, gli aveva detto il colonnello annunciandogli la novit. In definitiva, le cose serano messe al punto tale che a rifiutare sarebbe stato difficile. Aveva poi saputo, e ci lo aveva lusingato, che al corso partecipava il fior fiore dei sottufficiali operanti nel nordovest.
Geno mi ha detto che possiamo parcheggiare nel parco, annunci Marisa con tono di ragazzina entusiasta.
Vitale fece una smorfia, pi di perplessit che di sorpresa. La cosa gli faceva indubbiamente piacere, ma limprevista concessione non lo convinceva del tutto.
Bisogna proprio che gli allunghiamo una mancia, aggiunse lei, quasi intuendo le incertezze del marito. Ci pensi tu o faccio io....
La sera di inizio estate era tiepida. Sulla terrazza spirava una piacevole brezza. Vitale era steso a contemplare le stelle. Dalla parte del mare si sentivano rumori indistinti, come di motori. Dal ristorante subito dopo la ferrovia provenivano voci giovanili e battiti di posate sui tavoli.
Con una serata come questa, se ne usc Marisa.  un peccato rimanersene chiusi in casa.
Sebastiano cap lantifona.
Se vuoi, possiamo uscire a fare due passi....
Imboccarono la crsa che porta alla scogliera. Videro le luci delle case che si affacciano sul golfo Paradiso. Il mare era solcato da una lunga striscia dargento che rifletteva il chiarore lunare. Un gruppo di ragazzi cantava accompagnandosi alla chitarra. Al largo, due grandi imbarcazioni si stavano avvicinando, dando limpressione di toccarsi.
Devono essere navi da crociera, indic Marisa con occhi scintillanti.
Sedettero su una sporgenza di cemento ancora calda. Non veniva nemmeno voglia di parlare. Fu lei a rompere il silenzio.
 stata una bella fortuna....
Vitale intu: la fortuna si riferiva alla cortesia dei padroni di casa che avevano messo a disposizione il loro alloggio di Bogliasco. Fu una combinazione fortuita, di quelle che escono quando uno meno se laspetta. Dopo essersi confidata con unamica e averle detto tutta la sua pena alla prospettiva di rimanersene sola per (in quei momenti addirittura sembrava) alcuni mesi, Marisa si sent dire:
Genova? Ho dei conoscenti di Torino che hanno un alloggetto, non si trova proprio in citt,  un po fuori.  una vita che con me e mio marito insistono perch ci andiamo....
Incredula, la moglie del maresciallo sgran gli occhi.
Potresti chiedere....
Quando, dopo qualche giorno, arriv la risposta, Marisa non stava nella pelle per la contentezza. Cambi umore, pensando che il marito potesse rifiutare lofferta. Non era infatti il tipo da accettare facilmente favori. A cena, prese il discorso alla lontana.
Certo che sarebbe bello se potessimo permetterci un albergo o un alloggio ammobiliato. Potrei venirci anchio, potremmo stare insieme....
Sebastiano si esib con una smorfia delle sue: allung le labbra fin quasi a toccare il naso. La moglie, che lo conosceva bene, cap che a una soluzione come quella prospettata lui ci aveva gi pensato. Il marito fece un gesto, come per dire: Ce lo potessimo permettere...
Marisa non aspett altro:
Guarda che la cosa  tuttaltro che impossibile....
I coniugi Davico avevano dato appuntamento a Bogliasco. Saputo di chi si trattava, i proprietari avevano subito detto di s. Lidea che lalloggio  per buona parte dellanno disabitato  fosse occupato da un maresciallo dei carabinieri a loro non dispiaceva affatto. Lappartamento si trovava al piano terreno di un palazzo condominiale, con la terrazza che dava sulla strada. I Davico stavano ultimamente sulle spine, preoccupati che qualche malintenzionato potesse introdursi e fare danni, anche se  a dire il vero  non era mai successo niente del genere.
La sera prima di partire, Sebastiano consult le carte stradali. Non del tutto convinto, era ancora tornato sullargomento:
Sappiamo chi  sta gente?.
Puoi stare tranquillo. La mia amica, li conosce molto bene. Lui  funzionario alla Regione, lei insegnante in pensione....
Dopo che le labbra del marito presero forma di trombetta, la moglie aggiunse:
Non mi pare che tu sia obbligato a dormire in caserma. O sbaglio?.
Ci fu un lungo silenzio. Marisa riprese decisa:
Oh senti! Finiamola di fare i duri e puri, di rinunciare soltanto per il nostro orgoglio, la nostra dignit....
Usava il plurale, ben sapendo per che remore e fisime provenivano soltanto da lui.
Tre giorni dopo erano sullautostrada Torino-Savona, su quel tratto che a lui non piaceva per niente, con tutti quei restringimenti e corsie uniche.
Alla vista del mare svoltarono a sinistra: una direzione a loro inconsueta, come capita a tanti piemontesi.
I Davico li accolsero come vecchi amici. La signora prese Marisa da una parte, fece vedere le stanze e il funzionamento della cucina, inform di quanto doveva sapere. Il marito accompagn il maresciallo di sotto, dove cerano i contatori.
Non dovrebbe capitare, ma se salta linterruttore centrale....
Lappartamento era abbastanza accogliente, per due persone pi che sufficiente. Come tutte le case di vacanza aveva aspetti di precariet che si notavano in certi particolari come piatti e pentole scombinati, sedie diverse fra loro, quadri che sembravano provenire da una pesca di beneficenza.
Quando si apr la porta che dava sul terrazzo, i due rimasero ammutoliti. Pi che terrazzo, sembrava un giardino; cerano piante, fiori e arbusti. Marisa fu attratta dai limoni che pendevano dai rami. Macchie di mare appena increspato si intravedevano fra gli alberi, come un paesaggio di cartolina. Presi da tanta bellezza, furono allimprovviso sconvolti da un treno merci che si rivel con trombe da giudizio universale. In quei momenti le parole non si udirono pi. Le bocche si muovevano mute come pesci in acquario. Dopo un tempo che parve interminabile, torn il silenzio. Marisa e Sebastiano si guardarono; in loro si poteva cogliere un miscuglio di sensazioni: soddisfazione, ma anche una certa preoccupazione di convivere con assordanti rumori.
Vitale prov a entrare nel discorso:
Ne passano tanti di treni?.
Felice Davico lo squadr, si rese conto di dovere spiegazioni.
Siamo sulla linea Torino-Roma....
S, ma quanti....
Abbiamo fatto un calcolo, vero Paola? Dallorario ferroviario se ne possono calcolare almeno 180 nelle ventiquattro ore, in un senso e nellaltro. Esclusi i treni merci che non sono scritti, i pi fracassoni. In estate poi il numero  perfino superiore....
A quelle precisazioni, i Vitale rimasero perplessi. Intuendo il loro disagio, Felice si affrett a precisare:
Dopo un po quasi non si sentono. Uno ci fa labitudine....

3.

Marisa stava destreggiandosi in un traffico diverso per molti aspetti da quello a cui era abituata nelle tranquille strade di Cherasco. Per uscire dal paese cerano due vie: una breve, laltra pi lunga. La prima aveva per il difetto di attraversare un passaggio a livello quasi sempre chiuso. La strada principale era talvolta poco percorribile; capitava spesso di fare lo slalom fra le auto in sosta e quelle che provenivano in senso contrario.
Per Marisa  era quasi sempre lei a guidare, dal momento che il marito le cedeva volentieri il volante  le prime volte furono sofferenze. Era incerta, le pareva ogni volta di urtare carrozzerie e paraurti. Le capit addirittura di strisciare lo specchietto con quello di unaltra vettura; ci fu un rumore come lama di ghigliottina. Vedendo laccessorio piegato su se stesso, si ferm. Laltro automobilista non fece una piega; abbass il vetro, diede una sistemata al proprio accessorio e ripart, senza nemmeno rispondere al cenno di scuse.
Linsignificante incidente fu per Marisa un piccolo trauma. Le era venuto il complesso dellintrusa, si sentiva colpevole alla sola idea di poter arrecare danni alla gente del posto. Il marito sembrava invece indifferente a tante premure. Pi duna volta le aveva detto: Fregatene...
Per arrivare al capolinea si doveva fare un tratto di strada con curve e saliscendi. A un certo punto ai loro occhi si apr un panorama da favola. Si vedeva un buon tratto della costa ligure di ponente: Savona e oltre, forse i rilievi della Francia. Dur poco. Il mare presto scomparve, coperto dai palazzi di Nervi.
Lautobus aveva gi acceso i motori. Lauto fren di colpo, meritandosi le indispettite strombettate di chi seguiva. Sebastiano scese precipitosamente, senza neppure dare il consueto bacetto. Marisa rimase a guardarlo con una specie di apprensione, come forse avrebbe fatto con un figlio al primo giorno di scuola: immagine ideale comunque del tutto teorica, dal momento che fra i due non soltanto cerano 15 anni di differenza, ma di prole proprio non si parlava.
Nel fare ritorno, Marisa rivide il golfo fino al monte di Portofino, qualcosa da descrivere al marito non appena fosse rientrato. Nei pressi di casa, ud la inconfondibile voce di Geno:
Posso ancora abusare della sua cortesia?.
Il vecchio ci mise un po prima di riconoscerla. Marisa indic la propria auto e poi verso il cancello. A quel punto luomo cap. Fece ampi gesti col braccio, dicendo:
Avanti, bella signora. La metta nel solito posto....
Il luogo era ombreggiato, riparato da alti pini marittimi; le possenti radici avevano deformato lasfalto, causato irregolarit al manto stradale. In quel momento cadde dallalto una grossa pigna; rimbalz al suolo e si mise a rotolare. Geno se ne usc:
Nessun pericolo.  secca, non fa danni....
Prima di andarsene, Marisa dovette sorbirsi un interminabile bottone. Era impaziente di rientrare, dal momento che il marito le aveva detto che sarebbe tornato per pranzo. Sebastiano aveva saputo di un treno che fermava a due passi da casa. Quel giorno era libero prima del solito. Il maggiore Faravelli  lufficiale che faceva istruzione nel pomeriggio  era stato chiamato durgenza fuori Genova.
Vitale sal alla stazione Brignole; rimase a godersi prima le gallerie (cosa che gli piaceva fin da piccolo) poi il mare che appariva e scompariva, come in un gioco a nascondino. A Nervi il treno si ferm pi del solito, per dare la precedenza a un intercity. Fu un intervallo che sembr lunghissimo. Non vedeva infatti lora di rientrare, di trovare tavola pronta allombra del terrazzo, con una mogliettina che lo coccolava.
Quando scese dal treno fu meravigliato di non incontrarla. Dopo avere aperto la porta, la vide seduta sul divano, con gli occhi gonfi di lacrime.
Cos successo?.
Avevo appena parcheggiato nel posto che mi aveva detto il vecchio....
Allora, spiegati, intervenne spazientito il marito.
 sbucato uno, allimprovviso. Mi ha investita con male parole, dicendomi che mi dovevo vergognare, con quale diritto ero entrata in una propriet privata. Ha minacciato di denunciarmi per violazione di domicilio....
Vitale aggrott le ciglia.
E chi  sto bel tipo?.
 uno delle ville....
Quella dove ci mettiamo la macchina?.
No, un altro. Mi sono sentita umiliata. Avessi sentito con quale protervia mi ha investita. Mha fatto sentire una ladra, una....
Ora lautomobile dove si trova?.
SullAurelia. Credo di aver fatto un bollo alla carrozzeria. Ero talmente sconvolta....
Adesso mettiamoci a tavola....
Con le tende abbassate, la terrazza era accogliente e ventilata. I rami dei limoni ondeggiavano. La fresca caraffa di vino non riusciva  diversamente da altri momenti  a rallegrare lambiente. Perfino gli spaghetti al sugo di olive, che a lui piacevano tanto, sembravano senza gusto. A un certo punto Sebastiano si alz di scatto:
Voglio andare a parlare con quel tale....
Marisa non disse nulla, anzi se laspettava. Era da lui laffrontare di petto incertezze e perplessit.
Che cosa vuoi fare, domand Marisa prendendogli il braccio.
Non ti preoccupare, ci penso io. Piuttosto, come si chiama e in quale casa abita....
Morco, da quello che mi ha detto Geno. Geometra Morco. Una delle ultime ville, sulla destra.
Il maresciallo si avvi deciso. Sentiva di dovere affrontare il villanzone, ma sapeva pure di non avere tutte le ragioni dalla sua. Lidea che ci potesse scappare una denuncia per violazione di domicilio lo inquietava, turbava il suo senso della legalit. Per uno come lui, poteva pure essere una catastrofe.
Sul cancello dellultima casa era scritto Villino Paradiso. Si decise e suon. Dopo un po saffacci una donna che sembrava essersi messa qualcosa addosso allultimo momento.
Abita qui Morco, il geometra....
Credeva di aver sbagliato abitazione. Si sent invece rispondere:
Chi lo cerca?.
Fu l l per dire: Sono il maresciallo.... Ma si trattenne.
Desidero parlargli.
La donna parve imbarazzata, abbass lo sguardo. Vitale ebbe una sensazione che sul momento non seppe spiegarsi. Era comunque quello un volto che non gli diceva niente; diversamente lavrebbe ricordato.
I giornali del mattino riportavano titoloni sulla morte di una giovane. Si trattava di un delitto avvenuto a Rapallo. La vittima era stata trovata col cranio sfondato. Lomicidio era stato commesso nellufficio di consulenza tributaria del ragionier Colombano Notto, verosimilmente fra le ore tredici e quindici del giorno prima, durante lintervallo del pranzo. Dallautobus, Vitale aveva visto ripetersi gli annunci del fatto di sangue a ogni edicola lungo il tragitto. Quando giunse al comando dei carabinieri si rese conto del perch il maggiore Faravelli  che doveva tenere lezione di metodologia dindagine  il giorno prima sera precipitosamente recato a Rapallo. Lufficiale era tuttora fuori sede.
Quel mattino era per destinato ad avere conseguenze inimmaginabili. Dallautobus, vide la donna dai curiosi comportamenti mentre parlava animatamente con Morco, lo sgradevole individuo da lui affrontato dopo lincauta sfuriata nei confronti di Marisa.
I due erano nei pressi della solita fermata. Luomo la teneva energicamente per i polsi, mentre lei tentava di divincolarsi. Tutto si svolse in breve tempo. Vitale non ebbe per dubbi: i personaggi della scenata erano proprio loro. Del resto, come dimenticare una faccia come quella incontrata a villino Paradiso. Oltre tutto, il maresciallo aveva particolari motivi per non scordarsene. Si era presentato come marito della signora che aveva suscitato tanto risentimento. Spieg che tutto era nato da un equivoco. Geno aveva detto che si poteva parcheggiare la macchina accanto a una casa disabitata per gran parte dellanno. Aveva poi aggiunto:
Guardi che noi siamo gente perbene....
La risposta fu sprezzante, di quelle che possono fare andare fuori dei gangheri anche gente tranquilla come il maresciallo:
Anche le persone perbene possono commettere reati e provocare incidenti. Ho detto allamministratore del condominio di sporgere denuncia per violazione di domicilio....
A quelle parole, Vitale si sent avvampare. Listinto immediato fu di rispondere per le rime. Sapeva per di essere dalla parte del torto.
Morco era sui settanta, forse pi. Aveva una faccia arrossata solcata da due sottili baffetti bianchi. Usava un linguaggio altezzoso da saputello. La sua pronuncia incespicava sulle esse. Diceva fofta per sosta e permeffo per permesso. Quando Vitale gli fece presente che lautomobile era parcheggiata in un luogo che non ingombrava e che da l nemmeno si vedeva, si sent rispondere:
 una questione di principio....
In quei momenti il maresciallo soffriva, combattuto fra la tentazione di reagire energicamente e la prudenza che consigliava di moderare i toni. Si sentiva impotente, timoroso di una eventuale denuncia dai risvolti penali. Il qualificarsi per carabiniere in quei momenti non era oltre tutto la cosa migliore da fare; poteva anzi aggravare la sua posizione. Il colmo dello smarrimento lo raggiunse quando il tracotante padrone lo conged:
Adesso se ne vada e non si faccia pi vedere....
Vitale fece dietro front, con la coda in mezzo alle gambe. Aveva appena subito la pi cocente umiliazione. Non riusciva a comprendere la cattiveria, non si dava pace per essere stato incapace di fronteggiare tanta improntitudine.
Quando Marisa lo vide rientrare intu subito come si erano svolte le cose. Si limit a dire:
Pensi che far davvero denuncia....
Il marito non rispose. A tavola quasi non tocc cibo. Accese in seguito la televisione dimostrando interesse, senza peraltro riuscirvi, alle notizie di un telegiornale locale.
Al comando cera uneccitazione che contagiava tutti, anche i sottufficiali del corso. I colleghi e lo stesso Vitale si sentivano coinvolti, commentavano un delitto che, amplificato dai mezzi di informazione, aveva fatto presa sullopinione pubblica. In questi casi le forze dellordine si sentono nel mirino, sanno che la gente si aspetta da loro interventi risolutivi.
In assenza di notizie precise, le prime ricostruzioni dei giornali parlavano di giallo. La vittima era una giovane dalla vita irreprensibile, priva di cattive compagnie. Puntuale e precisa sul lavoro, non aveva mai dato motivo per rimproveri o osservazioni. Era impiegata da cinque anni presso un noto professionista. Nellufficio teatro del delitto non erano stati rinvenuti segni di effrazione, mancava nulla di valore, tranne alcuni classificatori con vecchie pratiche prive di importanza. La vittima aveva lei stessa aperto al suo assassino. Non era insolito  come aveva testimoniato lo stesso titolare  che la giovane si fermasse in ufficio prima di riprendere il lavoro pomeridiano. Capitava al bar per uno spuntino e un caff. Di quanto accaduto fra le 12,30 e le 15  ora in cui fu rinvenuto il cadavere  non si sapeva nulla. Lassassino aveva agito senza lasciare tracce.
In casi come questi gli inquirenti non scartano nessuna ipotesi. Fra le prime c quella del delitto passionale. A questo proposito fu sentito un giovane di Camogli, negli ultimi tempi visto frequentemente in compagnia della vittima. Era stato addirittura lui a sospettare il peggio. Dopo averle invano telefonato  di solito si sentivano tutti i giorni intorno alle due  si era infine preoccupato. Aveva suonato pi volte alla porta dellufficio. Non avuto risposta, aveva poi atteso larrivo del titolare dello studio.
Nei giorni successivi Vitale e i colleghi si buttarono sui primi verbali, con la compiacenza di un sottufficiale che doveva tenere chiusi certi cassetti. Del resto gli allievi del corso erano tuttaltro che sprovveduti; alcuni si potevano addirittura definire vecchie volpi. Lufficio di Rapallo aveva in pratica soltanto unampia sala di attesa per la clientela e una stanza per il titolare. La scrivania di Stefania Gentilotto, la vittima, era circondata da pareti di vetro. Da l apriva con un pulsante elettrico ed era collegata al videocitofono. In definitiva, era impossibile che qualcuno potesse entrare o uscire senza passare davanti ai lei.
Alcuni accenni del giovane sentito come persona informata facevano intendere una certa attenzione, non del tutto professionale, del principale verso la vittima. Il ragioniere fu passato al torchio; dal suo interrogatorio emersero circostanze poco chiare o perlomeno degne di essere approfondite. Quel giorno Notto non aveva pranzato a casa, dove viveva da scapolo con lanziana madre. Il particolare era emerso dalla portinaia dello stabile in cui abitava. La donna not lassenza del professionista, dopo aver consegnato una lettera raccomandata; di solito era lui a firmare le ricevute. Si apriva in sostanza un buco nellalibi di Notto. Da parte sua, questi aveva ammesso  dopo avere in un primo momento negato  che quel giorno effettivamente non era rientrato soltanto perch trattenuto da un cliente.
Era una giustificazione debole. Alla successiva richiesta di chiarimenti ne erano uscite risposte vaghe e imbarazzati, al punto di destare sospetti.
Stefania era stata uccisa con un corpo contundente. Dallufficio era scomparso un pesante portacenere di vetro. Si pens subito alloggetto come possibile arma del delitto. Il corpo senza vita giaceva accanto alle poltroncine accostate alla parete. Ci faceva pensare che lomicida era stato fatto entrare e poi accomodare come un cliente di riguardo. Diversamente, la Gentilotto non si sarebbe mossa dalla guardiola di vetro.
Loggetto aveva sfondato losso temporale del cranio; il colpo, uno solo, era stato inferto in modo netto, senza eccessiva violenza. Il particolare aveva fatto dire a un sottufficiale paracadutista che poteva essere opera di killer professionisti; la botta inferta era infatti del tutto simile a quelle che si insegnano alla scuola di guerra.
Vitale si sentiva inutile, di peso. Voleva dare una mano, ma non sapeva come. Laveva colpito il fatto di non incontrare pi la donna che dimostrava di avere qualche problema di comportamento. Dal giorno in cui laveva vista discutere con Morco, non si era infatti pi vista. La cosa gli era sembrata perlomeno strana.
Il maggiore Faravelli era alto, pi di uno e novanta. Aveva occhi azzurri, capelli sale e pepe cortissimi, lo sguardo solare di un adolescente. Si spostava con passo deciso ma felpato; i suoi movimenti del corpo erano armonici e controllati. Nel volerlo paragonare a qualcuno, Vitale pens a un giocatore di pallacanestro, come quelli che ricordava quando bazzicava il campo allaperto della parrocchia. In ogni squadra cera sempre un lungo che arrivava per primo sulle palle alte; stacchi poderosi, pochi palleggi e poi a canestro... Erano giocatori che ammirava e invidiava, non potendo uguagliarli a motivo della sua non elevata statura.
Quando vide arrivare il maggiore verso di lui ebbe una folgorazione. Fu quello un attimo fatale, di quelli che nella vita cpitano improvvisamente, talvolta anche contro la nostra volont. Casualit, preveggenza: chiss! Vitale sent limpulso di fermarlo.
Signor maggiore, permette una parola....
Faravelli sembr destarsi da una specie di ipnosi. Il suo cervello era evidentemente altrove e soltanto per caso si trovava a passare fra un ufficio e laltro del comando. Guard Vitale come una finestra aperta.
Mi sento in dovere di portare alla sua attenzione un certo particolare. Pu essere una sciocchezza, ma potrebbe pure risultare di fondamentale importanza....
Con altri Faravelli avrebbe probabilmente risposto: Non adesso, dopo... Ma con quelluomo sui quaranta-cinquanta, un po soprappeso, che vagamente ricordava di aver visto alle sue lezioni, fu diverso.
Due eccezionali personalit si erano incontrate. Fra di loro era come scoccata una scintilla. Ci fu un collegamento simile allincontro di due sensitivi che riescono a riconoscere immediatamente le loro reciproche non comuni capacit.
Vitale credette per un momento che il maggiore gli avesse letto nel pensiero.

4.

Marisa e Sebastiano avevano deciso per una gita a Rapallo. Salirono alla stazione di Pontetto su un treno di pendolari, a due piani. Andarono di sopra e il viaggio svel subito piacevoli scorci panoramici fra una galleria e laltra. Il convoglio correva talvolta a picco sul mare, filava allombra di alberi sempre verdi sfiorando macchie di intricato pitosforo. Allarrivo videro un susseguirsi di arido cemento e prorompente vegetazione.
Presero il sottopassaggio e si trovarono in citt. Erano apparentemente senza meta. Vitale in realt ci teneva a vedere la strada e ledificio in cui era stato commesso lomicidio. Aveva consultato la pianta stradale e unidea se lera fatta.
Prima di raggiungere la parte pi urbanizzata, quella dove costruttori e immobiliaristi ci sono andati gi pesanti, i due passeggiarono sul lungomare e nella parte vecchia. Fra gente del posto e turisti occasionali camminarono tenendosi per mano, subito presi in quel particolare modo di trascorrere il tempo che si pu notare in tanti luoghi della Liguria, dove clima e paesaggio sembrano favorire il dolce far niente.
Di solito, Vitale evitava di parlare delle sue indagini; prima di tutto per innata riservatezza, poi per scrupolo di integerrimo tutore dellordine. Cera in lui inoltre una certa prevenzione nei confronti del gentil sesso, convinto comera che una donna in preda allira e alla gelosia  capace di spifferare qualsiasi segreto istruttorio, mandare allaria indagini frutto di lungo lavoro. Stavolta per era diverso, cera di mezzo un personaggio che non meritava indulgenze o cautele.
Sai quel bel tipo di Morco?.
La moglie sgran gli occhi e cominci ad agitarsi.
Chi, quel gran figlio di....
Proprio lui. Ma aspetta che ti racconto dallinizio. Ricordi quella donna originale, che alla fermata dellautobus si comportava in modo strano? Beh, non ci crederai, ma  stata assassinata....
Marisa ebbe uno scatto nervoso. Fu inorridita dalla notizia, ma anche incuriosita dal fatto che il marito le dicesse cose solitamente tab nelle loro discussioni. Per giunta le confidenze giungevano spontanee, senza che fosse necessario cavarle con le pinze, come capitava regolarmente in famiglia.
I giornali ne hanno parlato? Non mi pare....
Non ancora. Ormai mi ero abituato a lei. Arrivato a una certa fermata, allungavo il collo e la trovavo l: come capitata per caso. Ogni volta aveva un abito diverso, sempre truccata e pettinata. Il fatto di non vederla da qualche giorno poteva anche significare niente, essere una semplice casualit.  accaduto per qualcosa di indefinibile, che non so nemmeno spiegarti: mentre mi trovavo vicino a Faravelli ho sentito limpulso di fargli presente che a quella donna poteva essere successo qualcosa di grave.
La moglie continuava a guardarlo, senza interrompere e nel timore che potesse divagare o accorgersi di avere detto troppo.
Vuoi saperne di pi? Lultima volta che lho vista stava discutendo, anzi litigando, indovina ancora con chi? Morco, figurati....
Morco? E cosa centra....
 ancora tutto da scoprire....
Nel dire quelle ultime parole, Vitale assunse unespressione delle sue, che la moglie riusciva a malapena a decifrare: una sorta di dico e non dico,  forse meglio che me ne stia zitto...
La cosa pi sorprendente  che il maggiore mi ha subito dato retta. Pensa, uno come lui: sotto pressione, dentro fino al collo nelle indagini su un omicidio....
Conosceva quella donna?.
No, ma appena glielho descritta ha avuto una certa reazione, come se non le fosse del tutto sconosciuta. Erminia Galluzzi, questo il suo nome, era gi nota ai carabinieri, dopo essere stata segnalata per i suoi strani comportamenti. Non c voluto molto per scoprirne nome e indirizzo. Abitava in un monolocale a Quinto, che da quanto ne so  uno dei quartieri pi eleganti della citt.  stata trovata strangolata. Anche l, come a Rapallo, tutto fa credere che la vittima conoscesse lassassino: nessun segno di colluttazione e scasso. Lunica effrazione  stata quella fatta alla porta dai carabinieri, per entrare nellappartamento.
S, ma quel tale, il porco. Come centra....
Aspetta! La Galluzzi era un tipo originale. Avr avuto allincirca la mia et. Viveva sola. A parte le sue manie, non dava fastidio a nessuno. Vicini e negozianti la ricordano come una donna molto sulle sue; non parlava quasi mai, non si impicciava, pagava regolarmente. Nessuno ricorda di relazioni con uomini; anzi, sembrava che frequentasse proprio nessuno.
I mobili del suo appartamento erano nuovi, di stile moderno; gli stessi che si possono trovare in qualsiasi mobilificio. In una scatola per scarpe sotto il letto teneva qualche gioiello: perle, oggetti doro di poco valore che non sono stati nemmeno toccati. Dalla carta didentit risultava nata a Genova, professione casalinga. Faceva una vita regolare, direi regolarissima. Usciva di casa alle otto di mattina, in punto, rientrava con la spesa a mezzogiorno. Di lei si sapeva che amava passeggiare; passava anzi la giornata a consumare le scarpe, si poteva incontrare quasi sempre negli stessi posti.
E chi poteva avere interesse a ucciderla?.
In un primo momento si era addirittura sospettato che facesse la vita, che ricevesse uomini in casa, che un cliente lavesse uccisa. In seguito lo si  dovuto escludere....
S, tutto bene, ma, ripeto, il porco che centra....
 stato, con ogni probabilit, lultimo che ha parlato con lei prima che morisse. Li ho visti coi miei occhi, mentre stavano discutendo.
Lavete interrogato?.
No, almeno per il momento....
Vitale pass davanti al palazzo e diede uno sguardo allandrone. Gett poi locchio al terzo piano, allufficio teatro dellomicidio. Cerc di mettersi nei panni dellassassino. Poteva forse aver preso lascensore? Rimase convinto che chi ha appena commesso un omicidio scende le scale a piedi, non rischia di trovarsi a faccia a faccia con qualcuno che potrebbe poi riconoscerlo. Pass in rassegna i negozi che si affacciavano sulla strada. Era pi o meno lora del delitto. Di aperto cera solamente un bar, lo stesso dove la vittima si recava spesso a prendere il caff, le volte che si fermava in ufficio anche nellintervallo di mezzogiorno.
Si domand: Uscito dal portone, ha preso di qua o di l...
A destra cera il cartello verde per lautostrada, dalla parte opposta si andava verso il centro.
Entr nel pubblico esercizio. Con la moglie si sedette e ordin due cappuccini; stette a osservare la gente che entrava e usciva. Cera chi commentava laccaduto, i pi per non se la sentivano nemmeno di parlarne. Parevano anzi seccati del clamore che investiva come un uragano i loro trantran e lintera citt.
Vitale fu tentato di sentire luomo dietro al banco che aveva tutta laria dessere il titolare. Non era per suo compito, non voleva sembrare impiccione. Si domandava tuttavia se mai quel tale avesse visto, anche inconsapevolmente, lassassino. Era da escludere che questi si fosse recato al bar; pi pensabile che se la fosse svignata senza farsi notare.
Marisa e Sebastiano presero la strada alberata che costeggia il fiume. Giunti al carroggio si soffermarono a guardare le vetrine. Si sentivano odori di cucina, pesce fritto su tutto. Alle due di pomeriggio, la strada era poco affollata. Non mancavano tuttavia turisti in braghe corte e con macchina fotografica a tracolla. Decisero di entrare in una trattoria, attirati dalla insegna che si vedeva in una delle stradine laterali.

5.

Maresciallo, lho fatta chiamare. Osservi attentamente questa lettera e mi dica il suo parere....
Faravelli era seduto alla scrivania, con le sue lunghe gambe distese e le dita delle mani intrecciate. Indic un foglio scritto a mano. Vitale lo prese e lesse: Lasassino che cercate puo essere uno qualunque. Fate presto a trovarlo perche potrebe uccidere ancora forse ha gia ucciso un altra volta.
Vitale fece una delle sue smorfie, con le labbra a imbuto. Corrug la fronte e guard verso la finestra aperta, proprio mentre passava un autobus di linea. Stette un po a pensare, poi si pronunci:
A parte litaliano sgangherato che potrebbe pure essere voluto, ha tutta laria duna invocazione di soccorso....
A Faravelli luccicarono gli occhi, accenn perfino a un sorriso, cosa rarissima in lui.
Mi fa piacere che lei pensi a questo modo, perch  la prima cosa che anche a me  venuta in mente.
Vitale rimase a guardarlo. Poi si decise:
Rimane da stabilire chi ha scritto....
Qualcuno che si sente evidentemente in pericolo, che con ogni probabilit conosce lassassino, aggiunse lufficiale, Ma chi? Potrebbe pure essere un mitomane. Chiss....
Faravelli aveva visto giusto. Quel maresciallo di paese con un po di pancia e laria paciosa si stava rivelando un collaboratore prezioso. Lo cap nel momento stesso in cui Vitale lo ferm per dirgli: Mi permette una parola...
Per il maggiore, la scoperta dellomicidio Galluzzi era una tegola che cadeva nel momento meno adatto, proprio nel bel mezzo del delitto di Rapallo. In quei giorni riferiva continuamente a magistrati e superiori, doveva rispondere alle pressanti richieste dei giornalisti. Quotidiani e telegiornali continuavano a pompare la cosa, lopinione pubblica voleva sapere, pretendeva che gli assassini fossero smascherati e puniti.
Fra Vitale e Faravelli si era intanto instaurato un feeling di reciproca stima e simpatia. Non che al maggiore mancassero validi collaboratori, tuttaltro. Il fatto che anche un semplice maresciallo comandante di stazione fosse in pratica a disposizione del Nucleo Investigativo era comunque una opportunit da sfruttare.
Del resto, al corso partecipavano elementi veramente in gamba. Vitale era fra i pi anziani. Cerano trentenni paracadutisti, istruttori darmi, reduci dalle missioni internazionali di pace. Se ne sarebbe potuto fare una squadra eccezionale di intervento. Faravelli ci aveva pure fatto un pensierino.
Vitale in particolare era stato catalogato persona di esperienza, con spiccate doti investigative, riflessivo quanto basta, dotato di fervida intuizione. Daltronde, la fase in cui si trovava il delitto di Rapallo era proprio di riflessione e di intuizioni ce nera veramente bisogno. Si dovevano ricomporre tessere sparse di mosaico, mettere insieme indizi labili che apparivano e scomparivano come lucciole in una notte destate.
Fosse dipeso solamente da lui, avrebbe subito ordinato una minuziosa perquisizione al villino, residenza di Morco. Perfino quel titolo di geometra non lo convinceva. Si rendeva tuttavia conto che, al momento, non si poteva tirare la corda pi di tanto. Per Faravelli non era daltronde nemmeno il caso di mettere troppa carne al fuoco.
Il pi diffuso quotidiano locale fece capire che sul datore di lavoro si erano addensati alcuni sospetti. Gli altri mezzi di informazione seguirono a ruota inzuppandoci il biscotto. La fotografia della morta era apparsa su tutte le prime pagine.
Vitale era placidamente steso sul terrazzo, dopo aver fatto piazza pulita della teglia di melanzane alla parmigiana messa in tavola. Marisa leggeva con interesse i resoconti sullomicidio riportati sul giornale.
Ho poi parlato con Geno. Sai come si esprime lui, in modo confuso e con mille giri di parole. M sembrato per di capire che Morco non  farina da ostie....
Sebastiano la lasciava dire, fingeva di dormire.
 uno che litiga con tutti, i vicini non lo possono sopportare. Pare che ce labbia in particolare col padrone della casa dove il vecchio ci ha detto di parcheggiare. Deve essersi fatto lidea che noi gli paghiamo un affitto....
Ma se manco lo conosciamo quel tale, comment il maresciallo, Mi sarei invece aspettato una lavata di capo al custode....
Glielho domandato. Ha risposto: Quello l e la sua brava donna a me non mi dicono proprio niente. Se no  la volta che apro il libro.
Ha detto cos?.
Certo. A proposito, visto che hai poco da fare, perch non di una mano ai tuoi di Genova?.
Non  semplice. Bisogna rispettare competenze e gerarchie. Io sono un estraneo, non posso andare l a dire: adesso facciamo cos e cos....
Marisa tacque, ma in cuor suo pens: ecco il solito maniaco per la legalit, sempre tutto in perfetta regola... Riprese:
Secondo me dovresti parlare ancora con Geno.
Ci ho pensato, ma credo che non sia facile, te ne sarai resa conto anche tu. Non risponde alle domande, a volte sembra perfino sordo. In compenso, non la finisce mai di blaterare su cose che non centrano per niente....
Deve per essere uno che conosce perfino il colore delle mutande di chi abita nel parco.
Sicuramente.
Al maresciallo era rimasto impresso latteggiamento della donna incontrata a parco Revel. Poteva essere la moglie di Morco; pi probabile lamante, la convivente. Non aveva di sicuro laspetto di una domestica. Era una bella donna, sulla quarantina; da giovane doveva esserlo ancora di pi. Vitale non aveva scordato il suo atteggiamento. Unaltra al suo posto da uno sconosciuto avrebbe voluto sapere di pi, almeno i motivi della visita. Invece niente. Abbassato lo sguardo, sembr impaziente di allontanarsi. Il maresciallo ci era ritornato su. Si convinse che la donna sapeva riconoscere un questurino o un carabiniere in borghese... Lintuizione gli parve dapprima curiosa, in seguito degna di essere approfondita. Disse fra s:
La sua non  certamente una capacit di massaia qualunque....
Marisa ruppe il silenzio.
Nel pomeriggio usciamo?.
Hai qualche meta particolare?.
Ho letto su una guida turistica che, proprio a Rapallo, ci sono interessanti ruderi di unantica cattedrale. Ci si arriva in macchina....
E se poi al ritorno non troviamo posto?.
Una bella palla, sta solfa del parcheggio....
Nelio Amati era un signore anziano, ma ancora ben portante. Nel condominio era stato lunico a rivolgere la parola ai nuovi venuti. Di regola, quando Marisa e Sebastiano passavano sembravano fantasmi, i vicini facevano finta di non vederli. Il signore col cane, come era stato subito definito, aveva inaspettatamente risposto al loro saluto. Un mattino, mentre Vitale faceva rimostranze allautista di un camion rimasto per pi di mezzora col motore acceso alle sbarre abbassate del passaggio a livello, si sent dire:
Una battaglia persa... Qui fanno tutti i loro comodi....
Si volt. Amati gli stava dando ragione. In seguito i due si misero a chiacchierare.
Geno mi ha detto della scenata fatta a sua moglie....
Vitale si domand se era il caso di tornare sul discorso, dopo le arrabbiature che si era prese. Si convinse infine che laccenno a lui fatto non era casuale.
Conosce quel tale?.
Lo conosco, lo conosco... Anche quel bel tipo che fa passare per sua moglie, da quando faceva la ballerina....
Il maresciallo rimase di stucco. Prese Amati sottobraccio e con lui si incammin per la strada che conduceva al mare.
Mi parli di lui. Le dico subito che il mio interesse ... Come dire....
Non si spieghi. Da quello che mi detto Geno, lei deve essere una persona importante.
Beh! Importante non direi. Diciamo che sono uno che raccoglie chiacchiere e pettegolezzi, ma non per sguazzarci o fare maldicenza.
Non ci fu bisogno di altre spiegazioni. Vitale riprese:
Mi diceva di quella donna. Ancora un bel pezzo... Direi.
Avrebbe dovuto vederla ventanni fa: uno splendore....
Da dove viene?.
Un paese della Lombardia. Ora non ricordo di preciso.
Amati aveva capelli bianchi e folti. I suoi denti, sicuramente finti, erano scintillanti. Il viso aveva rughe accentuate dallabbronzatura del volto. Con una mano teneva un bastoncino di legno, con laltra il guinzaglio del cane. Tanto per metterlo a suo agio, Vitale gli rivolse un complimento:
Lei mi sembra un abile cercatore di funghi. Sbaglio?.
Non sbaglia. Ora per, alla mia et, non posso pi affaticarmi. Ma fino a poco tempo fa, ero capace di vedere una cappella anche a dieci metri di distanza.
Complimenti! Ma che mi diceva di quella ballerina?.
Lho incontrata per la prima volta in un nait, dove faceva la entraneuse.
Signor Amati, lei  tuttora un uomo gagliardo. Figuriamoci allora... Quanti anni fa?.
Almeno una ventina... Facevo la mia bella figura. Avevo ancora il negozio di profumeria. Un giorno lho vista entrare. Poi  diventata cliente fissa. Comprava cose costose, non badava a spese....
Guadagnava tanto?.
Chi, Stellina? Pi che altro, credo che avesse trovato uno che la manteneva.
Era Morco?.
Nei primi tempi sicuramente no, lui non aveva il becco dun quattrino.
E dopo?.
Passano alcuni anni e un giorno me lo vedo entrare nel parco, con laria del padrone. Da Geno ho poi saputo che aveva comprato una delle ville.
Doveva essere fornito di mezzi. Se non sbaglio qui i prezzi non scherzano....
Quando lho incontrato era in compagnia di Stella. Ho fatto un cenno di saluto. Da quel giorno, lei non  pi venuta in negozio.
Sar stata una perdita....
Non sono andato in fallimento. Grazie al cielo gli affari mi andavano bene lo stesso.
A quel punto, Vitale cominci a pensare alla moglie che si inquietava per la sua assenza. Decise tuttavia di non interrompere un colloquio che si stava rivelando molto interessante. Nel momento in cui Amati si ferm per consentire al cane di fare i propri bisogni, pose unaltra domanda:
Quel Morco:  ricco di famiglia.
Credo proprio di no. I soldi deve esserseli fatti con la sua attivit di amministratore.
E come, se  lecito....
Di preciso non so. Corrono voci. Ho sentito dire che ha fatto sputare sangue a tanta gente....
Quella Stellina?.
Di cognome fa Codogni.
Signor Amati, grazie per la sua compagnia e la bella chiacchierata. Ora per devo lasciarla. Mia moglie mi star dando per disperso....
Per qualsiasi cosa abbia bisogno, io sono qua.
Grazie, non mancher....
Marisa gli apr la porta con faccia seccata. Del resto, il marito se laspettava.
Mi sono attardato a parlare con quello del cane....
Sei in ritardo.  pronto in tavola.
Se tutti dovessero fare come te....
Marisa non aggiunse altro. Il suo silenzio fu per molto eloquente. La sua espressione, accigliata e risentita, diceva pi di tante parole. Erano momenti quelli  del resto rari  in cui era meglio non insistere. Sebastiano sapeva di avere la moglie migliore del mondo. Fino a quando per non le saltava la mosca al naso. Allora erano bronci non facili da smaltire. Il motivo di tanto risentimento? Non laveva avvertita in tempo che sarebbe rimasto fuori a pranzo. Eh s, in casa Vitale succedevano anche questi piccoli drammi familiari!
Marisa si era messa di buzzo buono, alledicola aveva comprato un libro di ricette della gastronomia ligure; si era ingegnata, imbrattata di unto e farina per fare una torta pasqualina. Quando il marito le telefon per dire che il maggiore gli aveva chiesto di fermarsi, il suo capolavoro cucinario era da poco sfornato e messo al centro della tavola.
Poi ti spiegher, aveva aggiunto il marito, con quel suo modo ambiguo di dire le cose che in certi momenti lei proprio non sopportava. Non aveva nessuna voglia di strologare sui pensieri reconditi del marito. In quei momenti non riusciva neppure a sopportare gli atteggiamenti tarun di Sebastiano: quel modo cio di ammiccare, dire e non dire, far intendere senza spiegarsi. Giunta a quei punti, arrivava perfino a pentirsi  a parole almeno  di essersi lasciata coinvolgere nel ruolo di mogliettina mansueta, che se ne sta in casa a tenere in caldo la minestra per un marito che non sai mai quando arriva o se ne va. Era allora che diceva a se stessa: T piaciuto fare la carabiniera? Adesso accontentati...
Con la sua capacit di annusare tempesta, il maresciallo aveva capito che la telefonata era destinata a produrre malumori. Non era certamente bastato quel: Poi ti spiegher... per evitare i risentimenti.
Rientrato alle sette di sera e vista la faccia della moglie, Sebastiano cerc di giustificarsi alzando la voce:
E che dovevo dire al maggiore? Che non potevo fermarmi perch mia moglie aveva fatto la trippa....
Marisa fu presa in contropiede. Gli rispose gelidamente:
Hai almeno mangiato decentemente?.
Non male, la solita mensa....
E che vi siete detti di tanto importante?.
Fu una domanda a tradimento. Marisa laveva fatta ben sapendo di metterlo in difficolt. Parlare infatti del proprio lavoro era per il maresciallo una vera sofferenza. Anche il pi piccolo particolare di una indagine assumeva per lui il medesimo valore del pi impenetrabile segreto dufficio. La sua abituale riservatezza valeva anche per un semplice furto dauto. Si tratta di metodo, cos giustificava il suo riserbo. Figuriamoci se poi in ballo cerano fatti di sangue sbandierati da giornali e televisioni.
Cerano tuttavia certi momenti in cui la sua rigorosa regola non poteva essere osservata al cento per cento. Vedendo sua moglie risentita, se non addirittura adirata, Vitale cap che soltanto concedendole un po di se stesso  anche e soprattutto sul piano professionale  poteva sperare di ammorbidirla.
Dopo sbattimenti di piatti e posate, in casa non volava una mosca. Il marito tent la scappatoia di accendere il televisore, ma poi ci ripens: certi nervi scoperti dovevano essere affrontati in modo aperto. Sperare che le cose si mettessero a posto da sole, non serviva a niente; Marisa avrebbe continuato, chiss per quanto nel suo risentito atteggiamento e questo era qualcosa che lui proprio non sopportava. Tanto valeva, e al pi presto, prendere il toro per le corna.
Dopo la mia segnalazione hanno messo quello che tu chiami il porco sotto sorveglianza..., disse timidamente Vitale.
Era ora! Dovrebbero fare altrettanto con quellanima candida della sua donna....
Dopo aver rotto il ghiaccio, il maresciallo rimase a riflettere. Della convivente di Morco non aveva mai parlato con sua moglie. Certi particolari di casa Vitale si intuivano comunque, vagavano nellaria che si respirava.
Lhai mai vista quella tale?.
No, ma posso immaginarmela.
Io invece lho incontrata.
E allora?.
Se devo dirti la verit, non mha fatto unimpressione peggiore di quella del suo ganzo.
Ah s?.
Sebastiano capiva che qualcosa stava cambiando nellumore della moglie; una breccia si era forse aperta. Erano seduti uno di fronte allaltra. Marisa infil luovo di legno in un calzino e cominci ad agucchiare. I suoi movimenti erano meccanici, lo sguardo rimaneva fisso sul rammendo. Sebastiano cap che era quello il momento buono:
Vorrei che la vedessi pure tu, per fartene unidea....
Il volto di lei si illumin. Limpressione che il marito la stesse coinvolgendo in qualche modo nel suo lavoro la rinfranc. In quei momenti non chiedeva di meglio che togliersi anche soltanto per poco il grembiule di massaia.
Il marito si lanci:
 una ex ballerina di night club....
Si chiama?.
Stella o Stellina Codogni.
Stellina?, comment Marisa con lo sguardo nel vuoto.
Ti dice qualcosa?.
No. Mi domando per quanti genitori darebbero oggigiorno un nome simile a una figlia.
Il maresciallo cap di essere sulla buona strada:
Perch non andiamo fuori, per un gelato, a fare due passi?.
Marisa pos il lavoro di cucito e and in bagno. Ne usc raggiante, dopo qualche minuto. In quattro e quattrotto era riuscita a farsi bella, fatica del resto per lei non eccessiva. Si era cambiata dabito, aveva indossato una camicetta gialla e pantaloni attillati. Con pochi colpi di pettine, i suoi capelli erano stati raccolti a coda di cavallo. Si era spruzzata il profumo che piaceva a lui. Mise a tracolla la borsetta e si ferm alla soglia di casa. Il marito non ebbe nemmeno il tempo di decidere se cambiarsi oppure no.
Presero verso il centro del paese. Per strada non cera quasi nessuno, ogni tanto si sentivano alti volumi di stereo e televisori. Il rumore del treno giungeva sempre pi attenuato. Il marciapiede costeggiava giardini nascosti a sguardi indiscreti. Alcuni rami di pitosforo si allungavano fino a sfiorare i passanti. Alti fusti di palma culminavano con frutti giallastri che mai nessuno avrebbe raccolti. Gli ultimi raggi del tramonto rendevano il mare simile a una colata vulcanica. Sulle rive rocciose si intuiva il lento movimento delle onde.
La gelateria si trovava in una costruzione attaccata a una piccola chiesa; dalle sue ampie vetrate si scorgeva lorizzonte del mare. Al largo passavano bastimenti contornati di luci. Pi vicine alla costa, alcune barche per la pesca rimanevano immobili e illuminate dalle lampare. In quei momenti Vitale si immaginava parco Revel. Morco aveva lufficio in casa, continuava a presentarsi come amministratore di immobili e patrimoni. Al maresciallo era in particolare rimasta impressa una frase detta dallanziano custode: Lo sa solo lui i soldi che ha fatto quando era al Barisone... Dopo aver chiesto spiegazioni, riusc soltanto a capire che si trattava dun istituto di religiosi che fanno assistenza ai bambini handicappati.
Perch, adesso non  pi l?.
Il vecchio fece un gesto con gli avambracci incrociati:
Lhan fatto correre....
A quel punto sarebbe stato inutile tentare di saperne di pi. Geno non rispondeva alle domande, biascicava monologhi senza fine dai quali si potevano distillare frammenti di verit: qualche nome, barlumi di circostanze note soltanto a lui. Laccenno allistituto Barisone Vitale comunque se lo annot.
Di fronte a una multicolore coppa di gelato, Marisa se ne usc:
Secondo te, quanto pu costare una di quelle ville....
Vitale non rispose, guard verso il soffitto a occhi spalancati, nel suo originale modo  un po meridionale e un po personale  di esprimersi senza pronunciarsi e, quindi, non essere contraddetto.
Miliardi?, aggiunse Marisa.
Siamo l..., rispose Sebastiano in modo distratto, domandandosi nella realt come Morco avesse messo da parte i soldi per comprarsi villino Scogliera.

6.

Al corso erano arrivati a buon punto. Dopo pi dun mese, Vitale familiarizz coi colleghi  quasi tutti pi giovani di lui  ed ebbe modo di conoscere il mitico maggiore Faravelli, lufficiale diventato famoso per le sue brillanti operazioni che avevano portato allarresto di tanti malfattori. Fu subito colpito dalla sua figura: alto, il portamento dun principe. Con luniforme di gala doveva fare un figurone. Cera da immaginarselo: impettito, mentre baciava mani alle signore. Per la sua elevata statura il maresciallo laveva paragonato a un giocatore di pallacanestro. Si fece lidea che fosse un realizzatore eccezionale. Lo si doveva per imbeccare; come ogni buon pivot aveva bisogno di buoni passaggi nei momenti giusti per andare a canestro.
Erano stati commessi due omicidi: uno in un ufficio di Rapallo, laltro in un piccolo appartamento a Genova. Due donne erano state uccise in circostanze misteriose. Del primo, i giornali avevano dato grande risalto; del secondo, Faravelli non aveva voluto, almeno per il momento, che si sapesse.
Il corpo di Erminia Galluzzi era stato rinvenuto grazie alle intuizioni di Vitale. Era in pratica diventata una conoscente. Il maresciallo la incontrava tutte le mattine alla medesima ora, a una certa fermata. Un personaggio come lei non poteva passare inosservato. Quando Vitale si rese conto che non si vedeva da alcuni giorni, ebbe un presentimento. Poteva pure essere soltanto indisposta, momentaneamente assente da casa. Ma uno tosto come lui non era il tipo da fermarsi di fronte a simili giustificazioni. La donna appariva oltre tutto in salute, non era il tipo da starsene a casa soltanto per qualche bubu.
Fu nel preciso istante in cui incontr Faravelli che si decise a parlare, anche a costo di fare brutte figure. Distogliere il maggiore poteva infatti essere un gesto avventato.
Eppure Vitale ebbe lardire di passare la palla. Il curioso fu che lufficiale  a fronte dun maresciallo che conosceva appena di vista  gli diede retta, nonostante fosse assorbito in mille altri problemi. Dopo averlo ascoltato con espressione distratta, gli disse senza mezzi termini:
Si accomodi nel mio ufficio....
Dopo aver sentito descrizione e abitudini della donna, il tutto gli parve verosimile, degno di essere approfondito. Chiam al telefono lufficiale responsabile di zona e, dopo neanche dieci minuti, la presunta scomparsa aveva nome e indirizzo. Non erano infatti passati inosservati certi strani comportamenti. Contro di lei cera stato addirittura un esposto, presentato da una nonna apprensiva che lincontrava ogni mattina mentre portava il nipotino allasilo. Laveva segnalata nel timore che quella testa matta  come scritto nella denuncia  potesse compiere gesti inconsulti nei confronti dei passanti.
Di simili gesti non ce nerano, per la verit, mai stati. Non di meno, linsolito personaggio e i riscontri di rito rimasero negli archivi. Cera poi voluta la buona memoria di un sottufficiale per ricordare dove andare a spulciare.
La porta del piccolo appartamento di Quinto era chiusa. La scena apparsa agli uomini del Nucleo Investigativo non fu piacevole. Erminia Galluzzi giaceva bocconi. Nonostante il corpo in decomposizione, erano ancora visibili i segni lasciati sul collo dallassassino. Non cerano tracce di colluttazione, nulla faceva pensare a un delitto per rapina o a sfondo sessuale. La borsetta rinvenuta sul tavolo faceva presumere che stesse per uscire o che fosse da poco rientrata. La morte si poteva far risalire a quattro-cinque giorni prima. Sullora del decesso non si poteva dire con certezza. Dalle indagini era emerso  anche sulla scorta delle segnalazioni di Vitale  che la donna si faceva vedere alla fermata intorno alle nove. A sentire i negozianti, andava a fare la spesa alle 11-11,30, con regolarit quasi cronometrica. Raramente si vedeva in giro nelle ore pomeridiane, mai la sera.
I carabinieri sentirono fra i primi lamministratore. Questi aveva riferito che la Galluzzi viveva nellappartamento da quasi ventanni. Fece lacquisto direttamente dal costruttore, senza intermediari. In un primo momento, lalloggio era stato destinato a portineria. Se ne era deciso in seguito la vendita, dal momento che nessuno aveva accettato di fare il custode in un locale angusto e di poco attraente vivibilit.
Vitale non partecip al rinvenimento del cadavere. Del resto nessuno lo invit. Dalle descrizioni fattegli da un brigadiere sera tuttavia fatto unidea. Dalla perquisizione erano emerse poche cose, fra cui la copia dellatto dacquisto a firma di un notaio con studio in via Venti Settembre.
Vitale la ricordava con capigliatura corta. A prima vista sembrava perfino una di colore, per via della sua carnagione olivastra e i capelli crespi.
Dopo tutti quegli interrogatori, il maresciallo era convinto che la notizia dellomicidio non sarebbe stata tenuta segreta ancora per molto. Lo fece presente ai colleghi coi quali era in confidenza, in particolare con un trentenne siciliano alto e robusto, istruttore darmi, veterano nei contingenti onu in missione di pace. Si chiamava Calogero Piazza. Vitale lo prese presto a benvolere. Era capace di gettarsi col paracadute e di centrare un bersaglio col fucile a centinaia di metri. Dietro il suo aspetto di ragazzone dallo sguardo mite nascondeva una notevole forza fisica; era infatti capace di uccidere con un solo preciso colpo di karate e sostenere marce prolungate in assetto di guerra.
Vitale si riconobbe in lui, alla sua stessa et. Calogero si affezion presto a quelluomo che in qualche modo gli ricordava il padre morto di recente. Intuendo la sua solitudine, Vitale laveva invitato a casa. Per loccasione, Marisa sera data da fare a cucinare specialit della cucina langarola. Per Calogero fu come una serata in famiglia, una delle poche, dal momento che a casa in Sicilia ci andava solamente a Natale e Pasqua.
Dopo cena, i due marescialli uscirono a fare due passi. Marisa un po ci rimase, dal momento che si aspettava di esserci pure lei. Non insistette, cap che i due uomini del Sud volevano restare soli.
Quando il marito rientr, le disse: Piazza mi ha detto di salutarti e ringraziarti. Ha preso lultimo intercomunale. Col suo fisico, poteva pure rientrare in caserma a piedi, anzi di corsa.
La notte, Marisa stentava a prendere sonno; si domandava continuamente che cosa quei due potevano essersi detti, di cos segreto e importante. Sebastiano invece se la dormiva soave; in certi momenti perfino russava. A lei vennero in mente le idee pi strane, addirittura che il marito vedesse nel giovane collega il figlio che non aveva e che  dato landazzo familiare  mai avrebbe avuto.
Del resto, largomento figli era per loro diventato tab. Sebastiano sembrava perfino che ci avesse messo una pietra sopra.
Oggi pomeriggio andiamo a farci un giretto, magari a Genova....
Sebastiano lanci lidea e Marisa acconsent. Uscire col marito era qualcosa di piacevole che non sempre le capitava.
A che ora pensi di....
Non c fretta. Prima, possiamo anche farci un riposino.
La moglie lo aveva guardato di sottecchi; quel giretto le sembrava tuttaltro che improvvisato. Era convinta che il marito sapesse benissimo dove andare e come arrivarci. Domandarne le ragioni era comunque qualcosa da evitare. In seguito lo avrebbe poi saputo. Forse...
Salirono in macchina e presero corso Europa. A un certo incrocio svoltarono e si inerpicarono su stradine tortuose. In certi punti sembrava addirittura che non si potesse proseguire e neppure fare retromarcia. Non lo dava a vedere, ma Marisa cominciava a preoccuparsi, anche perch il marito al volante sembrava impacciato, si fermava spesso per consultare lo stradario. Si erano arrampicati su un colle dal quale si vedevano ampi scorci della citt. Dallalto, gli edifici sembravano enormi pietre messe ad argine fra mare e monti. Almeno per tre volte Sebastiano aveva detto:
Ho paura daver sbagliato strada....
Fra s Marisa pensava:
Andiamo bene!.
Era infastidita da quel girovagare in una citt sconosciuta, tanto diversa dalle sue amate e prevedibili colline. La giornata calda e il mare che appariva come un enorme catino dacqua argentata contribuivano a darle un senso di smarrimento. La vegetazione si faceva sempre pi fitta a mano a mano che si saliva.
In una sosta, Marisa scese dallauto.
Vieni a vedere che panorama....
Vitale fu contento di interrompere la sua difficile ricerca; prese fiato, si avvicin alla moglie in una piazzola a margine della strada.
Il cielo era sgombro, non si vedeva neanche la pi piccola nuvola. Salz un vento improvviso che a Marisa scompigli i lunghi capelli e il foulard che portava al collo.
Quello a sinistra deve essere il monte di Portofino..., osserv Sebastiano.
Allora a destra c la Francia. Se osservi bene, quei due bastoncini sono le ciminiere della centrale elettrica di Savona. Ti ricordi, si vedono quando andiamo a Laigueglia....
Dovremmo esserci. Ma s, quella ....
Allingresso cerano due colonne di stile classico. Una targa: Villa Barisone. Vitale entr nel viale alberato. Al termine apparve una costruzione imponente e signorile. Nel parco cerano uomini e donne, volti raggrinziti di vecchi su corpi di bambini. Alcuni passeggiavano sul ghiaietto dei sentieri, altri oziavano su ombreggiate panchine di pietra. Altri ancora sedevano su carrozzelle per invalidi. Cera chi si animava e chi invece restava immobile a fissare il vuoto.
Marisa e Sebastiano ebbero esitazioni prima di scendere dalla macchina. Nel tratto che portava a unampia scalinata si sentirono ripetutamente salutare:
Ciao, bene arrivati, come ti chiami....
Dalle deformi creature emanava unallegria surreale, quasi gioia di vivere che contrastava con i segni esteriori di tante condizioni sventurate. Davano limpressione di volersi aggrappare alla vita, quale che fosse, di pretendere a pieno titolo la loro parte dumanit.
Saliti i gradini, entrarono nellatrio. Il locale era vasto e arieggiato. Alle pareti erano appesi quadri che effigiavano solenni figure in vesti ottocentesche. Qua e l, si vedevano mobili e arredi che testimoniavano lorigine nobiliare della dimora. Lo scalone si biforcava in due rampe verso lalto. Su un muro occhieggiava una luce verde di ascensore: presenza di modernit tra alte finestre dai tendoni polverosi e usci di stile barocco che davano sul resto del palazzo. Avvicinatosi a uno di questi, Vitale scorse una targhetta: Don Dapueto. Si decise a bussare. Non avuto risposta, entr: Permesso, si pu....
Al fondo di una stanza arredata con mobili dufficio e scaffalature metalliche, un uomo fece segno di avvicinarsi. Aveva la cornetta del telefono fra spalla e orecchio, parlava guardandosi intorno. Dalla finestra aperta si sentivano cinguettii e strilli di bambini. Luomo vestiva una camicia grigia con un colletto rigido da prete. Lattesa si prolung.
Nel frattempo entr una signora bionda e avvenente.
Don, io vado. Ci vediamo la settimana prossima....
Il religioso pos il telefono sulla scrivania e venne verso di lei:
Grazie di tutto dottoressa. Mi saluti tanto lingegnere....
Cercavate me? Abbiate pazienza. Se volete intanto accomodarvi. Spero di non averne ancora per molto. Coi monsignori ci vuole pazienza....
Nellincertezza, Sebastiano fece un cenno alla moglie ed entrambi uscirono nellatrio. Attesero silenziosi, quasi in soggezione. I loro sguardi si fermarono su una dama incorniciata con ampia veste nera. Il pittore laveva ripresa in grandezza naturale; aveva un libro in grembo su cui spiccava una croce rossa. Sotto la cornice dorata era scritto: Contessa Maria Concetta Barisone di Valdellatorre: 1812-1902.
Vitale diede di gomito e fece segno col mento:
Doveva essere la padrona di casa. Se la passavano bene, sti nobili....
Marisa si avvicin al quadro, incuriosita dal volto autoritario e dagli occhi che fissavano con espressione severa. La figura era seduta in un interno; da una finestra si poteva vedere un paesaggio collinare, con poche case e lo sfondo del mare. Venne spontaneo immaginare che al momento del ritratto la dimora fosse isolata e la citt ancora lontana. Lo fece presente a Sebastiano e questi annu, pensando fra s al valore dei terreni nel frattempo chiss di quanto cresciuti.
A quel punto si apr la porta e comparve don Dapueto:
Scusatemi! Se volete accomodarvi....
Che lufficio fosse occupato da un prete lo si poteva intuire dalla statuetta di Madonna sulla scrivania e il quadro dietro la sedia con il volto di un Cristo sofferente.
Reverendo, mi tolga una curiosit. Tutto questo  ancora propriet dei conti Barisone?.
Non pi. La contessa ne ha fatto dono alla nostra congregazione, prima ancora di morire.
Un bel patrimonio....
I patrimoni servono anche per fare opere di bene.
Sicuramente. Ci siamo permessi di disturbare perch volevamo conoscere lopera Barisone. Non siamo di Genova, ma ne abbiamo sentito tanto parlare.
Da dove venite?.
Torino, aggiunse il maresciallo dando uno sguardo dintesa alla moglie.
In che posso servirvi?.
Prima di tutto, che cosa fate di preciso. Scusi, forse mi sono espresso male....
Ci occupiamo soprattutto di assistenza ai disagiati mentali e fisici.
Di tutte le et? M sembrato di vedere bambini e anziani.
Solitamente accogliamo soltanto giovani. Ma pure i fratelli pi svantaggiati crescono, invecchiano. Alcuni di loro sono qui da decenni. Fra di loro  come se fossero in famiglia, la medesima che non hanno mai avuta.
Si intromise Marisa:
Fra i vostri ospiti ho notato una certa allegria. C forse qualche occasione particolare?.
Nessuna occasione. La nostra regola  vivere in letizia. Abituiamo al buonumore, a vedere le cose con ottimismo, ad accettare la nostra condizione umana come un dono del Signore.
Marisa e Sebastiano rimasero senza parole. Il maresciallo riprese:
Siamo provvisoriamente ospiti di certi amici. Abbiamo saputo che un nostro vicino di casa lavora da voi.
Come si chiama?.
Morco, devessere geometra.
Don Dapueto alz gli occhi al cielo:
Ne siete sicuri? Non mi risulta, almeno da quando sono qui....
Allora lo  stato sicuramente in passato. Pu esserci qualcuno di voi che lo ricorda?.
Sono al Barisone da pi di dieci anni.  un nome che non mi dice niente.
Nel dare quella risposta, lo sguardo del religioso si fece intenso, sulla sua bocca apparve unimpercettibile smorfia. Vitale a quel punto fu tentato di qualificarsi, ma si trattenne. Cambi tattica ed entr nel vivo.
Reverendo, ci scuser! A dire il vero siamo da lei per avere informazioni sul conto della citata persona. Vorremmo acquistare un appartamento e ci  stato indicato Morco come mediatore. Prima di fare il passo, vorremmo sapere se  persona fidata. Quando abbiamo saputo che  stato amministratore da voi ci siamo permessi....
Avete fatto bene a venire. Siamo sempre felici di fare nuove conoscenze, di trovare gente che ci aiuta....
Veramente, il motivo della nostra visita  in qualche modo interessato.
Non si pu mai dire, signor....
Vitale.
Sono molti coloro che vengono da noi per avere e poi finiscono per dare e molto....
Curiosit: unorganizzazione come la vostra deve avere tanta gente che d una mano. O ce la fate solamente coi vostri mezzi....
Abbiamo personale dipendente, ma anche benemerite persone che fanno volontariato.
Come quella signora di poco fa?.
La dottoressa Petrini? Ci d la sua disponibilit un pomeriggio la settimana. Se pure voi foste interessati....
Marisa parve imbarazzata allidea di imitare la signora dallaspetto elegante e disinvolto vista poco prima. In quei momenti, per quegli sventurati provava infatti disagio fisico, una specie di repulsione. Si sent meschina, ma sul momento non seppe che farci. Sentiva comunque che ci sarebbe tornata su, che avrebbe approfondito nel suo animo.
Fu il marito che la cav dimpaccio:
Nella vita non si pu mai dire. Al momento le sarei grato se potesse indicarmi qualcuno che ha conosciuto Morco. Forse il direttore che  stato qui prima di lei....
Mah, forse monsignor Mele....
Quello che prima parlava con lei al telefono?.
S, lui.
Ecco!, se ne usc Vitale, come ogni volta che vedeva azzeccata una sua supposizione.
Ora per fa vita ritirata. Non riceve,  distaccato dal mondo.
Al religioso venne a quel punto in mente che i due fossero l per motivi diversi da quelli annunciati. Divenne guardingo, si mise a parlare di religione, citando il Papa e la dottrina sociale della Chiesa. Vitale se ne accorse, cap che non era il caso di insistere. Si sent un rintocco di campana. Sembr il momento giusto per congedarsi.
Le abbiamo gi rubato troppo tempo. Chiss le cose che ha da fare. Onorati della sua conoscenza....
Il piacere  tutto mio. Vi faccio accompagnare.
Non si disturbi, conosciamo la strada....
Fatti pochi passi, si sedettero su una invitante panchina. Vi rimasero in silenzio. Fronde di pini, magnolie e cipressi coprivano in buona parte la facciata della villa. I vivaci ospiti del Barisone andavano e venivano; sempre allegri, salutando ogni volta. Poco per volta le facce stralunate e i corpi deformi divennero meno fastidiosi, quasi familiari. Vitale sofferm lo sguardo su una donna non pi giovane. A differenza di altri, era taciturna e in disparte. Portava una borsetta e scarpe rosse che guardava di continuo; faceva infatti cinque o sei passi e poi si fermava, a rimirare le sue calzature. La sua sembrava una mania innocente e patetica. Marisa stava per commentare, quando il marito si alz di scatto. Si avvicin alla donna fin quasi a travolgerla. Rimase poi a osservarla, destando tutta la meraviglia da parte della moglie.
Aspettami, rientro un minuto dal prete....
Il ritorno fu pi facile dellandata. Stavolta al volante sera messa lei. Dopo lultimo colloquio con don Dapueto, aveva visto arrivare Sebastiano taciturno e meditabondo. Marisa sapeva che in quei momenti era fatica sprecata tentare di capire. Per un po la prese male. Sapeva del resto che a insistere cera soltanto da litigarci, per giunta da sola, poich Sebastiano non avrebbe aperto bocca. I difetti del marito si ingigantivano ogni volta che cera di mezzo qualche importante indagine. In quei casi non lo smuoveva nemmeno una cannonata.
Capitava allora che Marisa facesse la sostenuta, che per un paio di giorni non rivolgesse la parola. Sempre formalmente corretta, preparava da mangiare, stirava e lavava, andava a fare la spesa come se niente fosse. Nella realt, dentro di s, covava accesi risentimenti.
Ci voleva il suo tempo, ma di solito era lui che faceva i primi approcci. Quasi sempre bastava che accennasse al suo lavoro, la mettesse a parte, le chiedesse pareri e consigli. Allora, poco per volta, Marisa si ammorbidiva, in cuor suo ben contenta di smettere una parte di musona che non poteva protrarre allinfinito.
Marisa si destreggiava fra incroci e strettoie, sicura comunque che in discesa si andava nella giusta direzione. Affrontava le curve alla garibaldina, poco curante se il marito veniva ballonzolato. Sebastiano cap lantifona:
Non te lho ancora detto: ho conosciuto il padre di Calogero Piazza, quandera maresciallo nel Canavese.
Ah s....
Fu una risposta sprezzante.
Il corso si svolgeva nella sede dellArma, vicino alla stazione. Da Bogliasco, Vitale ci poteva comodamente arrivare col treno, anche se preferiva lautobus, sia per ragioni di orario sia perch in corriera poteva tranquillamente guardare la citt. Scopriva sempre qualcosa di nuovo, tanti particolari prima non notati si affacciavano di continuo alla sua curiosit. Capiva ogni giorno di pi che una citt come Genova non pu che essere conosciuta a poco a poco, per di pi con occhio attento. Quei venti minuti e passa trascorsi in autobus erano per lui una specie di palestra per tenere in allenamento il suo spirito di osservazione, per inquadrare persone e atteggiamenti che avevano la capacit di colpire la sua fantasia. Osservava attentamente chi scendeva e chi saliva; non gli sfuggivano i toni di chi parlava appena un po pi forte del normale; come il giovane che, appena salito, si annunciava con frase ricorrente:
Buona giornata, buona giornata a tutti....
In quei momenti la gente si voltava, qualcuno sorrideva, altri scuotevano il capo. Linsolito passeggero se ne stava poi tranquillo. Poco prima di scendere, ripeteva nuovamente il suo maniacale ritornello. Fra i viaggiatori una volta ci fu chi disse:
Scende a Quarto. Poveretto!.
Il maresciallo non cap. Alle sue richieste, una signora gli rispose:
C il manicomio. Guardi, si trova l....
Un giorno Vitale si accorse della Galluzzi. Ci mise poco a capire che si trattava di un altro bel personaggio della serie: con qualche problema di comportamento. Il suo atteggiamento era perfino patetico; non dava certamente fastidio e forse non era nemmeno notata. Qualcuno che osservava per di sicuro cera. Si trattava del maresciallo Sebastiano Vitale comandante della stazione di Cherasco, nel cuneese, momentaneamente a Genova per partecipare a un corso che gli avrebbe consentito un avanzamento di carriera, uno degli ultimi raggiungibili col suo grado e la sua anzianit di servizio. Una partecipazione per la quale non sapeva con chi prendersela o ringraziare, dal momento che ancora non aveva fugato il sospetto che qualcuno se lo volesse in quel modo togliere di torno, secondo il detto latino che, tradotto, suona pressappoco cos: Promuovere per allontanare...
Di fatto, da quel giorno, per lui la donna fu un elemento del paesaggio, un punto di riferimento. Aveva perfino contato le fermate che ci volevano prima di incontrarla e quelle che poi ancora mancavano prima di arrivare a destinazione. Di lei, notava ogni piccolo particolare: vestiva con una certa accuratezza, cambiava vestito quasi ogni volta, il volto truccato forse con troppo rossetto almeno secondo i suoi gusti. Al braccio portava sempre la borsetta e  particolare che in principio Vitale neppure colse  si guardava con insistenza le scarpe: come se volesse ammirarle o forse semplicemente per incertezza nellincedere.

7.

Calogero Piazza aveva un carattere schivo, laspetto di bravo ragazzo e soprattutto non diceva mai una parola di troppo. Il modo che li port a familiarizzare fu singolare. Durante lintervallo fra una lezione e laltra, Vitale gli si avvicin. Avendo colto in lui un inconfondibile accento siculo, gli si rivolse con una frase di circostanza:
Conobbi anni fa nu maresciallo Piazza, siciliano. Cumannava na stazione vicino Ivrea.
Mi pace fu, rispose Calogero.
Ah!, rispose laltro, rimanendo a bocca aperta.
Fra i due non ci fu bisogno di tante parole. I riferimenti al passato fecero emergere lamicizia dun tempo fra il padre di Calogero e Vitale, allora brigadiere allinvestigativo di Torino. Questultimo si era fra laltro interessato per fare assumere una figlia di Piazza alla Olivetti. A questo proposito, il giovane gli disse:
Mio padre parlava sempre con rispetto di voi. In famiglia vi siamo ancora grati per quello che faceste....
Il successivo invito a cena suggell relazioni di reciproca stima. Sebastiano si era affezionato a quel giovanottone un po timido, ma che sapeva il fatto suo. Piazza poco per volta vide in Vitale una specie di fratello maggiore. Nel tratto di strada che fecero dopo cena, si dissero quanto bastava. Entrambi concordarono su giudizi e valutazioni riguardanti il corso di specializzazione, tutte due espressero favorevoli impressioni in particolare nei confronti del maggiore Faravelli, al quale riconobbero non comuni doti umane e professionali.
 un ottimo elemento. Dobbiamo dargli una mano..., aggiunse Vitale.
Fra loro fu stretto una specie di patto donore. Come il solito, Piazza disse poche parole:
Voscienza, mi dir cosa fare....
Sebastiano si era attardato a trovare parcheggio. Marisa laveva preceduto dandosi poi da fare per la cena. Prima di rientrare dal Barisone, si avvicin alla soglia di parco Revel e rimase in ascolto. La voce inconfondibile di Geno si sarebbe sentita. Ma erano ormai quasi le otto e il custode doveva essersene andato. Aveva una gran voglia di rivedere villino Scogliera. Bisognava per varcare il cancello. Leventualit che qualcuno potesse fare osservazioni gli fece cambiare idea. Si limit a guardare la costruzione al fianco della quale lanziano custode gli aveva, forse con eccessiva disinvoltura, concesso di parcheggiare. Era un edificio quasi nascosto dagli alberi, da dove non si vedeva neppure il mare che pure si trovava a un tiro di schioppo. La casa era chiusa e disabitata; il proprietario risiedeva abitualmente in Piemonte, in un luogo che Vitale non riusc ad afferrare.
Da quel che aveva capito dalle sconclusionate tiritere di Geno, Morco ce laveva per qualche motivo col proprietario piemontese. Sera messo in testa che ci guadagnasse nel concedere parcheggi a pagamento. Laveva fatto capire perfino a Vitale durante il loro breve e tempestoso colloquio. Colto di sorpresa da quella illazione, sulle prime il maresciallo non seppe che dire. Ricordando in seguito lepisodio, prov ad immaginare gli odi, le insofferenze, gli atti di superbia che serpeggiavano fra quelle dimore signorili. Ci fu un momento in cui al maresciallo caddero le braccia. Fu quando lirascibile proprietario gli sbatt in faccia come una frustata quel:  una questione di principio... Prefer voltare i tacchi, non continuare la discussione. Mai nella sua vita si sent tanto umiliato e offeso. Stessa cosa doveva essere capitata a Marisa, tornata a casa in lacrime. Lidea che qualcuno mancasse di riguardo a sua moglie non la tollerava.
Giunto alla sua et, il maresciallo era un uomo riflessivo che teneva distinto il lavoro dalla vita privata; cercava di non farsi coinvolgere, di tenersi sempre un palmo al di sopra dei sentimenti. Se avesse seguito il suo istinto, avrebbe non di meno rifilato un cazzotto su quella faccia di corno che si era permesso di offendere, oltre tutto per motivi futili e irrilevanti.
Te la d io la questione di principio..., gli giur.
Da allora, per lei era diventato il porco, per lui il fetuso, un aggettivo che, per uno come Vitale, aveva significato di disprezzo tutto particolare.
Quella notte i due dormirono poco. Sebastiano continuava a rigirarsi nel letto, a contare i treni che passavano. Marisa stava a occhi aperti al buio appena rischiarato dai numeri della radiosveglia. Il maresciallo pensava alla donna di Morco, al suo ambiguo atteggiamento. Per uno attento e sospettoso come lui cera da scavare, approfondire.
Morco era un nome che a don Dapueto non diceva nulla, almeno cos sembrava. Casomai doveva saperne di pi il monsignore che ora per se ne stava ritirato. Di incontrarlo non valeva nemmeno la pena; cera il rischio di sollevare incidenti diplomatici con la Curia.
Di tutto ci Vitale parl con Piazza. Gli spieg la situazione, fece nomi e cognomi. Con sorpresa, dopo qualche giorno, il giovane maresciallo gli annunci:
Oggi pomeriggio mi incontro con don Mele....
Vitale fece gli occhi strabici.
Ma come hai fatto....
Ho telefonato a monsignor Fragoso, unautorit al mio paese e in tutta la Sicilia;  un prete che rimane parente con mia madre... Gli ho spiegato la cosa. Combinazione! Con don Mele a suo tempo fece parte di una certa commissione episcopale. I due si sono risentiti. Il religioso genovese si  detto disponibile a ricevermi....
Vitale gli diede unaffettuosa e vigorosa manata sulla spalla.
Dovresti chiedergli informazioni su quel Morco. Di nome mi pare che faccia... Alceste. Insomma, vorrei saperne di pi. Soprattutto come si sono lasciati.
Giornali e televisioni continuavano a battere sul delitto di Rapallo. Faravelli e i suoi erano impegnati allo spasimo. Vitale aveva deciso di muoversi per conto suo; di fronte a quella buriana, non se la sentiva di stare con le mani in mano, ben sapendo tuttavia che non aveva titolo di impicciarsi. In un primo momento voleva dare semplicemente una mano al maggiore.
Vitale  non nuovo del resto a certe fissazioni  laveva idealmente eletto asso della pallacanestro. Dopo larrivo degli americani nellultima guerra, alla parrocchia del suo paese meridionale sera formata una squadra. Cera un tenente col pallino del basket-ball, che contagi pure lallora giovane parroco don Liborio. Anche al termine delle ostilit, dallAmerica arrivarono palloni e tenute sportive, da fare invidia alle squadre avversarie. Sebastiano aveva giocato come playmaker nei campionati juniores. Per lui, Faravelli era il pivot ideale, capace di trascinare alla vittoria. Nei suoi fantasiosi accostamenti, Vitale aveva assunto il ruolo di guida del gioco.
Cerano anche altri motivi che lavevano fatto decidere di scendere in campo. Si sentiva, se non altro moralmente, coinvolto nellomicidio Galluzzi. Il cadavere della poveretta era stato scoperto grazie alle sue eccezionali intuizioni. Del resto, con let aveva imparato a controllare il suo istinto, a moderare le sue immediate reazioni. Non aveva pi commesso ingenuit e gaffe che lo resero famoso al reparto investigativo di Torino, dove era passato alla storia per avere arrestato un prestigioso personaggio del mondo accademico col solo torto di avere  a giudizio dellallora brigadiere  la faccia del ricchione.
Ora raramente sbagliava nei suoi giudizi; era difficile che certe sue intuizioni si rivelassero errate. Lo sosteneva una capacit che qualcuno si era perfino arrischiato di definire extrasensoriale. In certi momenti sembrava addirittura che sapesse quanto stava per accadere. Glielo aveva perfino riconosciuto una zingara da lui pizzicata mentre stava ripulendo un alloggio della collina torinese. Lepisodio fu riportato citando le incerte parole dellarrestata: Tu settimino, io sentito te arrivare.... La cosa fu pompata, qualcuno ci ricam contribuendo in tal modo alla creazione di una fama esagerata e tutto sommato immeritata.
Con Morco aveva inoltre un conto aperto. Fra i pregiudizi del maresciallo cera la convinzione che quando uno dimostra dessere carogna, vuole dire che ha tante altre carognate da nascondere. Per chi lo conosceva  come Geno e Adami  il padrone di villino Scogliera non doveva avere un passato immacolato. Che dire poi quando il porco fu visto in compagnia della povera Galluzzi... La teneva per i polsi, fino a farle male. Vitale pi di tanto dal finestrino non riusc a vedere. Ma quel poco fu sufficiente per innescare tutta una serie di considerazioni, legami, riscontri che avrebbero portato a maturare sospetti gravi e ben precisi.
Con Calogero aveva stretto un patto fra uomini donore. Il giovane maresciallo aveva per il collega pi anziano una specie di venerazione, serbava nei suoi confronti un profondo senso di gratitudine, lo considerava un benefattore della propria famiglia. Fra i due si era instaurata quasi una parentela, un legame destinato a durare, come  consuetudine fra gente dabbene del meridione.
Calogero gli dava del voi, come si fa con le persone di riguardo. Vitale sapeva di poter contare su di lui per il compimento della sua impresa, al momento del tutto temeraria, di accertare la verit e far trionfare la giustizia.
Piazza riusc finalmente a parlare con linaccessibile monsignore, forte delle raccomandazioni che gli venivano dalla Sicilia. Il suo resoconto fu dettagliato. Don Mele aveva in buona sostanza confermato di aver conosciuto Morco. Al Barisone, questi faceva da factotum. In seguito, i rapporti cominciarono a incrinarsi. Il sedicente geometra si era invischiato in pratiche poco chiare, contrarie alla regola della congregazione. Per volont della contessa benefattrice, villa e terreni dovevano essere utilizzati per alleviare le sofferenze dei bambini disagiati, accogliere creature con tare fisiche e mentali. Si poteva pure comprendere, dal momento che la nobildonna aveva dato alla luce una bambina mongoloide, morta poi in tenera et.
Per un certo periodo, i parenti che volevano disfarsi dei figli mostruosi li mettevano in una specie di ruota, come si faceva nei conventi, senza nemmeno avere il coraggio di guardare in faccia i benefattori. In seguito la pratica fu abolita. La infelice popolazione del Barisone era nel frattempo perfino diminuita, al punto da indurre i reverendi padri ad allargare la loro benemerita opera in altri campi della carit.
Tornando a Morco, i preti  ricchi di fede, speranza e carit, ma poveri di esperienze pratiche e competenze tecniche  in un primo momento lo lasciavano fare, si fidavano di lui. Lambizioso geometra li ripagava incassando tangenti sulle forniture, millantando crediti che non aveva. Fin l, si trattava di peccati per cos dire veniali. La goccia che aveva per fatto traboccare il vaso fu uno scandalo vero e proprio. Monsignor Mele era stato a quel punto molto generico.
Calogero si era fatto lidea che si trattasse di qualcosa simile ad ammanchi di cassa, se non addirittura violenza sessuale nei confronti dei ricoverati. La misura era diventata colma. I tolleranti padri furono costretti a cacciarlo. Il tutto avvenne nella pi assoluta riservatezza, senza denunce ed echi sulla stampa.
Vitale non ebbe difficolt a convincersi: quel brutto soggetto era capace di tutto.

8.

Storia e figura di Erminia Galluzzi si erano rivelate in un modo che definire inarrestabile volont del destino non era esagerato. Mentre stava per lasciare villa Barisone, fra gli sventurati che si aggiravano nel parco Vitale not una donna. Camminava lentamente, come attenta a evitare ostacoli e inciampi. La cosa che per pi colp il maresciallo fu quando la poveretta si esib in alcuni precisi movimenti; dopo alcuni passi, si fermava, alzava un piede, poi laltro, si guardava attentamente le scarpe. Erano, a ben riflettere, gli stessi movimenti che Erminia faceva nei pressi della fermata. La deduzione port a un sospetto pi che fondato: la stessa Galluzzi era stata ospite del Barisone.
Le capacit intuitive di Vitale partivano talvolta da semplici congetture. Quasi sempre per ci azzeccava.
Ma certo!, disse fra s.
Il tutto era plausibile, anche se da approfondire. Non sintendeva di malattie psichiche; era certo per che le due avevano analoghi disturbi mentali. Se una si trovava in condizioni tali da essere curata al Barisone, pure laltra...
Fu a quel punto che il maresciallo fece rapido dietro front, lasciando la moglie sola e senza parole, al punto che se la sarebbe poi legata al dito.
Vitale stavolta nemmeno buss. Si present nuovamente a don Dapueto:
Reverendo, qui non si tratta pi di semplice curiosit, ma niente meno che di omicidio. Forse  prima il caso che le dica chi sono veramente....
A sentire carabinieri, il prelato rimase di sasso.
Fra i ricoverati del vostro istituto avete mai avuto una certa Erminia Galluzzi?.
Don Dapueto fece una faccia smarrita. Vitale si diede forza, cap dessere sulla buona strada. Il prete si abbandon sulla sedia e fece cadere le braccia; cominci a sudare, impallid. Si vedeva che era combattuto e nello stesso tempo rassegnato. Per lui era arrivato il momento di rivangare fatti dolorosi che coinvolgevano il buon nome del suo istituto. Il fatto che quel sottufficiale dei carabinieri avesse messo in relazione Erminia e Morco significava il crollo del muro di riservatezza che per anni era stato eretto su avvenimenti che dovevano rimanere segreti.
Cerc di tergiversare:
Sarebbe meglio che lei parlasse col priore..., disse allungando la mano verso il telefono.
Il maresciallo gli afferr il braccio, con fermezza rispose:
Reverendo, le chiacchiere stanno a zero. Adesso lei mi dice tutto quello che sa su sta storia....
Vitale e Piazza passeggiavano sotto i portici genovesi di via Venti Settembre. Cera intenso viavai. Le vetrine si affacciavano invitanti, con tante cose belle che facevano locchiolino ai passanti. Sebastiano camminava assorto, con le mani dietro la schiena. Si fermarono di fronte a una libreria. Il chiasso di automobili e mezzi pubblici era assordante, al punto che le parole nemmeno si sentivano. Alz la voce:
Allo stato, possiamo dire che la Galluzzi e il Morco si conoscevano. Eccome si conoscevano....
Calogero ascoltava attentamente. Con la sua imponente mole sembrava voler riparare dalla invadenza della gente che si affollava in prossimit di negozi e incroci.
Procediamo con ordine. Galluzzi  figlia di buona famiglia, benestante. Il padre era armatore o qualcosa del genere. Insomma, aveva fatto fortuna con le attivit marittime, quelle che si fanno a Genova....
Vitale sembrava voler pesare le parole, le centellinava a una a una.
I genitori hanno quella sola figlia. A un certo punto si accorgono che non  normale. Niente di molto evidente, ma a scuola se ne accorgono, avvertono la famiglia. Gli specialisti sostengono che ci vogliono cure e attenzioni particolari. Don Dapueto mi ha anche detto il nome scientifico della malattia. Ora per mi sfugge... Ti lascio immaginare il dramma vissuto da padre e madre, nel sentirsi dire che la loro adorata piccina  una specie di deficiente! Con le loro relazioni, vengono finalmente in contatto col Barisone, dopo aver fatto visitare la figlia da luminari di mezzo mondo. La portano al mattino e vanno a prenderla alluna, come in una scuola normale. Erminia ci rimane per quasi dieci anni. Gli anziani genitori muoiono. La giovane diventa maggiorenne.
Vitale a quel punto quasi scontr con un giovane dalla pelle nera che gli porgeva un giornale. Piazza fu l per intervenire, ma si accorse che era soltanto un venditore da marciapiede che offriva pubblicazioni per qualche soldo.
In quegli anni Morco lavora al Barisone, si occupa di manutenzione, daltre cose. Era gi stato preso in castagna per certi suoi... Come ha detto il prete? Ah, s: mastruzzi. Insomma, hai capito....
Piazza alz le sopracciglia.
Non ho ben compreso come sia successo. Per fartela breve, anche dopo essere stato cacciato dallistituto quella pasta duomo ha sedotto la Galluzzi. Con quali scopi ti puoi immaginare.
Avresti dovuto vedere con quale stato danimo Dapueto mi raccontava; a ogni parola sembrava che versasse un cucchiaino del suo sangue. A un certo punto non ce la fa pi. Basta, mi dice, Non ho lautorit, non posso.... Allora io lo guardo in faccia e gli rispondo: Lo sa reverendo che Erminia Galluzzi  stata uccisa?. Lui mi fissa terrorizzato; in quei momenti leggo nei suoi occhi lo spaventoso sospetto che Morco possa essere in qualche modo coinvolto nel delitto. Non me lo ha detto apertamente, ma lho capito....
Piazza sembrava assente, pareva neppure ascoltare. Invece non si perdeva una sola parola, stava attento semmai a non farsi travolgere dalla calca. A un certo momento si sent di interrompere:
Ora sar difficile tenere segreto il delitto. Che ne pensate?.
Che ti devo dire. Il maggiore lo capisco. Preso com, ad aprire un altro fronte... Non mi stupirei invece se la notizia arrivasse dalla procura.
Faravelli ne era consapevole: il delitto Galluzzi si trascinava come foglia morta al vento; poteva posarsi ovunque, assumere una direzione imprecisata e non controllabile. Oltre tutto a Rapallo le indagini segnavano il passo. Dopo le rivelazioni del fidanzato della vittima, il datore di lavoro fu interrogato e torchiato. Senza costrutto, dal momento che nulla emerse a suo carico. Si era s saputo di una certa sua attrazione nei confronti di Stefania Gentilotto, ma nulla di pi. Per quanto riguardava lora in cui fu commesso lomicidio, il professionista aveva un alibi convincente. Contrariamente alle sue abitudini, non era passato da casa; ma aveva raggiunto i bagni Marina, sulla spiaggia dove affittava una cabina per tutto lanno. Il tutto fu confermato dallo stesso gestore.
Notto stava vivendo giorni di passione. In mancanza daltro, giornali e televisioni avevano messo gli occhi su di lui. Lo avevano dipinto come un mammone, un inibito nei confronti delle donne; uno che, a leggere fra le righe, poteva commettere spropositi sessuali.
La figura umana e professionale di Notto aveva subito duri colpi. Pettegolezzi e dicerie sul suo conto, accompagnati dalle indagini su di lui avviate dai carabinieri, lo avevano gettato in uno stato di prostrazione. Aveva perso clienti e credibilit. Su di lui fu scritto che aveva una venerazione per Marilyn Monroe e la Ferrari, che la sua stanza era tappezzata di donne nude e poster con lauto rossa di Maranello. In alcune speculazioni a sfondo politico, si ricordavano addirittura i suoi trascorsi di boy-scout e attivista parrocchiale. Come se le cose potessero in qualche modo essere messe in relazione con il delitto...
La citt era nel frattempo diventata al centro di attenzioni non sempre benevole. Per Rapallo si aggiravano giornalisti curiosi, i locali pubblici pullulavano di reporter con macchina fotografica e videocamera; fermavano la gente per strada, volevano sapere a destra e sinistra, intimidivano con le loro domande spesso insensate. Sotto sotto cera lintenzione di descrivere una citt e un ambiente particolare capaci di generare il mostro oltre che nasconderlo.
Se ne era preoccupato perfino il sindaco, dopo che alcuni operatori turistici avevano manifestato timori sullandamento della stagione. Il delitto era poi approdato sui banchi del consiglio comunale; lopposizione aveva perfino presentato uninterrogazione.
Faravelli era bersagliato da sollecitazioni e richieste di interviste. Cercava di destreggiarsi, non farsi travolgere da un bailamme che si stava facendo travolgente. Era diventata una sofferenza ogni volta che doveva riferire al magistrato e agli stessi suoi superiori sensibili allimmagine dellArma. Paventava inoltre, cosa peraltro prima o poi inevitabile, limpatto col delitto Galluzzi: altra bella gatta da pelare, dove non cera lombra di un indizio. I due delitti potevano, in buona sostanza, influire negativamente sul suo prestigio e la stessa carriera.
Preso comera, aveva fra laltro smesso del tutto di fare lezione al corso. Assieme agli altri colleghi, Vitale cercava di occupare il tempo che avanzava in seguito ai buchi nel programma.
Vitale partecipava umanamente ai travagli del maggiore. Si sentiva pure coinvolto per avergli dato indicazioni che avevano portato alla scoperta del cadavere della Galluzzi. Di lei era venuto a conoscere diverse cose, sicuramente utili alle indagini; al momento per le teneva per s, le condivideva al massimo con il fidato Calogero.
Da don Dapueto e indirettamente monsignor Mele aveva saputo che Morco e la giovane Minni (questo il suo vezzeggiativo), dopo il loro colpo di fulmine, si erano recati allestero, a Santo Domingo. Nonostante le sue condizioni mentali, la giovane non era stata interdetta. Poteva quindi disporre liberamente del suo patrimonio ricevuto in eredit.
Quando Vitale prov a domandare sulla consistenza del patrimonio, la risposta fu: Miliardi, dallora... Cera tuttavia qualcosa che al maresciallo non quadrava. Lo fece presente:
Dopo la, chiamiamola cos, fuga damore, avete pi sentito parlare di lei e del suo Casanova?.
Come gli capitava, Dapueto fece il pesce in barile, in pratica cio non rispose alla domanda:
Non possiamo fare tutto, non abbiamo cento mani e cento occhi per seguire le sorti dei nostri ricoverati quando lasciano listituto....
Vitale annus la reticenza, grossa come una casa. Non se la sent tuttavia di insistere su certi particolari che avrebbero messo in imbarazzo listituto e la congregazione che lo governava. Non volle per desistere del tutto:
Ora mi dica come lavete conosciuto, come siete entrati in contatto con lui.
Adesso lei mi chiede troppo. Quando sono venuto io, Morco era al Barisone gi da molti anni.
Lei pensa che il monsignore possa sapere....
Don Dapueto non rispose, fece soltanto un battito di ciglia.
Almeno mi pu dire quanti anni ha, dove  nato, da dove viene.
Mi pare che sia del ventidue. Dal suo accento, non direi che sia genovese.
Ma non avete una sua scheda personale, con i suoi dati?.
Ci guardo. Vedr di procurargliela....
Non le ha mai raccontato di lui, della sua vita, dei suoi trascorsi?.
Diceva ben poco. Una volta ha fatto un accenno.  stato durante una discussione fra di noi, sul paese dorigine di un ricoverato. Io dicevo che era nel Trentino, lui insisteva nel dire provincia di Trieste. Lo conoscer bene quel posto, aveva aggiunto con puntiglio, Ci ho fatto la guerra....
Vitale fece rapidi calcoli. Morco portava bene i suoi anni, poteva benissimo essere un reduce della guerra mondiale. Pure il vecchio custode di parco Revel aveva accennato alla guerra, ma quella di Spagna.
Figurarsi, roba di fine anni trenta...

9.

Parlando del maggiore, Calogero si lasci sfuggire:
 pure nobile di famiglia; di cognome fa Faravelli di Torralba.  conte o marchese. Pochi lo sanno....
Vitale fu compiaciuto di tanta illustre presenza nellArma. Il fatto poi che lufficiale non ostentasse il suo titolo nobiliare lo rendeva ancor pi degno di ammirazione. Il giovane maresciallo lo aveva appreso da monsignor Mele. Il prelato si era perfino dilungato sulla casata Faravelli, illustrandone la storia e i meriti acquisiti nel corso dei secoli.
Piazza sottoline la profonda cultura e leccezionale memoria del monsignore. Sapeva per che certi anziani ricordano il passato remoto talvolta pi nitidamente di quello prossimo.
Penso proprio che dovrai ritornarci....
Il pensiero di Faravelli sulla graticola non faceva di sicuro piacere a Vitale, n a quanti apprezzavano le capacit del maggiore.
Approfittando del pomeriggio libero, Marisa e Sebastiano andarono a fare due passi in citt. Nel centro storico erano gi stati e lei non ne aveva avuto una buona impressione; fra viuzze a carruggi si era sentita a disagio. La sua prima impressione fu di trovarsi in luoghi malfamati. Teneva stretta la borsetta, temeva continuamente dessere scippata. Le facce di tutti i colori che incontrava non la rassicuravano. Passando accanto a un gruppo di vuccumpr con le loro cianfrusaglie che occupavano tutta la via, a un certo momento se ne usc:
In un bel posto siamo venuti....
Sebastiano volle rassicurarla:
Guarda che la realt  meno peggio di quel che sembra....
Con i brutti ceffi che si vedono....
Non bisogna giudicare soltanto dalla faccia....
Sar!.
La giornata era calda, anche se il sole stentava a penetrare fra i vicoli. Marisa guardava con un po di vertigine alle finestre degli alti palazzi, da dove temeva la caduta di cose spiacevoli. Giunti a Caricamento, la piazza le apparve come unoasi dove riprendere fiato.
Qui ci dovrebbe essere il porto..., disse Sebastiano.
La moglie vide soltanto selciati sottosopra, mucchi di terra, steccati di cantieri. Il marito intu il suo disagio:
Il porto possiamo magari vedercelo unaltra volta....
A lui venne in mente di fermarsi in un bar nei portici di Sottoripa. Stava per proporlo, ma fu dissuaso da una zaffata di pesce, di quelle che potevano pure fargli perdere i sensi. Sebastiano cerc di scantonare:
Potremmo andare a visitare la cattedrale di San Lorenzo, dovrebbe essere da queste parti.
Marisa si sent a proprio agio soltanto alla vista del mare che fronteggiava corso Italia.
Appena puoi, fermati..., aveva detto al marito.
La vasta terrazza dava sullabitato di Boccadasse. Il posto sembrava un borgo di pescatori rimasto miracolosamente intatto a due passi da una selva di ville e palazzi. Nella minuscola baia si specchiavano case di vari colori. Numerose barche con la pancia allaria occupavano buona parte dellarenile.
Non molto distante dalla riva era ancorata una nave; aveva la prua rivolta verso il largo e grosse scritte sulle fiancate. I cassoni metallici accatastati sul ponte sembravano giganteschi mattoni impilati.
Si fece sentire la campana della chiesa di SantAntonio. Rimasero in silenzio, accarezzati dal vento. Fu a quel punto che Marisa si concili con i contrasti di Genova, gli stessi che spuntano improvvisi a dare sempre nuove emozioni: belle e anche brutte, almeno a chi non ci  abituato. Si sent sciocca e paurosa.
Beh, qui  tutta unaltra cosa....
Sebastiano neppure lascoltava; se ne stava a occhi chiusi, con la faccia al sole. Pareva assente, ma nella realt non smetteva di pensare a Erminia Galluzzi.
Te la ricordi la mezza matta. Figurati che  stata nientemeno lamante del porco. Sono fuggiti insieme, hanno avuto una storia....
Marisa fece una smorfia di disgusto, guard dallaltra parte.
Ti interessa sapere?.
A lei interessava s, anche se non voleva darlo a intendere.
Avrai visto che il Barisone accoglie handicappati, soprattutto bambini. Spesso abbandonati dalle famiglie, i bambini poi crescono, diventano uomini e donne.
Marisa fece occhi languidi.
Ebbene, Erminia era una di questi. Ha una rarissima infermit, che neppure i luminari della scienza possono guarire. Non ha le caratteristiche dei mongoloidi,  anzi carina, allapparenza sembra normale. I genitori, rassegnati, si rivolgono al Barisone. Frequenta la scuola dei disabili per quasi dieci anni. A un certo punto i genitori, gi anziani quando lei  nata, muoiono. Lei  maggiorenne, eredita una fortuna non da poco. Ed  qui che entra in gioco, lesto come un falco, lastuto Morco....
Non mi dirai che ha approfittato di quella poveretta....
Peggio, lha convinta a scappare con lui. Dopo di che le notizie diventano vaghe, i preti non dicono pi di tanto. Corre perfino voce che abbia avuto una bambina.
Marisa scosse la testa.
E adesso come si spiega: lui con una villa che vale miliardi, lei che va in giro come una povera mentecatta....
Sarebbe interessante saperlo. Sono convinto che un certo monsignore non abbia detto tutto quel che sa....
Maresciallo vi saluto. Vado a casa per qualche giorno.
Calogero Piazza aveva la valigia in mano, pronto a raggiungere la vicina stazione ferroviaria.
Stai via tanto?, gli rispose Vitale.
Poco tempo. Ritorno gi venerd.
Quando incontri il tuo parente monsignore, porgigli i miei omaggi.
Sar fatto.
Vitale buss alla porta del maggiore.
Avanti.
Lufficiale era al telefono; gli fece segno di accomodarsi.
Lei ha perfettamente ragione, signor generale, ma non creda che qui stiamo con le mani in mano....
A sentire il contenuto della telefonata, il maresciallo alz gli occhi al soffitto, si immedesim nel disagio di Faravelli.
Allo stato, non possiamo formulare accuse precise. Sul datore di lavoro delluccisa non esistono indizi probanti. Senzaltro, la terr informata. Agli ordini....
Il maggiore pos il telefono e fece un profondo respiro. Vitale lo guard scuotendo la testa.
Mi voleva maresciallo....
Non vorrei sembrarle importuno, ma come intende comportarsi a proposito del delitto Galluzzi?.
Domani uscir sui giornali.
Vitale gonfi le gote e poi storse la bocca.
Una bella rogna in pi, aggiunse.
Faravelli apr la sua agenda e vi scrisse qualcosa.
Volevo soltanto dirle, signor maggiore, che qualora... Lei pu sempre contare su di me....
La ringrazio. Non escludo, visto come stanno andando le cose.
Bussarono alla porta.
Signor maggiore;  desiderato con urgenza dal colonnello.
Lei Vitale non se ne vada. Mi aspetti qui....
Calogero era intanto tornato dalla Sicilia. Nella valigia aveva portato dolcetti di marzapane e un liquore al mandarino.
Per la signora Vitale, da parte di mamm....
Non dovevi disturbarti. Grazie. Di, hai parlato col monsignore?.
Piazza fece un gesto rassicurante.
Questi regali li puoi portare tu stesso a mia moglie, magari stasera a cena.
Puntuale come un orologio, Calogero alle otto in punto suonava al citofono. Marisa aveva apparecchiato fuori e fatto le cose per bene; quando lospite arriv, accese la candela al centro della tovaglia.
Per lei, da parte di mia madre..., disse Calogero porgendo un pacchetto infiocchettato.
Dopo i soliti convenevoli, si misero a tavola. Vitale fece segno col mento.
Il fetuso da quelle parti sta.
Piazza annu, con la bocca piena di spaghetti conditi al sugo dolive.
Come cera da aspettarsi, dopo cena i due uscirono di casa. Marisa stavolta non fece obiezioni. Sullammattonato della stradina che portava alla scogliera cera viavai di giovani. Era ancora chiaro. Fra recinti e muri scrostati, la distesa marina apparve improvvisa, come un quadro contornato di pitosfori.
Allora, ci parlasti nuovamente col monsignore? Che ti disse?.
Con le sue relazioni, Calogero si stava rivelando veramente prezioso. Al prelato siciliano non ci volle molto per capire che le domande del parente carabiniere a lui rivolte non erano semplici curiosit. Monsignor Fragoso era personaggio influente dellambiente ecclesiastico, aveva entrature importanti in Vaticano. Nonostante let avanzata, faceva ancora parte di commissioni episcopali. In una di queste aveva conosciuto don Mele. In seguito, i due avevano mantenuto buoni rapporti; si scrivevano, si scambiavano favori.
Nel corso dellultima guerra, il prete genovese era stato cappellano militare nelle brigate nere repubblichine. Fragoso lo aveva rivelato con una certa cautela, come se la cosa fosse in s riprovevole.
Nel suo successivo incontro con Mele, il giovane maresciallo annunci che la Galluzzi era stata assassinata. Sentendo la notizia, il sacerdote si fece scuro in volto. Sfruttando il momento adatto, Piazza incalz:
Monsignore, ha mai conosciuto Alceste Morco....
Ci furono attimi di disagio. Piazza rivolse occhiate severe, come quelle che i carabinieri sanno fare in certi momenti. Calogero gli aveva anche fatto intendere di essere a conoscenza dei suoi trascorsi giovanili, di quando indossava la divisa con la testa di morto. A mo di consolazione ripet poi pari pari quanto in proposito detto da Fragoso: Erano brutti momenti, la presenza dei preti ci doveva pur essere, da entrambe le parti....
Dopo essersi deciso a parlare, don Mele si sent sollevato.

10.

Vitale stava imparando molto. Al corso aveva conosciuto gente di primordine. Nelle prove pratiche si era per la verit sentito talvolta a disagio, al cospetto della vigoria fisica e del livello daddestramento dimostrato dai colleghi pi giovani. Fra gli istruttori cerano personaggi che sembravano presi dai film di guerra. A tornare indietro negli anni, pure a lui sarebbe piaciuto fare parte dei reparti speciali. I tempi erano per diversi. Allora, il massimo a cui poteva aspirare era comandare una stazione in qualche tranquillo paese, magari con annesso alloggio per il maresciallo. Obiettivi che aveva del resto raggiunti, soprattutto dopo il suo matrimonio con una piemontese.
A non avere impalmato una docile donna del sud cera pure il suo risvolto. Marisa infatti remissiva non si poteva certamente definire. Era s senza grilli per la testa, con tante virt non esclusa quella di saper fare bene da mangiare. Per di pi era di bellaspetto, dimostrava addirittura meno anni di quelli che aveva. Per strada, a vedere i capelli biondi di lei e quelli grigi di lui, la gente faticava a credere che fossero marito e moglie. Sebastiano sembrava, se non il padre, un fratello maggiore, uno zio. A lui andava comunque bene cos; anzi, pregava il buon Dio che continuasse ad andare sempre cos.
Di Marisa apprezzava soprattutto la modestia. La sua bellezza non aveva bisogno di tanti belletti. Sebastiano teneva per s la convinzione che con un pizzico di civetteria, un po di ambizione in pi nel vestirsi e nellavere cura del proprio corpo, lavvenenza di lei ne avrebbe sicuramente guadagnato. Ma pure di ci si accontentava. Non gli sarebbe del resto piaciuta una donna smorfiosa, di quelle che fanno di tutto per essere ammirate. Solamente qualche volta le faceva osservare:
Cara, non sarebbe il caso che ti prendessi un bel vestito nuovo....
Aveva pure provato a portarle gonne e camicette viste in vetrina che a lui erano piaciute. In quei momenti la moglie diventava incontentabile:
Grazie per il pensiero, ma su di me penso che non stiano bene....
Ci fu tuttavia una volta che il marito la vide veramente elegante, addirittura smagliante. Loccasione era uno spettacolo serale, a Cherasco. Se la vide apparire allimprovviso con un vestito nero lungo e scollato. Aveva i capelli raccolti a chignon. Camminava come una indossatrice, con gli occhi che emanavano una specie di maliziosa compiacenza. Il marito non laveva mai vista cos attraente, nemmeno col vestito da sposa.
Del resto, Marisa sentiva le responsabilit che le venivano dallessere moglie di un carabiniere. Alle manifestazioni ufficiali, quelle organizzate dal Comune o dalle autorit locali, partecipava raramente, se non obbligata. Di solito, tirava fuori la scusa che non sapeva cosa mettersi addosso. Nella realt non aveva nessuna voglia di incontrare gente che proprio non riusciva a sopportare; soprattutto certe signore che la invitavano continuamente a feste e ricevimenti, invece di  cos la pensava  cucinare e rammendare per figli e mariti.
Vitale passava in rassegna le tante virt di sua moglie e le confrontava con quelle che poteva avere la povera Erminia: nata ricca ma con unesistenza infelice. A sentire le confidenze di don Mele, il padre aveva fatto i primi soldi col contrabbando; era poi stato abile a investire in attivit sicure e solidi immobili. Ebbe una figlia in tarda et, quando ormai non ci sperava pi. La piccola Minni era stata tenuta nella bambagia, allevata da genitori anziani che sapevano ormai di non poterle dare lunghi anni di affetto. Dei problemi psichici della piccola si erano accorti tardi, forse perch, sul momento, non volevano neppure crederci. Fisicamente, Erminia sembrava una bambina come le altre; in certi momenti per faceva gesti strani, assumeva rigidit inspiegabili, si estraniava. Il suo rendimento a scuola era sempre stato insufficiente. La vestivano come una bambola, non le facevano mancare nulla di quanto  solitamente desiderato da bambine e giovinette.
Don Mele ancora ricordava il giorno  Minni aveva diciotto anni  in cui i genitori, disperati, erano venuti da lui a dirgli che la loro figliola era incinta. Il mascalzone era rimasto sconosciuto. Fu una tragedia. Lo stesso monsignore, allora a capo dellistituto, si sent in qualche modo responsabile. Lo scandalo fu poi messo a tacere.
Centrava mica Morco in questa storia..., domand Vitale al giovane collega.
Pare di no. Almeno, don Mele lo ha escluso. A quei tempi non lavorava pi al Barisone. La fuga damore  avvenuta dopo che la ragazza rimase orfana.
Sulla terrazza della scogliera si respirava aria tiepida. Il monte di Portofino si protendeva come una barriera protettiva. Al largo stazionavano alcune barche col lume acceso, nonostante il cielo fosse ancora chiaro. Le onde si frangevano sugli scogli con monotona cadenza. Le case sulle alture sembravano ancora boccheggiare dopo lesposizione al sole. Labitato di Camogli si distingueva per il suo giallo ammasso di costruzioni. Da Genova era salpata una grande nave con le fiancate costellate di obl luminosi. I gabbiani gracchiavano a lungo prima di abbassarsi a pelo dacqua per ghermire le prede.
Fra quei due, un bel giorno, scoppia il grande amore....
Esatto. Morco lo annuncia a tutti.
Hai saputo almeno dove hanno fatto la luna di miele?.
Su questo punto il prete non ha voluto dire. Sono stati comunque allestero, forse in America Centrale.
Per quanto tempo ci sono rimasti? S perch, a un certo punto sono poi ritornati. Non  vero?.
Pure su questo particolare il don ha sorvolato. Da quel che ne ho capito, lidillio non  durato molto: un anno, due al massimo....
Ho saputo che la casa dei Galluzzi era di tutto rispetto, situata in uno dei quartieri pi chic di Genova: che fine ha fatto....
 stata venduta, probabilmente con la mediazione di Morco.
E ti pareva! Quando  stato?, aggiunse Vitale scuotendo la testa.
Roba di dieci-quindici anni fa....
Della figlia di Minni, si  poi saputo niente?.
Don Mele ricorda unicamente che  stata adottata da una coppia senza figli. Gente perbene e di chiesa....
Non sai chi sono?.
Il prete non lha detto o non lha voluto dire....
Vitale salz dal sedile di cemento e si aggiust la cintola. Guard le case di Bogliasco rannicchiate dietro a un colle; sembravano nascondersi alla invadenza della citt. La sfera arancione del sole si stava posando su irregolari contorni verso la Francia.
Cerchiamo di ricapitolare. Allistituto, la bambina viene portata ogni giorno in macchina... A proposito, si sa chi  lautista?.
Vitale fu interrotto dallarrivo dun gruppo di giovani con borsoni e chitarre, muniti delloccorrente per cuocere alla griglia. I due marescialli si sentirono di troppo, fecero ritorno.
Sebastiano riprese il discorso:
Lei rimane incinta, nasce una bambina. I genitori non ne vogliono sapere e la fanno adottare. Da chi?.
A quel punto Vitale sporse il mento in avanti. Fu un modo tutto suo per dire al giovane collega che doveva attivarsi. Questi comprese e assent.
Minni rimane in istituto per un certo numero di anni. Vediamo: ci entra a dieci, resta incinta a diciotto, se ne va con Morco sui ventitr... Nel frattempo Dapueto prende il posto di Mele, dopo la fuga damore. Tutto quello che sa in proposito lha soltanto sentito dire. C comunque qualcosa che mi ronza. Mele  stato cappellano nelle brigate nere e Dapueto ha accennato a certi trascorsi militari di Morco in Venezia Giulia. Mi sbaglier, ma i due si erano conosciuti prima. Tienilo a mente,  un particolare importante, casomai da far sapere al maggiore.
Se  vero quel che ha detto Faravelli, la notizia dellomicidio dovrebbe uscire domani sui giornali. Prima sarebbe meglio fare qualche mossa preventiva.
Piazza ascoltava attentamente. Lultimo accenno per non lo cap; dovette fare una certa faccia se Vitale si affrett a chiarire:
Dovremmo andare a bussare alla porta di un certo amministratore, precisamente quello del condominio dove abitava la povera Erminia.
Il palazzo era squadrato, dun grigio smorto e col tetto piatto. Si trovava in una zona tutta saliscendi, caratteristica che ricorre nelle parti alte di Genova.
Se siamo fortunati..., disse Vitale togliendo la chiave dal cruscotto.
Si avvicinarono ai citofoni. Sebastiano scorse a uno a uno la filza di campanelli.
Ecco! Amministratore....
Chi ?.
Calogero guard il collega, come per avere conferma:
Carabinieri. A che piano?.
Sulla scala, videro un uomo in maniche di camicia e coi calzoni corti. Al naso aveva occhiali a mezza lente sostenuti da una cordicella. Con espressione rassegnata invit a entrare. Lalloggio era bene arredato con mobili antichi e quadri di pittori sicuramente famosi. Chiss perch Vitale si aspettava un appartamento anonimo e mobilio dozzinale.
Scusate se vi accolgo in abbigliamento poco adatto per le persone importanti. Permettete, Piercarlo Perata.
Vitale porse la mano:
Bella casa, complimenti.
Non mi lamento e nemmeno me ne vanto.  tutta roba che ha ereditato mia moglie....
Amministra soltanto questo stabile?.
No, ho anche altri condomini. A che debbo lonore....
Immagino che sia gi al corrente....
Si riferisce alla povera Galluzzi? Cero anchio quando siete entrati nellappartamento. Mi sono attenuto alle vostre indicazioni. Non ne ho parlato con nessuno....
Sebastiano sofferm lo sguardo su un orologio a pendolo sostenuto da colonnine attorcigliate. Uno uguale laveva visto in casa duna zia di sua moglie.
Volevamo farle alcune domande in proposito.
Ho gi detto....
Le dispiacerebbe riferire anche a noi. Tanto per cominciare, da quanto tempo abitava qui....
I due carabinieri avevano preso posto su un divano morbido e avvolgente. Con la sua mole, Piazza si sentiva sprofondare, ondeggiava col corpo.
Glielo dico subito: da quando  stato costruito il palazzo, circa ventanni fa....
Prima, non sa dove abitava?.
Se vuole posso prendere la copia dellatto di acquisto. A suo tempo ero stato io lagente immobiliare che si era occupato della vendita degli alloggi. Se vogliono scusarmi un momento....
Vitale e Calogero si guardarono attorno. Nellambiente si sentiva odore di cucina per niente sgradevole. Dalla finestra si vedeva uno scorcio di mare. Perata si rifece vivo:
Ci sono i dati personali. Vediamo... Ecco: Galluzzi Erminia, nata a Genova. Residente a... Mi pareva! Santo Domingo.
I due carabinieri incrociarono gli sguardi. Vitale domand:
Lei  stato per caso presente al momento dellatto?.
No, non ne avrei avuto titolo.
Si ricorda almeno se, durante le trattative, la donna era accompagnata da qualcuno?.
Sicuramente s. Dovrei per fare mente locale....
Uomo o donna?.
Uomo, uomo. Ne sono sicuro.
Ora pu dirci qualcosa di lei. Che vita faceva, chi frequentava.
Una vita direi del tutto regolare, nulla in particolare da dire....
Lei sapeva della sua, diciamo, infermit mentale?.
Perata deglut, il suo sporgente pomo dAdamo ebbe un rapido movimento in alto e in basso. Sembrava imbarazzato di fronte a quella precisa domanda. Infine si decise:
Allapparenza sembrava una persona normale....
Nella sostanza per..., incalz Piazza.
A dire il vero, aveva qualche piccola mania; ma niente di grave. Nessuno s mai lamentato.
Come pagava le spese condominiali?.
In che senso....
Versava in contanti o tramite banca....
Contanti, sempre in contanti. Se volete sapere a quale banca si appoggiava, posso accontentarvi. Qualche volta mi ha firmato assegni del Credito Ligure. Vi posso anche dare lindirizzo....

11.

Per come era stata descritta, riusciva difficile immaginare che qualcuno ce lavesse con Erminia, al punto di toglierle la vita. Vitale non riusciva nemmeno a darle un timbro di voce, un accento particolare. Di lei gli era rimasta unimmagine di bambina mai cresciuta; di quelle che vivono in un mondo fuori della realt. Lamministratore aveva una sua fotografia nella pratica per la tinteggiatura della facciata. Minni si trovava a passare l per caso. Aveva il consueto atteggiamento: borsetta al braccio, espressione dignitosa e distaccata.
Agli uffici della banca si accedeva da una porta girevole di vetro antiproiettile. Chiesero del direttore.
Chi devo annunciare?, disse limpiegato allo sportello.
Carabinieri.
Turna!, fu limmediato commento.
Vitale a quel punto temette di intralciare le indagini degli uomini di Faravelli. Furono accolti da un funzionario che, prima ancora di salutarli, se ne usc:
Non ho ancora fatto a tempo....
Vitale lo gel con un perentorio:
Siamo qui per una vostra cliente: Galluzzi Erminia.
Ma non  per....
Per che cosa... Possiamo sederci?.
Prego.
I due carabinieri non vestivano la divisa, ma riuscivano ugualmente a dimostrare autorit: soprattutto per il loro piglio deciso che non ammetteva furberie.
Vorremmo conoscere il movimento che risulta dal conto corrente della suddetta. Prima di tutto: parliamo della stessa persona?, domand Vitale dopo aver mostrato la fotografia.
La vettura snodata filava verso il centro sulla corsia dei mezzi pubblici. Passando di fronte allospedale San Martino, Sebastiano frug nella tasca e tocc la fotocopia dellultimo estratto conto della Galluzzi. I giornali avevano ancora i titoli sul delitto di Rapallo. Uno di questi riportava: Spuntano implicazioni internazionali!
Vedendo come i mezzi di informazione  in mancanza di meglio  si stavano arrampicando sugli specchi, ebbero compassione di Faravelli.
Chiss domani che scriveranno..., disse Vitale allargando le braccia.
Piazza scosse il capo.
Al comando del nucleo operativo entrarono senza difficolt; il piantone di guardia li riconobbe.
Annunciami al maggiore.
Lappuntato dellanticamera ebbe unesitazione:
Non so se adesso potr ricevervi.
I due marescialli presero posto sulle poltroncine di plastica che contornavano le pareti. Sfogliarono alcune riviste. Su una copia de Il carabiniere, Vitale trov un articolo che lo interessava. Aveva cominciato a leggere, quando vide accendersi la lucina sul telefono.
Ci sono due marescialli del corso che vogliono conferire. S, faccio aspettare....
Lappuntato rivolse lo sguardo verso i due, come per dire: Avete sentito?
Trascorse una mezzora abbondante. Ogni tanto qualcuno entrava nellufficio del maggiore, senza neppure annunciarsi. Nel momento in cui luscio aperto glielo consent, Vitale face un gesto. Faravelli si affacci.
Che fate qui, non dovreste essere a lezione?.
Dobbiamo riferire su importanti elementi che riguardano lomicidio Galluzzi.
Stavamo appunto parlandone. Tanto vale, entrate anche voi....
Lufficio era spazioso, arredato in modo spartano. La finestra di fronte alla strada era chiusa; da quella spalancata a lato si sentiva un cinguettare duccelli. Rami di grandi alberi sfioravano il davanzale. Due capitani seduti al tavolo accolsero con aria seccata i nuovi venuti.
Vi presento i marescialli Piazza e Devalle....
Vitale, corresse linteressato.
Pardon... Vitale  quello che ci ha dato le indicazioni che hanno consentito la scoperta del cadavere della Galluzzi.
Non cerano sedie libere. I due rimasero in piedi.
Stavamo discutendo su come gestire il delitto sul piano della comunicazione. Prevediamo una valanga di chiarimenti, richieste dinterviste....
Se il signor maggiore consente, vorremmo riferire quanto da noi saputo sulla vittima, chiedendo in anticipo scusa se ci siamo permessi di intervenire privi di autorizzazioni o incarichi precisi....
Senza nemmeno accorgersene, Vitale parl per pi di venti minuti. Ogni tanto volgeva lo sguardo verso Piazza, come per avere conferme. Oltre alla sua voce, nella stanza non sentiva volare una mosca. Esord con un colpo di teatro che polarizz lattenzione:
Sappiamo chi  luomo che possiamo ritenere, se non altro, persona molto informata sui delitti. Trattasi della medesima persona che ha avuto una vivace discussione con la defunta. Abbiamo fondati motivi per credere che ci sia avvenuto poco prima del delitto....
Sebastiano rifer personaggi, date e circostanze, con voce ferma e una partecipazione  Piazza se ne rese conto  non semplicemente professionale. Ci mise infatti un trasporto e unenfasi particolari.
Erminia Galluzzi, in parole povere, era un soggetto che si poteva definire mancante di qualche rotella. Insomma era mentalmente labile e del tutto innocua, per s e per gli altri. Era di famiglia ricca, anche se sul come il padre fece i soldi ci sarebbe da ridire. Quando i genitori si accorgono del suo stato, la ricoverano al Barisone. In questo istituto c tuttora una scheda a lei intestata, con risultati scolastici e trattamenti terapeutici. In istituto entra a nove anni. A diciotto rimane incinta, partorisce una bambina che viene segretamente data in adozione....
A quel punto, le facce severe intorno al tavolo ebbero un impercettibile sussulto. Vitale se ne accorse. Ci lo spron a continuare.
Sul, chiamiamolo cos, incidente nessuno sa spiegarsi come possa essere accaduto. La giovane era infatti continuamente sorvegliata. Andava e veniva dallistituto accompagnata dallautista.
A quel punto, Vitale ebbe un attimo di riflessione, come se quel preciso particolare si affacciasse per la prima volta alla sua attenzione. Riprese immediatamente:
A quei tempi,  dipendente dellistituto un certo Morco Alceste, personaggio sul quale vale sicuramente la pena di soffermarsi, dal momento che  lui lindividuo visto con la vittima poco prima che questa morisse. Morco  assunto al Barisone grazie ai suoi buoni rapporti con lallora direttore don Mele. Il prete  stato cappellano delle brigate nere nellultima guerra. I due si sono probabilmente conosciuti durante il periodo bellico; hanno stretto legami che possiamo ritenere proseguiti anche nel dopoguerra. Attualmente il Morco  proprietario di una lussuosa villa a Bogliasco. Nonostante avesse ereditato cospicue fortune alla morte dei genitori, la Galluzzi faceva ultimamente vita modesta, campava in un monolocale e di una modesta rendita, versata ogni mese da una finanziaria con sede nel Lussemburgo.
Vitale aveva ingranato la marcia giusta. Sin dalle prime battute, era riuscito a attirare lattenzione di ufficiali esigenti e poco disposti con gli inferiori di grado. Fu lasciato proseguire, senza interruzioni.
Durante il suo incarico al Barisone, che suppongo sia ente da voi conosciuto, il Morco non si distingue certamente per specchiata onest e correttezza di comportamenti. Lattuale direttore lo ha definito autore di mastruzzi: termine che nel dialetto genovese significa, se non vado errato....
Faravelli gli fece segno di sorvolare.
Il nostro  che ha trascorsi militari in Venezia Giulia che risalgono agli anni quarantatr-quarantacinque  trova il modo di sedurre la Galluzzi. Al punto che la convince a fuggire con lui in terre lontane, a Santo Domingo come risulta da fonti attendibili. Dei due si perdono le tracce. Che cosa hanno fatto e come hanno vissuto non  dato di sapere. Pure la creatura adottata pare scomparsa nel nulla. A questo proposito, monsignor Mele  reticente, non rivela nomi e luoghi. Oggigiorno dovrebbe, secondo i calcoli, avere venti-ventidue anni. Ignoriamo se abbia mai avuto contatti con la madre. Considerando anzi lo stato mentale della Galluzzi, c da dubitarne. Non si pu per dire con certezza... Circostanza che appare in ogni caso certa  che la vittima non ha fatto resistenza al suo mortale aggressore. Con ogni probabilit doveva conoscere lassassino. Gli ha aperto volontariamente la porta di casa.
Faravelli ascoltava con espressione accigliata; ogni tanto roteava gli occhi, come se volesse collegare mentalmente fatti e personaggi. A un certo punto interruppe:
 chiaro a questo punto che dovremmo saperne di pi sul suddetto Morco.
Vitale aggiunse:
Dimenticavo di dire che esiste anche unaltra persona che potrebbe fornire informazioni: trattasi del custode di parco Revel, il complesso residenziale di Bogliasco ove  situata la villa del Morco.
Perch lo ritiene tale?, si intromise uno dei capitani.
Ha novantanni e da almeno cinquanta risiede in loco. Preciso subito che il vecchio non  del tutto affidabile; ha vuoti di memoria, non risponde con precisione alle domande.
Sarebbe a dire..., riprese il capitano.
Divaga. Se gli chiedi una cosa lui te ne dice unaltra, quella che a lui piace di pi.
Faravelli si alz e gli altri fecero altrettanto.
Signori marescialli, tenetevi a disposizione.
Non  escluso che a breve si possa riferire altro, rispose Vitale mettendosi sugli attenti.
I colli di Bogliasco erano coperti dalla foschia. I treni passavano umidi di acquerugiola. Cielo e mare erano dun grigio uniforme. Dopo pranzo Vitale schiacci un pisolino, interrotto dai consueti sibili, anche se  cos gli era parso  cominciava a farci labitudine. Alla moglie col caff aveva detto:
Non capisco perch alcuni fischiano e altri no.
Marisa se ne usc:
Con sto tempo! Non ti viene nemmeno la voglia di muoverti. Qui cominciano a lamentarsi. A loro basta una mezza giornata di pioggia per andare in depressione....
Vitale guard lorologio.
Devo fare una telefonata. Poi non  escluso che dovr... Se vuoi, dovremo... uscire.
Marisa lo guard di sottecchi, incerta se quella fosse una proposta o una pietosa giustificazione.
Sebastiano telefon al Barisone:
Pronto, c don Dapueto? Allora mi faccia chiamare appena arriva. Le lascio il mio numero....
Lappartamento era piccolo ma non mancava di nulla. I coniugi Davico ci andavano ormai di rado. Avevano figli grandi e indipendenti; erano lontani i tempi in cui la famiglia intera vi trascorreva le vacanze scolastiche. In casa cerano testi di scuola, gialli e libretti della bur ingialliti dal tempo. Abbondavano i romanzi del commissario Maigret e di Agatha Christie. Sebastiano domand:
I vicini, i negozianti ti hanno forse chiesto chi siamo, che ci facciamo da ste parti?.
Di noi pare che non importi niente a nessuno. Ho provato a salutare: come se non esistessi... Lunico che sembra gentile  quello del negozio di alimentari. Dal suo accento per non sembra di queste parti.
Ti dispiace?.
A dire il vero sono abituata diversamente. A Cherasco fanno gara a chi mi saluta per primo.
Vitale alz le spalle: un muto atteggiamento per esprimere rassegnazione, ma anche per minimizzare.
Almeno non sono ficcanasi, non spettegolano....
Ne sei proprio sicuro? E se invece sapessero, ci tenessero sotto osservazione....
Squill il telefono.
 per me, disse Sebastiano.
Don Dapueto? Grazie per avermi chiamato. Visto che  cos gentile, le rivolgo ancora una domanda. Lautista, quel tale al servizio della famiglia Galluzzi... Mi dice il suo nome e dove posso eventualmente trovarlo? Aspetto....
Dopo un paio di minuti Vitale si scrisse un appunto.
La ringrazio. Porga i miei ossequi al monsignore.
Dopo aver abbassato la cornetta, il maresciallo fece uno sguardo strano; si gratt prima un occhio e poi il mento. Per chi lo conosceva erano quelli i momenti in cui la sua formidabile capacit di deduzione si metteva in moto. Si rivolse alla moglie dicendole:
Preparati. Andiamo a vedere un certo paese, nellentroterra.
Marisa non se lo fece dire due volte; apr larmadio e tir fuori un certo vestito, adatto secondo lei per loccasione.
Era lei che guidava. Con tutto quel che gli frullava in testa, Sebastiano poteva pure distrarsi, non prestare attenzione ai pericoli della strada. Alla domanda che gli era stata rivolta, don Dapueto sembr in un primo momento incerto se dare risposta. Vitale cap a quel punto daver colpito nel segno. Colse pure una certa rassegnazione, come se il religioso capisse che era venuto il momento della verit, che non si poteva pi dire una cosa per unaltra. Dapueto aveva pregato di rimanere in attesa e il motivo era chiaro: doveva prima sentire don Mele per sapere come comportarsi, che cosa dire. La scena Vitale se lera immaginata, con il monsignore che dice: Ormai, al punto in cui siamo arrivati...
Lautista aveva da tempo smesso lattivit lavorativa. Viveva pensionato in una borgata della Val Fontanabuona. Per arrivarci, bisognava andare a Recco e poi svoltare in direzione opposta al mare. Dopo pochi chilometri, Marisa ebbe la sensazione di essersi smarrita; davanti a s vedeva asfalto lucido per lumidit e intorno solamente boschi con fronde gocciolanti. A un certo punto apparve un gruppo di case abbarbicate a un colle, con un campanile che spuntava nel mezzo. Sebastiano consult la carta e non ebbe dubbi: era la localit che cercava. Caso volle che proprio in quei momenti passasse un prete a bordo di un ciclomotore. Il maresciallo apr la portiera e domand:
Mi sa dire dove posso trovare Cuneo?.
Cuneo! Qui ce ne sono tanti....
Quello che faceva lautista....
Il motociclista si irrigid, sembr turbarsi: atteggiamenti questi che non sfuggirono allocchio attento del maresciallo.
Vi accompagno io, se volete.
Vitale fu per un attimo sorpreso di tanta premura, ma poi se ne fece una ragione. Il tutto gli sembr anzi coerente col ragionamento che lo aveva portato alla sua ricerca.
Cuneo stava spaccando legna. Dal comignolo della sua piccola casa usciva fumo. Quando vide arrivare la familiare motocicletta seguita da unautomobile sconosciuta rimase con lascia sospesa. Sedette poi su un ceppo e accese una sigaretta.
Berto, c gente che ti cerca..., gli disse il prete.
Vitale sentiva che le sue congetture non potevano che rivelarsi azzeccate. Ne fu talmente convinto che  dopo aver detto alla moglie di aspettarlo in macchina  si present per dire:
Le porgo le mie pi sentite condoglianze....
Seguirono interminabili momenti di imbarazzato silenzio. Bast che il religioso dicesse un accorato: Berto! per far scoppiare un pianto angosciato. Fu una scena di vera disperazione, dopo tutto prevista. Sebastiano aveva infatti voluto risparmiarla a Marisa. Fren il suo impaziente desiderio di interrogare, ebbe compassione. Il prete teneva abbracciato Cuneo, lo consolava.
Possiamo parlare?, disse Vitale.
Entrarono in una cucina rivestita di legno; tavolo e sedie avevano fogge rustiche, il camino era acceso e scoppiettante. Il prete si present come don Campodonico, parroco di alcune comunit sparse nella zona. Sicuro che non ci sarebbero stati tentativi di fuga o gesti inconsulti, il maresciallo allarg la braccia sul tavolo e rimase in attesa.
Ti devi rassegnare. Doveva capitare, un giorno o laltro..., esord Campodonico.
Cuneo si asciug le lacrime e rimase con lo sguardo fisso nel vuoto. Vitale si schiar la voce e cominci:
Per quanto tempo  stato al servizio dei Galluzzi....
Pi di ventanni.
Prima che mestiere faceva?.
Luomo guard lamico prete e poi rispose:
Dopo il servizio militare negli autieri, avevo aperto una piccola officina di riparazioni.
Come  venuto in contatto con la famiglia?.
Cuneo esit e Vitale decise di tagliare corto:
Era lei che accompagnava Erminia al Barisone?.
S.
Ed  stato durante uno dei viaggi che....
Vi fu uno sguardo confortante da parte del religioso.
Un imperdonabile momento di leggerezza. Lei mi provocava, non ho saputo dominarmi....
Il maresciallo storse la bocca.
Su certi particolari, magari, mi dir dopo. Ora vorrei sapere che  successo dopo che Minni ha dato alla luce la bimba.
Lex autista scoppi nuovamente a piangere:
Mi deve credere. Fosse dipeso da me, lavrei pure sposata....
Andiamo avanti. La creatura  stata adottata. Da chi?.
Una coppia senza figli....
E lei non ha avuto la curiosit....
Era brava gente.
Ci ha mai parlato?.
Mi ero presentato e avevo fatto credere di essere mandato dai parenti che volevano mantenere il segreto. Ogni tanto davo soldi, allungavo qualche regalo....
Chiarisca: Erminia sapeva?.
Credo di no.
E lei come ha fatto a conoscere i genitori adottivi. Se non sbaglio, queste cose rimangono segrete.
Cuneo rivolse lo sguardo al prete e questi annu con espressione di complicit.
Insomma, don Campodonico ci ha messo del suo... Non  cos?.
Intervenne il parroco:
Dopo la sua frequenza ai corsi della Regione, Stefania lavevo io stesso raccomandata per lassunzione. Notto lo conoscevo fin da bambino, quando veniva in campagna con sua madre dalle nostre parti. Non sera poi pentito di averla presa nel suo ufficio. La ragazza era intelligente e volonterosa, prendeva sul serio il lavoro.
Segu una lunga pausa. Vitale aveva la testa in ebollizione. Ancora era indeciso se giocare il carico che serbava in mano. Ripensava intanto a quel certo momento da Faravelli, quando in un lampo gli era venuto il sospetto di chi poteva essersi approfittato di Minni. Non poteva essere stato, si domand, proprio lautista, quello che...
Infine si decise e cal lasso:
Secondo voi, chi lha uccisa?.

12

I giornali erano infine usciti con la notizia. La fototessera di Erminia, presa dalla carta didentit, appariva su tutte le prime pagine. Il volto aveva unespressione quasi impaurita. Comunque era lei, anche se non proprio come la ricordava il maresciallo. Tentare di prendere da una parte il maggiore era in quei momenti unimpresa disperata. Faravelli era infatti preso da mille telefonate. Varie segnalazioni, anche le pi strampalate, gli giungevano da tutte le parti. Fu soltanto grazie al capitano Bernabei, uno di quelli che avevano partecipato alla riunione con Vitale, che fu possibile parlargli. Il maggiore aveva la faccia stravolta, si vedeva che non ne poteva pi per lo stress.
Gli dica quanto ha gi detto a me, esord il capitano.
Ebbene signor maggiore, per non farla lunga, ho saputo alcune cose: primo, chi  il padre naturale della Gentilotto; secondo, la vittima di Rapallo  si tenga forte  era la figlia della Galluzzi. Strana coincidenza non le pare? Due omicidi quasi contemporanei, per di pi nella stessa famiglia....
Faravelli strabuzz gli occhi, si diede una scrollata. Sembr l l per farsi una risata, ma era solamente una reazione nervosa; di ridere non ne aveva infatti nessuna voglia.
C altro. Morco conosceva chi aveva fatto la mascalzonata ai danni dellallora giovane Galluzzi. Ha per lungo tempo ricattato il responsabile, lo ha costretto a rivelare certi segreti di famiglia che gli hanno poi consentito di mettere le mani sulleredit. Possiamo ora capire la villa come se l fatta, come ha potuto fare la bella vita fra locali notturni e champagne. Ancora mi mancano alcuni dettagli, ma ritengo di poter tracciare il quadro. Maggiore, non mi mandi al diavolo, ma mi sento di sostenere che Morco sia il presumibile assassino della Galluzzi e che abbia una parte importante, ancora da verificare, nel delitto di Rapallo....
A quelle parole, Bernabei fece una smorfia di scetticismo; Faravelli si limit a guardare il soffitto. In quei momenti poteva pure pensare: che Dio ce la mandi buona...
Se i signori sono daccordo, per costruire un efficace impianto accusatorio bisognerebbe intanto sapere di pi sui trascorsi di Morco. Occorre scavare nel suo passato, per poterlo incastrare nel presente....
Negli ufficiali avanz la convinzione che Vitale stesse esagerando. La sua granitica sicurezza gli faceva abbandonare ogni prudenza; dimostrava una spavalderia ai limiti della temerariet. Non di meno, Faravelli gli disse:
Questa sera si tenga a disposizione. Indossi la divisa. Ci troviamo qui alle nove in punto, salvo ordini contrari....
Il circolo culturale Tricolore aveva sede al primo piano di un antico palazzo del centro storico. Latrio era scarsamente illuminato da un grande lampadario di ferro battuto coperto di ragnatele. Cera uno scalone con gradini consumati da secolari calpestii. La facciata delledificio era di stile neoclassico; nello spazio ristretto della strada antistante si faticava ad averne una visuale completa. Il tetto lo si immaginava fra i tanti di ardesia grigia che tappezzano la parte vecchia della citt. Strada facendo, lufficiale aveva illustrato le sue intenzioni:
Ho messo in relazione la presumibile militanza di Morco nelle formazioni della Repubblica Sociale e i trascorsi di don Mele. Potrebbe esserci un nesso. Se Morco era repubblichino, qui lo dovrebbero sapere e forse perfino conoscerlo. Al circolo sono iscritti reduci e nostalgici. Se ci vedono in divisa facciamo pi effetto, per le uniformi hanno in genere un sacro rispetto.
Ottima intuizione, maggiore. Siamo attesi?.
Ho telefonato al presidente e gli ho spiegato la nostra intenzione di assumere informazioni su certi personaggi.
Siamo sicuri che avremo collaborazione. Non vorranno, casomai, coprire qualcuno dei loro camerati....
Di solito  gente che ha certe idee, ma pure uno spiccato senso dellonore.
La porta dingresso dava su ampi locali. Il bucherellato pavimento di legno scricchiolava a ogni passo; stipiti e usci artisticamente lavorati testimoniavano di passati splendori, ma al tempo stesso davano limpressione di poter crollare da un momento allaltro. Cerano soffitti affrescati che si stavano sfarinando, muri rivestiti di stinto damascato che evocavano nobilt decadute. Su una parete, appesa come un arazzo, era dispiegata una bandiera tricolore non pi nuova, con laquila nera repubblichina al centro. Per il resto, nulla di diverso dai soliti circoli privati. A un tavolo cerano giocatori di carte, da un televisore provenivano echi di telegiornale. Si fece loro incontro un uomo alto e avanti negli anni. Era in giacca blu e cravatta regimental. Faravelli stese la mano:
Presidente, la saluto. Spero che non siamo venuti a disturbare....
Che dice mai maggiore! Lei  sempre il benvenuto.
Vitale lo osserv. Era un anziano ancora vigoroso, con una faccia abbronzata e folte sopracciglia, bianche come i pochi capelli che aveva in testa. Il volto era segnato da rughe profonde, la sua voce possente si accompagnava a modi sbrigativi. Per come si presentava, poteva essere un ex ufficiale di marina.
Prego, signori. Vi voglio presentare qualcuno che forse pu soddisfare le vostre curiosit....
Si fece avanti un altro anziano, pure lui di aspetto gagliardo.
Volete accomodarvi nel mio ufficio?.
Da una finestra si scorgeva la facciata del palazzo di fronte; sembrava che bastasse allungare un braccio per toccarla. I fregi architettonici si stavano sgretolando; il nero della patina lasciata dal tempo si mischiava col bianco della calce ridotta in polvere. A Vitale tutto ci fece venire in mente che i calcinacci potessero cadere sulla testa dei passanti.
Mattioli, i nostri graditi ospiti vorrebbero sapere a proposito di don Mele e Morco, ai tempi di quanderano giovani e camerati....
Luomo socchiuse gli occhi, come colpito da una fitta al cuore al ricordo di dolorosi avvenimenti.
Mi permette....
Faravelli esord col suo tono di persona ammodo, come un garbato professore nel corso di uninterrogazione scolastica.
I due si conoscevano?.
Don Mele era nostro cappellano....
E Morco?, aggiunse Vitale.
A quel punto il volto di Mattioli si alter, il tono della sua voce si fece esasperato.
Quellimboscato, traditore, impostore....
Tombola, disse fra s il maresciallo.
Ci vuole spiegare....
Negli ultimi giorni di guerra eravamo a Fiume, a fronteggiare limminente invasione dei titini. La nostra situazione poteva definirsi disperata, il nemico ci era superiore in uomini e mezzi. Ci eravamo preparati a sostenere lultima battaglia, sostenuti soltanto dal nostro senso dellonore e di attaccamento alla patria. Sapevamo che saremmo stati sopraffatti, ma pure che il nostro sacrificio avrebbe dato tempo a tanti civili italiani di sfuggire alle vendette degli slavi. Il nostro reparto  stato in seguito annientato, i pochi prigionieri infoibati. Allultimo momento, quello che voi chiamate Morco, se l per data a gambe, ha in poche parole disertato....
Che noi chiamiamo?, obiett Vitale.
Faravelli gli sfior la manica, fece capire di non interrompere.
Ero rimasto ferito. Mi sono salvato per caso, per miracolo posso dire. Mentre i titini mi stavano legando col fil di ferro sul ciglio della foiba, ci fu uno scoppio. Credendosi attaccati, i miei carnefici si dispersero, lasciando incompiuta la mia esecuzione. Io ne approfittai per scappare. Rimasi alla macchia per tre giorni e tre notti, senza cibo n acqua. Arrivai a Trieste dove mi arresi alle truppe britanniche. Non ho mai dimenticato, anche per obbligo morale nei confronti dei camerati caduti, la vilt di quel traditore di fronte al nemico.
Lei, prima, mi  sembrato che esprimesse dubbi sullidentit di Morco, disse Faravelli.
Quello non  il suo vero nome. Abbiamo saputo che a guerra finita aveva proditoriamente preso lidentit di un soldato caduto sul campo dellonore.
Perch lo ha fatto?, aggiunse Vitale.
Voleva evidentemente nascondersi, temeva che qualcuno gli volesse far pagare le sue nefandezze. Il suo vero nome  Sbilligoi, Steno Sbilligoi, detto anche Sbilli. Sono convinto che ci sia ancora qualcuno in Slovenia e Croazia che si ricorda di lui, delle sue brutalit contro civili e partigiani....
I due carabinieri incrociarono gli sguardi.
Ma allora, Morco....
Era un valoroso mar di nemmeno ventanni. Non sappiamo come Sbilli abbia potuto... Ci sono state evidentemente delle complicit. Posso sapere per quali motivi ve ne state interessando?.
Almeno per il momento no. Se ci consente..., rispose con garbo Faravelli.
A quel punto luomo si alz di scatto e battendo i tacchi, disse:
Sottotenente Mattioli Ubaldo, distaccamento Val Cismon della guardia nazionale repubblicana.
I due carabinieri risposero col saluto militare. Vitale aggiunse:
Agli ordini signor tenente....
Giunti in strada, il maresciallo ci torn su:
Pur non volendo arrivare a conclusioni precipitose e in via del tutto teorica, per un tagliagole come Sbilli potrebbe essere un gioco da ragazzi torcere il collo a una povera donna indifesa....
Il maggiore non rispose. Col passo cadenzato e la falcata lunga in quei momenti cercava lauto di servizio che lo stava aspettando in piazza Fontane Marose.
Dopo la breve parentesi piovosa, su Bogliasco era ritornato a splendere un sole radioso. Su indicazione di Amati, Marisa aveva fatto il bagno tuffandosi dalla scogliera. Era rimasta affascinata alla vista della barriera rocciosa che scendeva a picco fino alla spuma delle onde. Per lei, prima dallora i bagni marini avevano sempre voluto dire spiaggia, cabine e ombrelloni. Aveva sceso i gradini che portano al mare con una certa apprensione, attenta a non ferirsi sugli spuntoni; si era poi sdraiata su un asciugamano, rimanendo incantata di fronte al verdazzurro dellacqua. Dopo aver nuotato verso il largo, si volt a rimirare limponente anfiteatro di pietra. In alto, si vedevano alcune case che sembravano in bilico su precipizi.
Era rientrata ancora gocciolante, col solo accappatoio sul costume. Lavere casa a cos breve distanza dal mare era per lei qualcosa di impensabile. Rimase ancora per un po distesa sulla terrazza. Quando il sole si fece pi caldo spieg i tendoni. Lombra cre un ambiente accogliente e ventilato. Respir a pieni polmoni prima di apparecchiare la tavola per il pranzo. Il marito le aveva annunciato la presenza di Calogero. Rimase a scrutare verso lAurelia. Alla vista dellautobus blu, sforn il suo capolavoro gastronomico e dal frigo prese una bottiglia di Arneis bianco della scorta portata dal Piemonte. Il vetro era imperlato di goccioline. Quando Sebastiano vide linvitante contenitore se ne vers subito un bicchiere. Prima ancora di alzarsi da tavola, i due marescialli si misero a parlare delle indagini.
Il primo a dare la notizia dellomicidio Galluzzi fu il giornale del pomeriggio. Vitale ne aveva con s una copia. Il titolo occupava quasi met della prima pagina. Il colore rosso dei caratteri rendeva lannuncio particolarmente incisivo e sferzante: E due! Gli articoli riportavano commenti severi e preoccupati, improntati al sensazionalismo.
Vitale mise al corrente sugli ultimi colloqui da lui avuti con gli ufficiali del nucleo operativo. A voce alta, perch sentisse anche la moglie, inform sui precedenti, per nulla rassicuranti, che riguardavano il padrone di villino Scogliera; rivel il suo vero nome e le trascorse malefatte compiute durante la guerra.
Dallincontro con lex autista di casa Galluzzi era emersa una realt inquietante, la medesima che Vitale aveva a suo modo intuito da tempo. Fu quando scorse lespressione accorata sul viso del prete motociclista casualmente incontrato che cap daver fatto centro. Il parroco aveva immediatamente intuito che il desiderio da parte di quello sconosciuto di parlare con Cuneo era da mettere in relazione con lassassinio di Stefania. Don Campodonico sapeva tutto, dal confessionale aveva appreso il rimorso dun uomo che sera approfittato di una povera incapace. Per riparare, Cuneo si era in seguito interessato alla piccola, aveva fatto in modo che non le mancasse niente. Grazie allamico prete, era inoltre riuscito a trovarle un impiego.
La ragazza appariva sana, priva di tare ereditarie. I genitori adottivi erano gente semplice e timorata, la loro fede religiosa li aiutava a vivere senza porsi troppi problemi.
Cuneo si accontentava di vederla da lontano, di gioire quando lei era felice, di accorarsi per le sue tristezze di adolescente. Si era in seguito interessato al giovane che la corteggiava e poi rassicurato per la seriet delle sue intenzioni. I due parlavano di sposarsi, non appena lui avesse trovato un posto fisso. Sempre dietro le quinte, lex autista aveva preso a brigare per far riconoscere a Stefania una parte almeno del cospicuo patrimonio della madre. La notizia dellassassinio laveva letta sui giornali. Era subito accorso, ma per un bel po non era nemmeno riuscito a vedere il cadavere. Lo sconvolgente avvenimento, oltre a procurargli un immenso dolore, gli aveva fatto sorgere terribili sospetti.
Poco tempo prima era stato a Genova, da un avvocato. Gli aveva svelato le trame di Morco per appropriarsi leredit di Erminia, con tutto il corollario di retroscena e ricatti.
Morco non era pi al Barisone, ma si teneva informato in particolare sulla famiglia Galluzzi. Avuto sentore che Cuneo non doveva essere estraneo allo stato interessante di Erminia, aveva cominciato a ricattarlo. Saputo dei viaggi col padre di lei in Svizzera, laveva costretto a rivelare la natura dei rapporti intrattenuti con alcune banche. Ci volle poco a scoprire che il commendator Galluzzi aveva conti cifrati che periodicamente andava a controllare. La perfida astuzia di Morco (ma a questo punto sarebbe meglio chiamarlo col suo vero nome) aveva in seguito concepito un piano diabolico: mettere le mani sul patrimonio, non appena gli anziani genitori di Erminia fossero morti. Per questo scopo aveva costretto Cuneo a rivelargli i numeri dei depositi svizzeri. Lavere in seguito sedotto una giovane fragile e sprovveduta come Minni  e su questo aspetto rimanevano ancora aperti alcuni interrogativi che facevano addirittura presumere complicit allinterno del Barisone  facilit la realizzazione dello scellerato progetto.
Il povero autista fu costretto ad aprire segretamente la cassaforte di casa Galluzzi, segnarsi i dati che riguardavano i conti e passarli al suo ricattatore.
Cuneo ebbe una crisi di coscienza nel vedere il modo cinico con cui i genitori di Erminia si disfarono della neonata. Spedita come un pacco postale, non si preoccuparono nemmeno di farle un corredino, intestarle una sia pur piccola dote. Men che meno la madre fu informata sulla destinazione della piccola. Del resto Erminia rimase sempre indifferente, come se la nascita non la riguardasse.
In seguito alle rivelazioni di Cuneo, Vitale si era fatto un quadro sufficientemente chiaro. La fuga damore fra Sbilligoi e la da poco orfana Erminia dur  come era prevedibile  lo spazio dun mattino. A Santo Domingo lo spregiudicato dongiovanni riesce, con laiuto di certe societ finanziarie, a impadronirsi definitivamente del patrimonio. Il vecchio Galluzzi si era illuso di vincolarlo a beneficio della figlia, attraverso un piano di versamenti che avrebbe consentito a Minni di avere una rendita sufficiente per gli anni che le rimanevano da vivere. In seguito, i beni residui dovevano andare al Barisone e ad altri istituti retti da religiosi. Sbilli aveva manovrato a suo vantaggio certe procure speciali, sottratto o distrutto documenti che limitavano la disponibilit del patrimonio. Dire che in tutto questo ci fossero determinate complicit era come scoprire lacqua calda.
La luna di miele  fittizia, dal momento che non ci fu matrimonio  dur poco. Sistemati i suoi loschi affari, Sbilligoi abbandona la donna al suo destino. Prima per fa in modo  bont sua  che la sventurata abbia una rendita e una casa in cui abitare. Su questultimo aspetto, Vitale contava di risentire lamministratore Perata; da lui voleva sapere chi aveva condotto le trattative per lacquisto del monolocale di Quinto, dal momento che ci non poteva certamente essere fatto da Erminia. Per il momento per era un dettaglio che si poteva accantonare.
Morco, o Sbilligoi, ritorna a Genova, forse precipitosamente. Non si pu nemmeno escludere che pure a Santo Domingo si sia fatto nemici pronti a fargliela pagare. Scarica Minni, le compra un alloggetto, mentre lui si prende una villa che vale miliardi, si d alla vita beata, frequenta belle donne e mantenute. Con una di queste, unavvenente ballerina di night-club, va a convivere nella sua bella casa di parco Revel.
Nel frattempo, Berto Cuneo non perde di vista la figlia. Quando Stefania dice di volere sposarsi, si muove per farle avere una parte almeno del patrimonio della madre. Prevede che ci possa avvenire soltanto tramite avvocati. Un giovane e intraprendente professionista si attiva immediatamente, provocando in tal modo allarme nellex repubblichino; costui viene infatti a sapere che qualcuno s messo a fare domande sul patrimonio dei Galluzzi. A quel punto affronta Erminia, vuole assolutamente sapere, crede che ci sia di mezzo lei. La donna  per alloscuro di tutto, continua a vivere nel suo mondo di eterna bambina, lontana dagli affanni quotidiani.
Vitale  convinto che lagitato incontro fra lei e il suo seduttore riguarda questioni di interesse. Ma c di pi; il maresciallo si fa lidea che la discussione sia poi proseguita a casa di Minni. Sbilli la minaccia e poi le mette le mani al collo, fino a strozzarla. Lei non oppone resistenza, rimane fino in fondo convinta che si tratti soltanto dun gioco amoroso, fino a quando non si affloscia come un palloncino bucato.
Sbilli se la d a gambe, sicuro che nessuno labbia visto entrare o uscire dal piccolo appartamento. Crede di averla fatta franca; non sa minimamente che un sottufficiale dei carabinieri in borghese casualmente passeggero su un autobus di linea lha visto parlare con la vittima. Lo stesso maresciallo col quale pochi giorni prima si era comportato in modo arrogante e offensivo.
Dopo il dettagliato racconto di Cuneo, Vitale aveva validi motivi per credere che lassassino di Erminia aveva agito allo stesso modo nei confronti di Stefania. Che Sbilligoi sapesse della Gentilotto e della sua famiglia adottiva era da ritenere del tutto plausibile. Per Vitale fu come due pi due uguale a quattro: immaginare che lui le telefona in ufficio, spacciandosi per un avvocato che vuole informare su una certa eredit al momento riservata, di cui non parlare assolutamente con nessuno. Chiede un incontro, possibilmente in momenti che consentono di parlare tranquilli. Pi che mai curiosa, Stefania gli d appuntamento nelle ore di chiusura dellufficio. Sbilligoi sospetta che la giovane sia al corrente di tutto, addirittura che sia in possesso di carte compromettenti. Chiss, forse certi documenti spariti dalla villa in seguito a unincursione ladresca non denunciata, ma di cui il sempre bene informato Geno era venuto a sapere dandone poi notizia al maresciallo.
Compromettenti documenti rubati e un avvocato che vuole sapere troppo: ce n abbastanza per farsi prendere dal panico. Sbilligoi vede in pericolo non soltanto il frutto delle sue malefatte, ma la sua stessa libert. Ha superato i settanta, teme di finire in galera, di dare addio alla sua bella dimora, alla donna che ama con senile sentimento. Il suo raptus omicida gli fa afferrare il primo oggetto a portata di mano, lo affonda con perizia di killer sulla tempia della povera Stefania. Fa in seguito sparire larma del delitto. Prima di andarsene si lava le mani, come fanno presumere le tracce di sangue rinvenute sul lavabo dellufficio. Anche in questo caso Sbilli  convinto di averla fatta franca.
C qualcuno per che gli sta alle calcagna, che non lo molla e anzi gli mette contro linvestigativo dei carabinieri. Anche in questo caso, si tratta di un sagace sottufficiale che ha assunto il ruolo di vendicatore; uno che potrebbe farsi i fatti suoi dal momento che a Genova si trova soltanto per frequentare un corso e che non ha nessuna autorit per svolgere indagini. Uno che oltre tutto s messo in testa di aiutare un superiore che si trova nellocchio del ciclone, travolto da due misteriosi delitti che destano allarme nella pubblica opinione e inquietudine nelle stesse alte sfere dellArma. Si  posto lobiettivo di dare la palla buona che consentir a Faravelli di andare idealmente a canestro e vincere la partita.
Il percorso accusatorio sostenuto da Vitale, spiegato al giovane collega che si trovava a tavola con lui, era lucido e credibile. Mancavano per le prove, i riscontri oggettivi senza i quali nessuna accusa pu reggere in giudizio. Nonostante tutto  se ne rendeva conto  Sbilli ancora non poteva essere definitivamente assicurato alla giustizia.
Piazza lo ascoltava senza interrompere o replicare. Pure lui rimaneva convinto che i fatti si erano svolti proprio come il collega pi anziano li aveva descritti. Si permise soltanto di fare una domanda:
E ora, che si fa?.
Bisogna tenere sotto tiro Sbilligoi, prenderlo in castagna. Presi come sono, dubito che i nostri di Genova sappiano come effettivamente sono andate le cose. Dovremmo essere noi a fare qualcosa. Te la senti? Ho in mente un piano che richiede il tuo aiuto di specialista....
Erano arrivati al gelato. Piazza alz lo sguardo, i suoi occhi assunsero unintensit inconsueta. Sebastiano prosegu:
Pure tu a sto punto sarai convinto che Sbilligoi si trova nelle condizioni disperate di tentare il tutto per tutto. Mettiti nei suoi panni: hai gi ucciso due testimoni scomodi: madre e figlia... A questo punto che faresti?.
Farei fuori pure il padre, lultimo che potrebbe accusarmi....
Quindi....
Piazza schiocc le dita.
Potresti procurarti unattrezzatura completa da campo, quelle modello sopravvivenza tanto per capirci....

13.

Lodore di mare si mischiava con i sentori di cucina che provenivano da ristoranti e finestre aperte. Davanti alla gelateria, Marisa guard con bramosia le vaschette colorate. Fu il marito che la tent:
Quali gusti preferisci?.
Una chiesa poco pi avanti aveva il portale aperto. Si sentiva cantare. I due entrarono. Le luci puntate verso lalto rischiaravano limmagine duna santa. Alle pareti erano appoggiati grandi crocifissi ornati con tremolanti foglioline metalliche. Nei pressi dellaltare, un coro di uomini e donne provava i pezzi del repertorio. A un segno del maestro, i cantori si interrompevano; riprendevano poi con note gravi e acute che echeggiavano sulla volta affrescata. Marisa e Sebastiano presero posto sui banchi e stettero ad ascoltare.
Vitale pensava al giovane Piazza che, in tenuta di sopravvivenza, stava in quegli stessi momenti sorvegliando la casa di Cuneo: a distanza, con il binocolo a infrarossi che gli consentiva di vedere anche al buio. Calogero si era subito offerto. Il suo era un compito non semplice: bloccare Sbilligoi, prima del suo prevedibile tentativo di sopprimere lex autista di casa Galluzzi. Che il tracotante padrone di villino Scogliera stesse meditando qualcosa del genere, Vitale e lo stesso Piazza ne erano pi che mai convinti.
Il maresciallo aveva deciso di agire da solo, utilizzando il prezioso aiuto del giovane collega, fidando sulle sue eccezionali capacit che gli venivano da particolari addestramenti ed esperienze di guerra. Era infatti in grado di appostarsi in luoghi impervi e aspettare il momento buono per intervenire. Mentre le note del coro riempivano ogni angolo della chiesa, Vitale immaginava la scena: Calogero, in tuta mimetica accanto alla piccola tenda da campo, insonne e attento a ogni rombo di motore che si avvicina. Erano rimasti intesi che al momento buono lo avrebbe chiamato al cellulare.
Vitale aveva persino messo sul chi va l don Campodonico, il parroco che si faceva in quattro fra le isolate comunit della Fontanabuona. Non erano state necessarie tante parole per convincerlo dei pericoli che correva il suo amico Berto, soprattutto dopo i due delitti. Lassassino poteva benissimo farsi vivo anche in quella lontana frazione.
Rientrato dopo il gelato e la piacevole parentesi canora, il maresciallo non riusciva a prendere sonno. Rimaneva inquieto, lo preoccupava lo scarso campo dazione del portatile in quella zona montana coperta di vegetazione; temeva che la telefonata di Calogero potesse giungere disturbata o addirittura non arrivare affatto. Trascorse la notte quasi insonne. Nei suoi dormiveglia matur la decisione di incontrare al pi presto il maggiore.
La notte trascorse senza che Piazza si facesse vivo.
Faravelli aveva aperto la portiera della macchina che lo attendeva in strada. Vitale gli corse incontro:
Signor maggiore, permette....
Salga, sono atteso in procura....
Vitale prese posto davanti, accanto allautista: per una forma di riguardo nei confronti del superiore. In seguito se ne pent, dopo essere stato ripetutamente costretto a contorcimenti di collo.
Che voleva dirmi?.
Se lei  daccordo, potremmo approfondire quella certa lettera anonima....
Quale. In questi ultimi tempi me ne sono arrivate molte, assieme a tantissime telefonate di gente che fa segnalazioni e d suggerimenti....
Faccia mente locale, se ne ricorder: quella che abbiamo interpretata come una richiesta di soccorso.
Faravelli aggrott la fronte, pass la mano sulle mostrine della sua divisa, come per togliere inesistenti tracce di polvere.
Ora ricordo... Dove vuole arrivare?.
Lauto di servizio aveva la sirena accesa e la luce blu lampeggiante. Ci nonostante, nel tratto di strada che portava al palazzo di giustizia serano dovuti fermare pi duna volta. Oltre tutto, allaltezza del ponte monumentale, sera formato un corteo di studenti con tanto di cartelli e chiss quali rivendicazioni. Vista la situazione, Faravelli disse:
Scendiamo, faremo prima a piedi.
Vitale faceva fatica a star dietro. In certi momenti dovette interrompere il passo e mettersi a trotterellare. Sotto i portici cera pi gente del solito. I due carabinieri fecero slalom fra la folla. Prima di salire la scalinata del palazzo di giustizia, Faravelli se ne usc:
Mi starebbe pure bene. Non sappiamo per chi ha scritto la lettera.
Una certa idea io ce lavrei, rispose Vitale.
Adesso sono atteso dal procuratore....
Potrebbe nel frattempo dare certe disposizioni?.
Stella Codogni, la convivente di Sbilligoi, varc il cancello di parco Revel a bordo del suo fuoristrada nero. Una pattuglia di carabinieri appostata allincrocio con SantIlario la ferm:
Patente e carta di circolazione, prego....
Cortese ma inflessibile, lappuntato disse:
Deve seguirci. Si tratta di semplici formalit.
Dopo neanche mezzora, era davanti alla scrivania di Faravelli; quando scorse Vitale, il suo volto fu percorso da un tic nervoso.
Cara signora, si ricorda di me? Ci siamo parlati poco tempo fa, al suo villino.
Stella cap che la sua inattesa presenza dai carabinieri non era certamente dovuta alla sola patente scaduta. Cominci Faravelli:
Dunque....
Il maggiore sembrava distratto, faceva finta di frugare nei cassetti, secondo una collaudata procedura messa in atto per innervosire.
Codogni. Vero?.
La donna cap a quel punto che le cose si mettevano male. Non diede tuttavia segni di inquietudine. Non era del resto la prima volta che si trovava a essere interrogata da qualcuno in divisa.
Ci potrebbe scrivere il suo nome e indirizzo?, prosegu lufficiale porgendo unagenda.
La donna replic:
Me lo dovevo aspettare....
A quel punto intervenne bruscamente Vitale:
Le porto i saluti del signor Amati, quello della profumeria.  uno che conosce, vero....
Stella si port una mano alla fronte, sospir e aggiunse con voce roca:
Che volete di preciso da me.
Prima di tutto una conferma:  stata lei a scrivere questa lettera?.
Faravelli sventol il foglio. Dopo aver dato uno sguardo di sfuggita, la donna non rispose.
Vitale incalz: Ci mettiamo poco a....
Vabbe, lho scritta io. E allora?.
Faravelli non credette alla propria fortuna. Fug del tutto le perplessit suscitate dalla richiesta avanzata da Vitale di fermare con una scusa lignara automobilista.
Fuori dellufficio si era intanto vista una giovane col taccuino in mano che si aggirava nei corridoi, sicuramente una giornalista fra i tanti che in quei giorni facevano la posta. Il maggiore and alla porta, guard per sincerarsi da una parte e dallaltra. Dopo di che riprese con le domande.
Dove eravamo rimasti? Ah s: signora Codogni, mi vuole spiegare perch si sente in pericolo? Chi e che cosa la stanno minacciando?.
Stella non ebbe unimmediata risposta, ma soltanto perch non sapeva dove cominciare.
Prima ancora che lei cominci a parlare, dobbiamo informarla che questo non  un interrogatorio formale. Gli esiti potrebbero per concludersi anche con incriminazioni: per complicit, o peggio, omicidio volontario. Ragion per cui, se crede, pu chiamare seduta stante un suo avvocato di fiducia.
Faravelli aveva voluto dare un tocco di drammaticit, far giungere un chiaro segnale che non era pi tempo di reticenze e infingimenti. Nello stesso momento, a Vitale venne in mente chi era la giovane che si aggirava nei corridoi. Un volto noto: Demetria Ruvo, conduttrice di Telelanterna, la televisione locale che guardava durante la cena. Aveva cominciato Marisa, poi pure lui sera abituato. Gli interessavano le notizie locali e quella giovane carina e dallaria sveglia aveva modi garbati per porgerle. A una certa ora, Marisa diceva: Sentiamo che dice Demetria.
In un suo servizio televisivo, era stato colpito da un accenno che faceva intendere che fra i delitti di Rapallo e Quinto vi potesse essere un legame. Sebastiano rimase curioso di sapere se quella era solamente illazione di cronista a corto di notizie oppure una dritta giunta da qualche bene informato.
Rivolgendosi a Stella, Vitale la butt gi pesante:
Da quando s accorta di convivere con un assassino....
Faravelli fece un salto sulla sedia e guard severamente il maresciallo. Questi non si preoccup e prosegu:
Ci sono gi stati due omicidi. Vuole mica che se ne aggiunga un altro per colpa sua?.
Uscendo dallufficio, lo sguardo di Vitale si scontr con quello della giornalista. Demetria era rimasta incuriosita da quel tale che sembrava in confidenza col maggiore, che ora se ne andava assieme a una donna che dava tutta limpressione dessere stata appena interrogata. Il maresciallo le rivolse un sorriso. Vista dal vero, sembrava ancora pi attraente di come appariva sul video: particolare questo che avrebbe sicuramente riferito a Marisa. In quel momento gli venne spontaneo di dire:
Mia moglie  una sua ammiratrice....
Con prontezza, laltra rilanci immediatamente:
Per me sar un piacere conoscerla. Posso intanto sapere chi  lei....
Vitale fece spallucce e allarg le braccia. Se un usc con un enigmatico:
Abbia fede....
Prima di congedarsi da Faravelli, il maresciallo gli aveva detto:
Mi sono preso la libert di inviare Piazza per una certa missione. Le riferir, ora lei  molto occupato....
Stellina Codogni sera infine decisa a vuotare il sacco. Non fu nemmeno necessario insistere pi di tanto. Ammise di aver scritto la lettera anonima. Alla domanda del perch, si affrett a rispondere:
Ho paura, sto vivendo nel terrore....
La Codogni si era stabilita nella villa di Sbilligoi da un decennio. Aveva quarantacinque anni, ben portati. Lo aveva conosciuto quando era un modesto dipendente dellistituto Barisone, ai tempi in cui faceva il cascamorto con le ballerine dei locali notturni. Originaria della provincia di Milano, Stella aveva vissuto in Piemonte e Liguria, per poi approdare a Genova dove era riuscita ad avere contratti in un night club. Fu l che conobbe Sbilligoi, alias Morco; sul momento non gli diede corda avendolo subito catalogato come squattrinato dongiovanni, per giunta stizzoso e antipatico. Dopo anni lui si rif vivo, le propone di andare a stare nella sua bella villa di Bogliasco, riverita e servita come una signora di rango.
Allinizio Stella fu tentata pi che altro per curiosit. Ancora non si fidava del tutto di quelluomo dal passato poco chiaro, che aveva fatto in breve tempo un sacco di soldi e non si sapeva come. Aveva un carattere indisponente. Ci metteva poco ad alzare la voce col personale di servizio e chiunque si fosse messo contro di lui.
Con lei come si comporta?, le fu domandato.
Temo sempre che in uno dei suoi scatti dira mi possa uccidere....
Intervenne Faravelli:
Ora dovrebbe fare uno sforzo di memoria e dirci che cosa il suo uomo ha fatto nella giornata del cinque giugno scorso. Ci pensi bene,  molto importante....
Stella cap dove lufficiale voleva andare a parare.
 uscito di casa che saranno state le dieci, dicendo di non aspettarlo per il pranzo. Ha detto di avere appuntamento con un avvocato.
Ha specificato chi e dove? Ha forse detto di andare a Rapallo....
No. Mi dice sempre poco di quel che fa....
Continui.
 rientrato verso le tre di pomeriggio.
Ha notato in lui qualcosa di insolito. Era tranquillo o agitato....
Un particolare mi ha colpita e al tempo stesso spaventata: aveva la tasca destra della giacca macchiata. Secondo lui era sugo di pastasciutta, cadutogli sul vestito al ristorante. Io che un po me ne intendo  ho fatto per un certo periodo linfermiera in ospedale  so ancora distinguere il sangue rappreso dal condimento....
Sentendo quelle parole, Vitale ebbe uno scatto, si mise a passeggiare nervosamente per la stanza. A un certo punto si ferm alle spalle della donna. Da l rivolse alcuni gesti al maggiore. A essere precisi alz la mano destra, se la diede sulla tempia e poi la mise in tasca. Faravelli annu, colse una ricostruzione quanto mai concisa del delitto di Rapallo. Loggetto insanguinato aveva macchiato il vestito: s, era unipotesi che poteva pure reggere, anche se poco risolutiva.
Nei giorni successivi ha notato particolari anomalie nei suoi comportamenti?.
Dico subito che in quel periodo sono andata a trovare mia madre.
E prima?, si intromise Vitale.
Non saprei dire....
Che lei sappia, il suo uomo conosceva il ragionier Notto?.
Il nome non mi  nuovo. Lho sicuramente sentito o letto da qualche parte.
Non vorrei che lei si facesse suggestionare dai giornali. Quel nome  stato scritto e detto un sacco di volte in questi ultimi giorni.  il datore di lavoro della giovane assassinata di Rapallo....
Non leggo i giornali. Forse lho visto scritto nelle carte di Alceste... Ora mi viene in mente! Sul sedile posteriore della macchina cera un contenitore di pratiche con unetichetta....
E che cera dentro?.
Niente, lho trovato vuoto.
I due carabinieri si guardarono senza commentare. Riprese il maggiore:
Scusi se siamo insistenti. Ci pu descrivere come si comporta in questi giorni. C qualcosa che fa di diverso dal solito?.
 nervoso. Al punto....
Ce lo ha gi detto: al punto che lei ha paura che in uno scatto dira....
Appunto. Mi aspetto di fare una brutta fine....
Per il momento faccia finta di niente.
Le parole del maggiore furono interrotte dal trillo di un telefono portatile. Vitale tolse di tasca lapparecchio:
Sei tu Calogero. Dimmi. Come? Ti sento poco, la voce va e viene. Lhai catturato! Era armato... Chi, il parroco... S, ho capito. Pronto, pronto... Mannaggia  caduta la linea.
Faravelli rimase senza parole.
Signor maggiore, posso permettermi di consigliarle... Insomma pu mettere in allarme i carabinieri della Fontanabuona? Dovrebbero accorrere per dare manforte al maresciallo Piazza; ha appena fermato Sbilligoi, prima che commettesse un altro omicidio.
Dopo un appostamento durato anche oltre la notte, Piazza era riuscito a intercettare Sbilligoi, poco prima che questi entrasse armato nella casa di Cuneo.
Mentre in autostrada lautomobile correva a tutta velocit, Vitale provava a immaginarsi la scena: Calogero conciato come un diavolaccio di Rambo che si butta su Sbilligoi, lo atterra e limmobilizza con una mossa di karate. Si godeva la verosimile scena come al cinema, facendo naturalmente il tifo per leroe di turno.
Nel frattempo tutte le stazioni in zona dellArma furono messe in allarme. Erano stati ordinati posti di blocco e sorveglianze speciali al fine di catturare eventuali complici anche se, in base alle prime segnalazioni, Sbilligoi sembrava aver agito da solo. Quando giunsero sul posto lo videro ammanettato, con le braccia che cingevano il fusto di un albero: un originale abbraccio che non consentiva fughe o reazioni di sorta. Quando vide Vitale per poco non gli venne un colpo; cap subito che per lui le cose si mettevano male. Tent comunque il tutto per tutto. Con gran faccia tosta se ne usc:
Protesto. Non potete arrestare un libero cittadino senza regolare mandato!.
Si qualifichi, gli disse Faravelli.
Sono il geometra Alceste Morco, residente....
Vitale non lo fece nemmeno finire:
Le porto i saluti del suo vecchio camerata, il sottotenente Mattioli....
A quel punto Sbilligoi sbianc in volto. Oltre a Piazza, cera don Campodonico, il prete che aveva voluto restare vicino al suo parrocchiano, pi che mai inquieto dopo che Vitale gli aveva detto di temere per la vita di Cuneo.
Quando Sebastiano volse lo sguardo verso il collega, questi gli fece locchiolino. Calogero aveva la faccia imbrattata di fango. Vestiva la mimetica e il berretto di incursore.
Calo, ci so stati brobblemi?.
Regolare, come vedete pure voi, rispose con calma olimpica il giovane maresciallo.

14.

Il vertice del nucleo operativo si era riunito durgenza. Per la prima volta Vitale vedeva di persona il comandante delloperativo colonnello Demattei: un uomo calvo, di media statura. Per come parlava e si esprimeva, pi che carabiniere sembrava un notaio. Vitale ne aveva addirittura conosciuto uno che poteva essergli fratello. Per sviare lattenzione dei giornalisti sempre in agguato, si erano riuniti in un locale della prefettura. Sbilligoi era stato tradotto in caserma, lontano da sguardi indiscreti.
Prese per primo la parola Demattei:
Signori, vi invito a essere sintetici al massimo. Fra mezzora ho appuntamento col prefetto. Maggiore, vuole cominciare lei....
Faravelli era come gli altri attorno a un grande tavolo di forma ovale. Vitale sedeva dietro; aveva avuto la delicatezza di non mettersi allo stesso livello degli ufficiali. Inoltre, era lunico che non indossava la divisa, particolare che fu subito notato, al punto che lo stesso colonnello aveva chiesto spiegazioni sulla presenza dello sconosciuto. Con poche parole bisbigliate allorecchio dellalto ufficiale, Faravelli chiar tutto.
Allo stato, la situazione  siffatta....
Sebastiano si sentiva emozionato come a una partita di finale. Immaginava il maggiore in tenuta sportiva, mentre si muoveva con la palla in mano nella met campo avversaria, pronto a far breccia nella difesa...
Abbiamo la quasi certezza daver messo le mani sullautore dei due omicidi. Detta consapevolezza deriva da incontrovertibili dati di fatto. Steno Sbilligoi, alias Morco Alceste, aveva fondati motivi duccidere le due donne e, in ultimo, di eliminare Berto Cuneo. Temeva di essere smascherato per le trame da lui messe in atto per mettere le mani sullingente patrimonio della famiglia Galluzzi. Profittando della labilit mentale della legittima erede, Sbilligoi ha posto in atto un piano per impossessarsene con la frode e il ricatto. Quando ha avuto paura, pur dopo diversi anni, di essere scoperto ha realizzato i suoi propositi omicidi. Le relazioni esistenti fra i citati soggetti si possono cos riassumere: Erminia Galluzzi  la madre di Stefania Gentilotto; Berto Cuneo ne  il padre....
Nella sala ci fu brusio, lo stesso colonnello perse per un attimo la sua impassibilit. Vitale aveva stampata unespressione sorniona sul volto.
Faravelli riprese:
La Galluzzi  deceduta per strangolamento; la di lei figlia ha perso la vita in seguito a sfondamento del cranio dovuto allazione di corpo contundente: con ogni probabilit un pesante portacenere in dotazione nellufficio. Lo stesso titolare ne ha confermato sia lesistenza sia la scomparsa. Lomicidio di Rapallo, il primo della serie,  avvenuto fra le tredici e quattordici, in orario di chiusura pomeridiana. Si pu supporre che lassassino abbia telefonato per combinare un appuntamento e che la vittima gli abbia volontariamente aperto senza nulla temere. Lipotesi pi attendibile  che lomicida fosse alla ricerca di documenti per lui compromettenti che credeva in possesso della giovane. Si ritiene che detti documenti siano stati trafugati da ignoti nella residenza dello stesso Sbilligoi. Dellimpresa ladresca non risulta denuncia agli atti, ma esistono in compenso testimonianze confermative da parte sia dellanziano custode del complesso residenziale sia della convivente del sospettato. Apro una parentesi per dire che Sbilligoi Steno ha assunto illegalmente il nome di Morco Alceste, un combattente della repubblica di Sal deceduto in battaglia.
Come detto, Berto Cuneo  padre naturale della vittima di Rapallo. Quando questi viene a sapere che la giovane intende sposarsi rompe gli indugi, rivela segreti che si porta dentro da pi di ventanni. Si reca da un avvocato per fare in modo che una parte almeno del patrimonio sottratto da Sbilligoi a Erminia Galluzzi vada alla figlia. Sbilligoi viene a conoscere le azioni legali intentate contro di lui. Il presunto duplice omicida collega il furto da lui subito con un piano preordinato contro la sua persona. Affronta allora Erminia Galluzzi per chiedere spiegazioni. Di detto colloquio abbiamo testimonianza si pu dire diretta. Il qui presente maresciallo Vitale ha visto i due mentre discutevano animatamente, poco prima dellora presumibile in cui  avvenuto il delitto....
I presenti puntarono gli sguardi su Vitale che si sent avvampare per lemozione.
In precedenza, Sbilligoi vuole riprendersi i documenti ai quali tiene molto e che crede in possesso della Gentilotto, la giovane di cui abbiamo motivo di credere che la stessa madre nulla sapesse della sua adozione. Dellesistenza e della collocazione familiare erano viceversa a conoscenza sia il padre Cuneo, sia Sbilligoi, oltre  riteniamo  alcuni personaggi del mondo ecclesiastico. Possiamo immaginare che il presunto omicida abbia telefonato alla Gentilotto facendole intendere dessere in possesso di importanti notizie riguardanti i veri genitori di lei, forse di uneredit. Quando si trova a tu per tu, si sente dire che di certi documenti la ragazza non sa assolutamente nulla. Scatta allora il raptus omicida, colpisce alla tempia la giovane con un oggetto a portata di mano. Dopo di che intasca il medesimo oggetto con il proposito di farlo scomparire, non prima di averlo lavato nel bagno dellufficio. A questo riguardo abbiamo testimonianza della convivente Codogni, la quale afferma di avere scorto tracce di sangue raffermo sulla giacca.
Al momento, larma del delitto  introvabile; lassassino deve essersene disfatto, noi non sappiamo dire come. Non contento dei suoi crimini, il presunto omicida rivolge la sua attenzione verso Berto Cuneo, che sospetta al centro della trama ordita contro di lui. Alcuni nostri elementi dei reparti speciali lo tengono sotto sorveglianza e, al momento buono, lo immobilizzano nei pressi della casa del medesimo Cuneo.
Nei presenti ci furono sguardi muti che si incrociavano. Laccenno ai reparti speciali era qualcosa che non si spiegava, di cui non si sapeva. Faravelli colse le perplessit e si affrett a precisare:
Trattasi di sottufficiali che frequentano attualmente il nostro corso di aiutante....
Il colonnello fece alcuni movimenti del corpo sulla sedia; ma nemmeno allora pose domande.
Possiamo aggiungere che la Codogni ci ha fornito importanti elementi che confermano le accuse, come il ritrovamento sullauto di Sbilligoi dun raccoglitore di pratiche presumibilmente sottratto nellufficio di Rapallo....
A quel punto intervenne Demattei:
Un rapporto dettagliato il suo, maggiore. Rimangono per alcuni punti da chiarire che riassumo per sommi capi. Larma del delitto non si trova e nemmeno, per quanto si sa, lindumento sporco di sangue indossato dal presunto assassino al momento del delitto. Inoltre, del raccoglitore visto sullauto che si sa? Per quanto riguarda laltrettanto presunto tentato omicidio nei confronti di Cuneo, abbiamo solamente la presenza di Sbilligoi nei pressi dellabitazione. Con quale motivazione  stato attuato il fermo?.
Possesso di arma non denunciata e resistenza a pubblico ufficiale..., rispose Faravelli con un certo imbarazzo.
Il colonnello storse il naso e aggiunse:
Un po poco. Il fermato potrebbe perfino dire che si trovava da quelle parti in cerca di funghi....
A quel punto Vitale non resse:
Per accoppare qualcuno, non ci si porta dietro unarma regolarmente denunciata.
Tutti guardarono verso di lui. Il maresciallo si pent immediatamente dessere stato impulsivo.
Demattei riprese:
Posso concordare che i fatti si siano svolti nel modo riferito dal maggiore Faravelli. Occorrono tuttavia pi consistenti prove dappoggio. Il passato di Morco, o Sbilligoi che dir si voglia, ha al momento poca o nulla importanza. C qualcuno che lha visto entrare o uscire dallappartamento della Galluzzi?  stato notato a Rapallo nelle ore in cui  avvenuto lomicidio? Pu il Cuneo sostenere dessere stato concretamente aggredito?.
Negli ufficiali in sala ci furono segni di disagio. Qualcuno picchettava sul tavolo, altri si accarezzavano il mento. Il maggiore era rimasto in piedi, senza parole, con il vago presagio dun duplice assassino rimesso presto in libert, magari con tante scuse.
Se non c altro..., concluse Demattei alzandosi dalla sedia.
Al tavolo rimasero Faravelli e Vitale.
Non diamoci per vinti. Dobbiamo trovare la maniera di incastrare quel farabutto, disse il maresciallo.
Ne stia pur certo, in un modo o nellaltro la troveremo....

15.

Sul treno locale in partenza da Brignole e diretto a Bogliasco cera animazione di giovani; sembravano scolari in gita, facevano un gran baccano. I viaggiatori dovevano stare attenti a non prendersi in faccia i loro zainetti. Al finestrino, Vitale guardava il mare e i lidi a quellora affollati. Rivedeva la delusione sul volto del maggiore. Quel colonnello che sembrava un notaio aveva demolito con poche parole tutto limpianto accusatorio, con argomentazioni per giunta tuttaltro che sballate. Se non uscivano altre prove, un mascalzone come Sbilligoi poteva pure essere rilasciato. Per il maresciallo sarebbe stato il colmo, una cosa da non credere...
Il ricordo di Faravelli svan dopo le prime gallerie. Il maresciallo fece mente locale a Demetria Ruvo. Sera fissato che la giovane telecronista fosse in qualche modo a conoscenza di particolari che dovevano essere ai pi sconosciuti. Diversamente, non si spiegavano i suoi accenni su possibili collegamenti fra i due delitti.
Il treno rimase fermo alla stazione di Nervi una decina di minuti, per dare la precedenza. Dalle porte aperte proveniva aria fresca che mitigava un soffocante calore. Il sole picchiava e i ragazzi erano diventati ancora pi irrequieti. Molti di loro si erano intanto messi a sgranocchiare e bere dalle lattine.
Dopo fatiche e appostamenti nei boschi, Calogero sera preso il suo meritato riposo. Aveva scorto Sbilligoi in lontananza, poi lo aveva seguito man mano che si avvicinava alla casa di Cuneo. Dopo averlo visto scavalcare la recinzione, prima che fosse troppo tardi, gli intim lalt. Vistosi scoperto, dopo avere tentato la fuga, Sbilligoi viene preso e immobilizzato. Sentito il trambusto, don Campodonico esce dalla casa; intuito il pericolo, si mette a gridare:
 qua! Stai dentro, non ti muovere....
Quando Cuneo finalmente si affaccia, nellindicargli luomo ammanettato Piazza gli domanda:
Lo conosce?.
S,  Morco.
Vitale ripens ai trascorsi di Sbilligoi, alla sua diserzione prima della battaglia decisiva che avrebbe visto cadere molti suoi compagni darme. Salv la pelle, riusc a raggiungere le linee alleate e darsi prigioniero. Prese il nome di un soldato caduto e cambi la propria identit. Trasferitosi a Genova, riusc ad avere  grazie allamicizia con lex cappellano della sua brigata  un impiego presso un istituto di religiosi. Non era tuttavia il tipo da tenersi un lavoro regolare, oltre tutto dai preti. Fidando della protezione dellallora direttore del Barisone, comincia a comportarsi in modo eccessivamente disinvolto, a fare la cresta su spese e appalti, nellattesa della grande occasione. Questa si present con la venuta in istituto di Erminia Galluzzi: una ragazza ricca, il cui padre aveva fatto fortuna in modi non esemplari, come del resto si sapeva in alcuni ambienti. Lallora economo distituto comincia a tenerla docchio, a farsi idee precise. Sa che  figlia unica di genitori anziani. Sin da allora cova il proposito, al momento buono, di circuirla e intascare il suo patrimonio.
Nel frattempo giunge inattesa la gravidanza di Erminia, di cui Sbilligoi sembra peraltro estraneo. Un brutto colpo al prestigio dellistituto, ma anche per Sbilli che vede a quel punto compromessi i suoi piani. Si sente preso in contropiede; qualcuno pi lesto di lui lo ha forse anticipato. Prontezza e astuzia gli vengono tuttavia in soccorso; riesce a trasformare un qualcosa che poteva troncare le sue mire in preziosa opportunit che gli facilita addirittura la strada. I preti del Barisone si sentono responsabili morali dello scandalo. Da parte sua, la giovane non rivela alcun nome; nella sua ingenuit, non si rende nemmeno conto di quanto le sta accadendo, non capisce perch le vengano insistentemente rivolte tante domande. D alla luce una bimba, come un gatta fa coi suoi piccoli. Al momento del parto, chi le  vicina riferisce di non avere sentito grida o lamenti. Assecondati dagli stessi preti, i genitori sono dellidea di mettere tutto a tacere. La bambina viene immediatamente data in adozione a gente con tutti i crismi del buon cristiano.
Dal momento che Erminia non rivela chi ha abusato di lei, Cuneo non  sospettato. Sbilligoi non perde tuttavia il suo spregiudicato istinto a cui aveva fatto ricorso tante volte in battaglia. Intuisce le responsabilit dellautista, lo affronta, gli fa capire che  pronto a rivelare tutto, a chiedere la prova del sangue e fare scoppiare uno scandalo. A meno che...
Da quel momento, Cuneo diventa suo docile strumento; rivela segreti e altarini della famiglia Galluzzi, soprattutto dei suoi viaggi in Svizzera col commendatore, dove si reca presso banche e finanziarie. In cambio, lautista pretende almeno di conoscere lidentit dei genitori adottivi: brava gente della Fontanabuona la stessa zona dove, dopo il pensionamento, lex autista acquista una casetta con il proposito di rimanere vicino alla figlia  battezzata il giorno successivo a Natale con il nome di Stefania  e non perderla di vista.
Cuneo si presta al gioco sporco di Sbilligoi, gli rivela i numeri dei conti che  riuscito a scoprire frugando nelle carte del commendatore. Con opportunismo fulmineo, lex brigatista nero si reca in Svizzera subito dopo la morte dei Galluzzi; esibisce una procura fasulla ma ineccepibile, con tanto di numeri e riferimenti che soltanto gli intestatari dei conti possono conoscere. Loperazione gli riesce a met, nel senso che Sbilligoi  riconosciuto come legittimo procuratore, ma senza facolt di riscuotere. Soltanto il consenso dei legittimi eredi pu movimentare i capitali in deposito.
A quel punto Erminia diventa oggetto di sfrenato desiderio. Morco riesce a circuirla, a convincerla a fuggire con lui. Prima di stabilirsi a Santo Domingo  il racconto di don Mele a Piazza fu preciso  fanno tappa in Svizzera; qui il modesto impiegato diventa cointestatario e miliardario nello stesso momento, dopo avere approfittato della labile personalit di Erminia e del fatto che in Svizzera non valgono le disposizioni limitative volute dai genitori per impedire colpi di testa da parte della figlia.
Di quanto accaduto in seguito fino al loro ritorno in Italia, Vitale poteva solamente farsene unidea. Lavvenente Stella poteva essere uno dei motivi dellimprevisto ritorno.
Con tutta una serie di raggiri e compiacenti quanto discutibili decisioni legali, a Santo Domingo Sbilligoi si impadronisce in pratica di tutta la ricchezza di Erminia. Le lascia un vitalizio, un tanto che le consente di vivere senza dover lavorare e un monolocale a Genova in cui abitare e stipare il ricco guardaroba di vestiti da lui acquistati per dimostrarle le sue attenzioni. Ci poteva spiegare il fatto che Erminia, ogni volta che usciva di casa, era sempre ben vestita, perfino elegante. Nel frattempo, le sue condizioni peggiorano. A chi lincontra per strada, Erminia d sempre pi limpressione dessere una mezza matta, una povera donna fuori di testa.
Intascato il malloppo, Sbilligoi si d alla bella vita, acquista una villa in una localit esclusiva della Riviera. Fa venire da lui una sua vecchia fiamma, conosciuta nei locali notturni di Genova. Ha ormai settantacinque anni, lei una trentina di meno. Linvidiabile posizione dellex economo del Barisone sarebbe durata chiss per quanto tempo, se il suo disprezzo verso la gente non lavesse spinto a scontrarsi con Vitale, oltre tutto per una meschina questione di parcheggio fatta passare, nientemeno, come una questione di principio. Aveva voluto umiliare, dimostrare dessere un inflessibile padrone privo di umanit.
La rivincita del maresciallo inizia una certa mattina, quando lo vede discutere con una signora stramba, nei pressi di una fermata dautobus. Da quel momento inizia per Sbilligoi la resa dei conti, lenta ma inesorabile, come capita talvolta prima che la giustizia prevalga.
Il treno ferm alla stazione di Pontetto e il maresciallo ne discese.
La sede di Telelanterna, non aveva nulla di diverso, almeno a prima vista, da un qualsiasi altro ufficio. Al terzo piano di un palazzo semi periferico, si riconosceva dalla targa posta allingresso. Vitale suon il campanello; sentito uno scatto alla porta, entr. Appena dentro, rimase sorpreso nel non vedere nessuno. Rimase ad aspettare che qualcuno si facesse vivo. Una ragazza sbucata con un fascio di fogli in mano neppure lo not. Il maresciallo le si rivolse:
Posso parlare a Demetria Ruvo?.
Adesso no, sta andando in onda il telegiornale....
Allora aspetto.
Prese posto su una sedia e in quegli stessi momenti riconobbe la sigla del notiziario. Sent anche linconfondibile voce della presentatrice, le sue parole desordio:
Le indagini sugli omicidi di Rapallo e Genova segnano il passo. Inquirenti e forze dellordine sembrano incapaci....
Il maresciallo rimase pazientemente a sentire: fino alle battute finali, alle previsioni del tempo. Una porta si apr improvvisamente. Demetria si affacci con il volto appena incipriato, confermando limpressione acqua e sapone da lei data sul teleschermo. Era alta di statura. Unaltra ottima giocatrice di pallacanestro, pens subito Vitale.
Noi ci siamo gi visti, mi pare....
A lei non la si fa..., rispose il maresciallo, in vena di complimenti.
Ci possiamo sedere. Prima di tutto, posso sapere....
Vitale fece una faccia da pesce lesso, cap che con una ragazza sveglia come quella cera poco da fare i furbi.
Diciamo che io sono uno che si interessa, anche se non ufficialmente, ai delitti di cui lei ha parlato in televisione poco fa.
Questo lo avevo gi in qualche modo capito. Lei per non mi pare uno che negli uffici dei carabinieri ci passa per caso....
Se sono qui  perch mi ha colpito una sua allusione fatta in un telegiornale di qualche giorno fa. Lei ha accennato a possibili relazioni fra i due omicidi. Posso domandarle in base a quali elementi ha fatto simili accostamenti?.
Nella stanza accanto, una telecamera si muoveva su una struttura metallica. Le musiche erano quelle scoppiettanti della pubblicit. Vitale allung il collo.
 curioso di vedere come  fatto uno studio televisivo?.
Mi piacerebbe....
Venga che le mostro....
Preceduto dalla giovane, il maresciallo entr in uno stanzone quasi vuoto che odorava di muffa. Un faro illuminava una scrivania posta in un angolo. Rimase deluso. Si aspettava di vedere altro.
Questa  soltanto la sala di ripresa, precis Demetria, La regia  di l, con i nostri tecnici alla consolle... Ma credo che lei non sia venuto soltanto per vedere i nostri studi.
Ha ragione....
Passando davanti a una telecamera, Vitale si accorse che la propria immagine appariva sul monitor. Si vide scialbo e ingrigito.
Siamo mica in onda?, domand con una punta di emozione.
Le piacerebbe farsi vedere da sua moglie? Non voleva forse presentarmela....
A quel punto si sent incoraggiato:
Se non ha altri impegni, possiamo invitarla a cena. Ne saremmo onorati.
Demetria lo guard negli occhi e cap che quello non era un invito come i tanti che riceveva abitualmente.
Mi dia dieci minuti... Se telefona, dica che non si disturbi a preparare. Sono a dieta.
Su un corso Europa insolitamente deserto, il maresciallo sedeva sulla piccola automobile di Demetria. Era unautovettura di quelle che piacciono ai giovani, con linsegna pubblicitaria di Telelanterna. Sui sedili posteriori cera il massimo disordine: libri, videocassette, giornali accatastati e sparsi. Allannuncio che ci sarebbero stati ospiti a cena, Marisa fu presa dalla frenesia della donna di casa, la medesima che teme di fare brutta figura di fronte agli invitati. Si mise a riordinare; frug nei cassetti alla ricerca di una tovaglia nuova, ricordando le indicazioni della signora Davico. Fosse stata a casa sua, poteva essere pi disinvolta, temere di meno le eventuali critiche, soprattutto se provenienti da una donna. Per giunta era attesa, niente meno, una giornalista. La notizia che Demetria era a regime alimentare non bastava a tranquillizzarla.
Mentre passavano nei pressi della fermata dove Erminia Galluzzi aveva labitudine di passeggiare, fu attento alle eventuali reazioni. La giovane al volante rimase per impassibile. Seduto accanto a una bella ragazza sicura di s che per et poteva quasi essergli figlia, Vitale si sentiva vagamente intimidito.
Bogliasco  un bel posto. Da quanto ci abita?.
Pi o meno da un mese e mezzo. Non  nemmeno casa mia; ci sto grazie alla cortesia di certi conoscenti.
Ha conosciuto il sindaco? I suoi gelati sono la fine del mondo.
Veramente no....
Neanche il parroco? Un prete eccezionale....
Ho avuto occasione di fare ben poche conoscenze. Ma quelle che ho fatte....
Vitale butt una delle sue frasi a effetto, prontamente colta.
Mi parler di questi conoscenti?.
Ho intenzione di farlo.
A quel punto Demetria rallent:
Meglio andare piano. Ci sono spesso i vigili che controllano la velocit.
Quando Marisa apr, il marito not che sul suo volto cerano segni di belletto. Al momento delle presentazioni e anche dopo, Sebastiano colse atteggiamenti strani. Marisa non era lei, sembrava impacciata. Demetria aveva portato con s una ventata di giovanile freschezza. Si sentiva un invitante odore di cucina e sulla tavola apparecchiata in terrazza cerano le candele accese. In cielo erano apparse le prime stelle.
Dopo cena stettero fuori. La giornalista accese una sigaretta; il fumo trasportato dalla brezza prese la direzione del mare. Nel momento in cui Vitale cerc di parlare, la sua voce fu sovrastata dallarrivo di un treno: un merci che non finiva mai, sicuramente fra i peggiori per frastuono e disagio.
Sebastiano si sent imbarazzato, quasi colpevole di quella molestia. Quando Marisa and in cucina a rigovernare, Demetria entr nel discorso:
Me nha dato spunto un mio vecchio insegnante di latino e greco, prete dellistituto Geminiani.
Vitale non aspettava altro:
 uno che conosceva Erminia Galluzzi?.
Direttamente no. Per sapeva chi era. Aveva fatto le scuole elementari da loro....
Ancora non mi ha detto perch nel suo servizio televisivo ha fatto certe allusioni.
Le dico la verit: speravo che qualcuno, come lei, lo notasse....
Il maresciallo rimase silenzioso, col timore di fare la figura del pesce caduto nella rete.
Don Rossino non lo ammette, ma sul conto dei Galluzzi deve sapere pi di quanto dice....
Lei pensa che, opportunamente sollecitato, il suo ex professore possa dire di pi?.
Io ci ho provato, ottenendo per soltanto vaghi accenni, smorfie sul volto che volevano significare: Non mi far dire....
Vitale infine si decise:
Una giornalista in gamba come lei, per quanto tempo pu tenere un segreto?.
Dipende dal segreto....
Le andrebbe di farmi conoscere questo don... Come ha detto che si chiama?.
Il palazzo in riva al mare sede dellistituto scolastico Geminiani ricordava unantica fortezza: alto, squadrato, con unimponente torre campanaria. Allinterno cera un porticato.
Don Rossino, per favore....
Primo piano a destra....
Vitale indic lo scalone a Marisa; i due salirono. Sopra le arcate cerano aule e locali. Il maresciallo spinse un uscio di legno massiccio.
 permesso! Don Rossino?.
Avanti....
In maniche di camicia, il prete stava spostando libri da un ripiano allaltro di una scansia. Basso di statura, nonostante let avanzata aveva capelli ancora neri e folti.
Piacere. Sono il tale di cui le ha parlato la sua ex allieva. Ricorda....
Il religioso sul momento non rispose; indoss la giacca che si trovava su una sedia vicina. Con la croce sullasola, ora sembrava decisamente un prete.
Mi trova per caso....
Non le porter via troppo tempo. Permette? Mia moglie....
Se volete accomodarvi.
Andarono in unaltra stanza con ampie finestre. Si sentivano le onde del mare; il monotono sciabordio era di tanto in tanto interrotto da voci giovanili e motori di imbarcazioni. Il maresciallo si affacci e vide un porticciolo stipato allinverosimile di barche e motoscafi.
Marisa, vieni a vedere....
La donna si mosse di malavoglia, le sembr quasi di essere importuna.
Brava Demetria, la sua allieva....
 sempre stata una prima della classe. Ci aspettavamo che poi primeggiasse in qualche professione....
Ma non  su di lei che vorrei soffermarmi.
Lo so, a lei interessa parlare del commendator Gibi Galluzzi....
Doveva conoscerlo bene, se ancora lo ricorda col suo nomignolo....
Si vede che lei non  genovese! Nessun soprannome: Gibi significa Giovanni Battista.
Volevo ben dire....
La scrivania era in perfetto ordine: non un foglio fuori posto, penne e matite rigorosamente nel contenitore cilindrico. Il telefono era di vecchio modello, nero e pesante. Il maresciallo fu bene impressionato, si sent incoraggiato.
I Galluzzi devono essere morti da un pezzo.
Un bel po danni....
Oltre la figlia, non avevano altri parenti?.
No, che io sappia.
Gibi era un tipo dinamico, uno che si dava da fare....
Lo sapevano in molti che si era arricchito in modi non del tutto chiari.
Contrabbando?.
Il prete rispose con un gesto che significava: questo e altro...
Nei suoi ultimi anni faceva almeno tanta beneficenza. Soprattutto si  premurato di dare uneducazione religiosa alla sua povera figliola.
 stata a scuola da voi?.
Ha fatto le elementari....
Era una scolara, diciamo cos, particolare?.
Molto particolare direi. I Galluzzi lhanno avuta quando erano gi avanti negli anni.
E dopo le elementari?.
Abbiamo noi stessi suggerito il Barisone. Minni non dava segno alcuno di miglioramento....
Scusi linciso: il vostro istituto  presente anche a Rapallo?.
Don Rossino prov disagio nel rispondere. Disse infine un s, sofferto.
Se  daccordo, di ci parleremo in seguito. Ora vorrei che lei mi parlasse del patrimonio dei Galluzzi. Mi rendo conto che  argomento delicato, ma come lei sa ci sono di mezzo due omicidi.
Il prete diede alcuni colpetti di tosse e incresp le labbra, prima di rispondere:
Non posso ovviamente sapere tutto... Possedeva palazzi e terreni....
Le risulta che facesse viaggi allestero, in Svizzera soprattutto.
Non era un segreto....
Vede reverendo, se sapessi esattamente dove teneva i soldi... Sono sicuro che ci mi aiuterebbe a scoprire gli assassini.
Il prete si alz di scatto, come improvvisamente punto. Vitale ebbe limpressione di avere colpito nel segno. Cap che linsegnante di latino sapeva sui collegamenti fra i due delitti. Non era del resto lunico. Pure don Mele doveva, ci si poteva scommettere, esserne al corrente, anche se non aveva nessuna voglia di parlarne.
Don Rossino and alla finestra e fece segno a Vitale di avvicinarsi.
Vede quella torre l? Una volta era posto di osservazione. Se si avvicinavano navi nemiche, le vedette accendevano i fuochi. Alla vista del fumo, altre postazioni facevano altrettanto. In poco tempo si poteva sapere del pericolo incombente a Genova e perfino in Piemonte e Lombardia. Era un, seppure primitivo, efficace sistema di comunicazione, una specie di telefono senza fili ante litteram....

16.

Vitale sal di corsa le scale. Allappuntato di guardia disse ansimante:
Annunciami al maggiore Faravelli.
Ora ha persone, non so....
Digli allora che aspetto....
Sedette e prese fiato. Dopo aver posato il telefono, il piantone gli fece un gesto rassicurante. Marisa lo aveva accompagnato in macchina fin quasi al comando.
Ora proseguo a piedi. Tu va a casa e aspettami. Appena posso, ti telefono....
Tir fuori il fazzoletto e lo pass sulla fronte sudata. Si mise a parlare da solo, come per ripassare una lezione. Era inquieto, ogni tanto si alzava e faceva qualche passo.
Al termine dellincontro con don Rossino, i due avevano familiarizzato, serano scambiati confidenze. Quando il prete seppe delle origini a met fra astigiane e langarole di Marisa, parl a lungo di enologia e tartufi, argomenti sui quali si piccava di essere esperto. La moglie gli tenne testa, lo corresse su alcuni dettagli a proposito di come si vendemmia e si tiene il vino. Le conoscenze di Marisa accrebbero la considerazione verso di lei. Alla fine della chiacchierata, Vitale si trov per le mani una bottiglia di cinque terre col tappo coperto di cera, un dono prezioso da quanto pot intuire.
Luscio di Faravelli si apr; ne uscirono ufficiali e altre persone: a naso, magistrati della procura.
Il maggiore lo chiam.
Sono venuto di corsa. Ho appena saputo cose molto importanti....
Si accomodi e mi dica.
Ritengo di poter ricostruire i percorsi seguiti dai fondi svizzeri intestati a Giovan Battista Galluzzi. Possiamo a questo punto stabilire come Sbilligoi se ne sia impossessato e, soprattutto, capire limportanza che il medesimo ha dato a certi documenti trafugati nella propria abitazione; gli stessi per i quali, pur di venirne nuovamente in possesso, non ha esitato a uccidere due volte.
Ci vada piano... Come ha fatto?.
Potenza dei preti!.
Si spieghi.
Ho parlato con don Rossino, insegnante al Geminiani, dove la povera Erminia ha fatto le elementari e dove, nella sede di Rapallo  indovini un po   andata a scuola Stefania Gentilotto....
Il maggiore fu scosso da un brivido.
Vitale aggiunse:
Scommetto che, poco fa, stavate discutendo su come rimettere in libert Sbilligoi, non essendovi prove a suo carico.
Faravelli non rispose, ma il maresciallo si rese conto di non aver parlato a capocchia.
Come  arrivato alle sue conclusioni?.
Non voglio vantarmi: per puro caso. Ero stato incuriosito da una apparizione in televisione di Demetria Ruvo. Ha presente?.
La conosco. Allora?.
 stata a cena a casa mia, con mia moglie. In un suo servizio aveva fatto cenno a possibili collegamenti fra i due delitti. Quando gliene ho domandato la ragione, ha citato il suo vecchio insegnante di latino del Geminiani. Non so se conosce la scuola....
Faravelli fece segno di tagliare corto.
Il prete non le aveva detto molto, anzi quasi niente. Lintelligenza e la perspicacia della giornalista hanno fatto il resto: soltanto un vago accenno, un amo gettato per far abboccare qualche curioso: io nella fattispecie....
Non mi pare di ricordare. Del resto, non sempre ho tempo di guardare la televisione....
Ebbene, quella Demetria  proprio un bel tipo! Furba, col fiuto dun cane da trifole. Butta l una frase e aspetta che qualcuno si faccia vivo. Uno come me, come noi se mi consente....
Lha messa al corrente sullo stato delle indagini?.
No, ma le ho promesso che sarebbe stato il maggiore Faravelli a farlo. Mi sono sbilanciato, lo so, ma mi creda: ne  valsa la pena.
Con lei me la vedr io. Che cosa ha scoperto?.
Da Sbilligoi i ladri si sono portati via contanti, gioielli e anche certi documenti. Forse su precise indicazioni.
Un furto su commissione?.
Le dir di pi. Potrebbe addirittura trattarsi di qualcuno che ha tuttora conti in sospeso con quel fior di galantuomo. Nel suo farfugliare, il vecchio Geno ha parlato di complicit da parte di domestiche sudamericane che avrebbero fornito indicazioni ai malviventi.
Sudamericane? Se non sbaglio, Sbilligoi  stato a Santo Domingo....
E in tanti altri posti.
Faravelli non resistette pi. Si alz e nello slancio fece sbattere la poltroncina a rotelle contro la parete. Si affacci alla finestra, guard verso la strada, al traffico che faceva un baccano dinferno.
Vitale, sto pensando ai documenti a cui tiene molto lassassino. Chiss di che si tratta?.
Di preciso non saprei. Posso immaginare che siano cose di banca, ricevute, estratti conto....
A quel punto il maresciallo strabuzz gli occhi, rimase a bocca aperta, si diede una manata in fronte.
Maggiore, mi consente di fare una telefonata? M venuto improvvisamente in mente....
Dopo aver sfogliato lelenco del telefono, compose un numero:
Pronto,  lamministratore Perata. Si ricorda di me? Sono venuto da lei per parlare della povera Galluzzi. Una domanda: le viene mica in mente come  stato pagato lalloggio della suddetta? Contanti, assegni? S aspetto....
Faravelli si era nuovamente seduto; fissava il maresciallo con aria assente. Non riusc nemmeno a rendersi conto di quanto dur la telefonata: un minuto, due, tre... Afferr solamente una frase:
Rimessa bancaria su estero.
Vitale pos la cornetta e annunci in modo trionfale:
Lappartamento dove abitava la vittima  stato pagato da una banca estera. Ci significa che il costruttore ha incassato da un istituto dove con ogni probabilit Sbilligoi detiene tuttora buona parte dei soldi delleredit Galluzzi.
Il maggiore rispose:
Mi sta pure bene. Ma non sar facile venire a conoscenza dei dettagli delloperazione. Se poi c di mezzo una banca svizzera... Figuriamoci, col segreto bancario che c l.
Questo  sicuro. Noi per potremmo eventualmente fingere, far soltanto credere che sappiamo.
 venuto il momento dellinterrogatorio..., disse Faravelli.
Il colonnello stava a centro tavolo, al suo fianco sedeva il maggiore Faravelli. Dietro si era piazzato Vitale.
Il primo a parlare fu Demattei:
Avvocato Bruni, lei rappresenta la difesa? Signor sostituto procuratore della repubblica possiamo cominciare? Vuole procedere, maggiore?.
Sbilligoi se ne stava seduto, insaccato, con gli occhi bassi e lespressione furente. Il giovane rappresentante della pubblica accusa aveva accanto un cancelliere che scriveva il verbale. Latmosfera era tesa, il caldo soffocante. Per consolidata tradizione, gli interrogatori si svolgevano a finestre totalmente chiuse. Per di pi, limpianto dellaria condizionata non funzionava. Il cammino della giustizia non poteva per fermarsi di fronte a certi minimi dettagli.
Linterrogatorio proseguiva da una buona mezzora, fra contestazioni, eccezioni e interventi. In rigorosa uniforme, gli uomini dellArma soffrivano il caldo con dignit. Nessuno che pensasse nemmeno ad allentarsi la cravatta; soltanto fugaci passate di fazzoletti sui volti arrossati. A un certo punto lavvocato Bruni se ne era uscito con una battuta scherzosa, tanto per sdrammatizzare:
Propongo di procedere in contumacia nei confronti dellaria condizionata....
La rigida austerit che gravava nellambiente fu per un attimo percorsa da un risolino generalizzato.
Faravelli riprese il ruolo di accusatore. Contest a Sbilligoi lomicidio di Erminia Galluzzi, della di lei figlia e il tentato omicidio nei confronti di Cuneo. Aveva collegato i fatti, tratteggiato lunicit di un piano criminoso volto a sopprimere ogni testimone capace di mettere in pericolo ricchezze accumulate con la frode e il ricorso al reato di circonvenzione dincapace. Sbilligoi dava risposte brevi ed evasive; il suo avvocato gli consigliava talvolta di non rispondere affatto. In buona sostanza, linterrogatorio procedeva stancamente, senza spunti particolari sia da una parte sia dallaltra.
Il magistrato a un certo punto guard lorologio. Faravelli rivolse un cenno convenzionale al capitano Bernabei; questi usc dalla stanza per poi rientrare dopo appena un minuto facendo segni di assenso al maggiore e poi al colonnello. Le intese fra i tre non passarono inosservate; tutti si aspettavano colpi di scena. Vitale si domandava perch Faravelli non avesse ancora tirato fuori gli indizi che riguardavano le operazioni bancarie.
Il maggiore dichiar:
Col consenso della pubblica accusa e linformazione dovuta allavvocato della difesa, chiedo sia ascoltato un importante testimone.
Il magistrato smise di scrivere appunti e domand:
E chi sarebbe?....
Monsignor Filippo Mele.
Tutti si guardarono. Vitale ingoi abbondante saliva, ma non per ci si perse lespressione di sgomento apparsa sul volto di Sbilligoi.
Dopo aver parlato con Vitale di vini e del primitivo sistema davvistamento dei pirati, don Rossino sera poi lasciato andare a importanti rivelazioni.
Il padre di Erminia si confidava, lo metteva a parte delle sue angosce al pensiero di quale sorte futura poteva capitare alla figlia. I preti avevano seguito le vicende di Minni, erano venuti a sapere della sua gravidanza, dei genitori adottivi della bambina. Avevano accolto la piccola Stefania nella loro scuola di Rapallo. Fu sempre grazie alla loro influenza che la giovane trov impiego  ci mise per la verit del suo anche don Campodonico  nello studio professionale di Notto.
Il vecchio Galluzzi aveva lasciato una cospicua parte dei suoi averi al Geminiani. I preti gli consigliarono invano di far interdire la giovane. Il commendatore esit a lungo, ma poi non se la sent; gli pareva in quel modo di rivelare a tutto il mondo linfermit della sua Minni, di riversare su di s e il suo nome le malignit e i commenti di tanta gente ostile. Si illudeva che la figlia potesse in futuro migliorare, confidava che i progressi della scienza potessero un giorno o laltro guarirla. Il risultato fu che, alla morte dei genitori, Erminia eredit a pieno titolo diventando padrona di disporre. Sulla parte di eredit destinata al Geminiani, Gibi Galluzzi aveva provveduto al versamento di somme tramite una banca svizzera, la stessa presso la quale Sbilligoi aveva tentato di accreditarsi come procuratore speciale dei beni della famiglia. Sulla assurda fuga damore, i padri non poterono fare nulla.
Dopo lomicidio di Stefania e quello a breve distanza di Erminia, al Geminiani cominciarono a inquietarsi. Per quanto di loro conoscenza, a sapere della parentela fra le due donne erano solamente il padre naturale e lo spregiudicato Morco. Erano pure al corrente al Barisone, ma di loro non si poteva certamente sospettare. Morco era oltre tutto un pessimo soggetto, capace di tutto.
Vitale aveva chiesto di vedere la documentazione bancaria sui trasferimenti di danaro dalla Svizzera. La banca con sede in un cantone tedesco era la medesima che aveva regolato lacquisto dellappartamento di Quinto; lo aveva confermato lamministratore Perata. La coincidenza era di quelle capaci daccendere linventiva dun tipo fantasioso come Vitale.
Nel corso del drammatico interrogatorio, don Mele raccont i suoi trascorsi come cappellano militare. Aveva conosciuto Sbilligoi in Istria, negli ultimi mesi della guerra mondiale. Laveva poi nuovamente incontrato a Genova, nel 1947. Lex brigatista nero, senzarte n parte, gli aveva chiesto aiuto. Il prete lo aveva fatto assumere al Barisone, ai tempi in cui era direttore dellistituto. Sbilligoi aveva cambiato nome, assunto le generalit di un mar morto in combattimento contro i partigiani slavi. Don Mele pass sopra a questo e altro, nella speranza che lex camerata prima o poi si redimesse. Dopo essersi ritirato, don Mele aveva in seguito assistito impotente alle trame per impossessarsi delle ricchezze della povera Erminia. Nulla pot contro il ripugnante disegno della seduzione e della successiva fuga allestero. Aveva poi saputo del loro ritorno a Genova, della pietosa condizione di lei: una povera donna con problemi psichici, rimasta sola, mentre laltro viveva nel lusso. Il dolore suscitato lo aveva profondamente ferito, convinto a ritirarsi in una casa di riposo per preti e a non voler ricevere pi nessuno. Soltanto il giovane maresciallo venuto da lui a portargli i saluti dellamico monsignore meridionale gli fece decidere di ritornare sulle malefatte di Sbilligoi.
Don Mele aveva confermato i maneggi per circuire e poi derubare la povera Erminia. Vitale aveva a sua volta riferito quanto saputo da don Rossino sui sospetti maturati al Geminiani a proposito dei due omicidi.
Ce nera pi che a sufficienza per assicurare alla giustizia lex dipendente del Barisone.
Dopo tre ore filate di estenuante interrogatorio, nessuno ce la faceva pi. Sbilligoi fu portato via e finalmente si poterono aprire le finestre, con generale sollievo. Come prevedibile fu Demattei, il colonnello che Vitale si figurava notaio, a fare le prime osservazioni.
Le ipotesi di colpevolezza si fanno stringenti e concrete. Mancano tuttora per prove inoppugnabili oppure la confessione. La convivente ha portato elementi importanti, ma non definitivi. Le testimonianze di don Mele e dello stesso maresciallo Vitale, pur rilevanti, non so se reggerebbero in giudizio. Si tratta, e siamo sempre daccapo, di indizi, di verosimili ricostruzioni. Possiamo delineare i moventi degli omicidi, mancano tuttavia sia larma del delitto sia la certezza che lo Sbilligoi si trovasse a Rapallo il giorno del delitto; per non dire della sua presenza nellappartamento di Quinto.
Ci sarebbe il raccoglitore sullauto..., aggiunse Faravelli.
Il colonnello si rivolse al magistrato:
Lei che ne dice?.
Laltro si limit a storcere il naso.
Fu a quel punto che Vitale, deciso a tutto, si avvicin al maggiore. Gli sussurr allorecchio:
Non crede sia ora di fare entrare in scena Mattioli, il sottotenente repubblichino?.
A questo punto non so se potrebbe testimoniare....
Mi accontenterei soltanto che Sbilli lo vedesse....
Faravelli annu.

17.

Mentre faceva le valigie, Marisa non riusciva a resistere alla tentazione di uscire ogni tanto sulla terrazza. Il mare aveva tinte smaglianti. Le macchie dazzurro che si vedevano fra gli alberi erano quadri cromatici che non si stancava di ammirare. Ormai non badava nemmeno pi allo sferragliare dei treni e ai sibili che nei primi giorni le parevano insopportabili.
Sebastiano sembrava volesse tirarla alle lunghe. Prima sceso a leggere il contatore della luce, poi sulla terrazza per dare lultima innaffiata. Aveva stretto la mano ad Amati, sera fermato a parlare con Geno. Il vecchio custode sembrava sempre pi svanito; ogni tanto per piazzava osservazioni tuttaltro che sballate. A proposito di Sbilligoi, se nera uscito dicendo: Per quanto lo possono accusare, sar sempre meno di quello che ha fatto....
Vitale gli aveva domandato:
Come far Stella a cavarsela, col suo uomo in galera?.
Quella non  mica ingenua! Avr sicuramente trovato modo di farsi intestare come minimo la villa....
Voleva pure andare da lei, ma rimase a lungo incerto. Aveva poi abbandonato il proposito, dopo averne parlato con Marisa. Lex ballerina si trovava ormai sola, affrancata se non altro dalla preoccupazione di stare sotto lo stesso tetto con un assassino. La donna aveva fatto importanti rivelazioni. La tasca sporca di sangue, le dichiarazioni a proposito del contenitore di pratiche col nome del ragionier Notto trovato sul sedile dellauto erano elementi daccusa rilevanti. Senza per il ritrovamento dellindumento e del portacenere probabile arma del delitto  che erano stati sicuramente fatti sparire  non si potevano tuttavia formulare accuse precise.
Il maresciallo raggiunse ledicola e si fece dare tutti i giornali con la cronaca locale. Ancora non si diceva nulla sul fermo di Sbilligoi. Qualche titolo non escludeva peraltro imminenti arresti da parte degli inquirenti. Nulla di pi.
Se soltanto sapessero..., disse sorridendo alledicolante.
Per nulla impressionato, il giornalaio rispose:
Sono seimila....
Vitale adocchi uninvitante panchina sul lungomare. Si sedette e rimase a guardare alcuni ardimentosi sul surf che si facevano sbalzare dalle ondate. Ritorn con la mente al giorno prima, nei momenti culminanti dellinterrogatorio.
I rilievi del colonnello raggelarono gli entusiasmi. Il maresciallo non si perse tuttavia danimo, diversamente da Faravelli che appariva invece scoraggiato. Demattei e il magistrato serano messi a parlottare fra loro. Vitale entrava e usciva continuamente. Al piantone di guardia domand:
Dove posso fare una fotocopia?.
Dopo essersi assentato per pochi minuti, al ritorno vide Mattioli.
Maresciallo,  lei che mi ha fatto chiamare? Sono venuto di corsa.
Tenente, ci dovrebbe fare un grosso favore....
Se posso, dica.
Dovrebbe semplicemente starsene dove  adesso, farsi soltanto vedere da qualcuno.
E chi sarebbe sto qualcuno?.
Lo sapr molto presto. Ora devo andare....
Vitale spieg le sue intenzioni al maggiore. Questi alz gli occhi al cielo, in un modo che il maresciallo non riusc a capire. Era forse scaramanzia, scetticismo?
Il colonnello diede ordini. Due carabinieri fecero rientrare Sbilligoi. Quando fu a pochi passi dalla porta, Mattioli gli si rivolse ad alta voce:
Ciao Sbilli, come te la passi? Stavolta than preso....
Vitale si avvicin nuovamente a Faravelli:
Mi dovrebbe concedere una certa cosa. Magari subito....
Il maggiore lo guard incredulo, non volle nemmeno sapere di che si trattava. Vitale aveva infatti assunto un incontrollabile compito di direttore dorchestra, di uno che sapeva dire e soprattutto fare. Osservando la faccia spaventata di Sbilligoi cap che era giunto il momento. Fra lo stupore generale si fece avanti e parl:
Se il signor colonnello permette, vorrei mostrare a lor signori alcuni documenti molto importanti. Ho la convinzione che  proprio per venire in possesso di queste carte che il qui presente abbia ucciso per ben due volte....
Ci fu brusio, occhiate che si incrociavano.
Faccia vedere, intim il colonnello.
Si tratta di carte di cui solamente adesso siamo venuti in possesso.
Demattei rivolse uno sguardo interrogativo a Faravelli; questi fece segni di assenso, non molto convinti per la verit.
Lalto ufficiale pass il foglio al magistrato. Quando fu la volta dellavvocato difensore, Vitale mise in atto il suo colpo di scena. Tir fuori dalla tasca un foglio. Avvicinatosi a Sbilligoi, gli disse:
Ti posso leggere il contenuto di quella cosa che hanno rubata i ladri che ti sono venuti in casa? Mi scuserai se la mia pronuncia del tedesco non  perfetta. Dunque: scaffauser cantonal banc....
Fu questione dun attimo. Sbilli si avvent come una furia.
Bastardo, io ti ammazzo....
La prontezza di riflessi del maresciallo gli consent di schivare il fendente, ma non del tutto. Dalla stoffa lacerata della sua manica schizz sangue. I carabinieri faticarono non poco a immobilizzare laggressore. Anche un appuntato, colpito a sua volta, cominci a sanguinare. Ci volle poco a capire che Sbilligoi aveva in mano un cacciavite. Quando Faravelli se ne rese conto, si port la mano alla bocca:
Benedetti elettricisti! Non solo ci hanno messo una vita a rifare gli impianti, ma si sono pure dimenticati gli attrezzi....
Lex repubblichino fu ben presto messo in condizione di non nuocere. Vitale gli aveva nel frattempo rifilato un pugno in faccia. Il trambusto dur per qualche minuto.
Maresciallo, e lei appuntato, andate in infermeria e fatevi medicare. La riunione  sospesa, ordin il colonnello.
La ferita inferta a Vitale risult superficiale, di nessuna gravit. Per prudenza gli fu iniettata lantitetanica, contro il parere dellinteressato che continuava a ripetere di averla gi fatta non molto tempo prima, impaurito nella realt da ogni ago e siringa rivolti verso di lui. Il colpo inferto allaltro carabiniere fu pi serio; la punta era penetrata nel costato, fortunatamente non in modo profondo, ma tale da consigliare limmediato ricovero in ospedale.
Ci che scaten il furore di Sbilligoi fu la convinzione di essere ormai scoperto. Quanto Vitale aveva malamente letto, ma con tutta lenfasi del caso, era lintestazione del documento datogli da don Rossino, una ricevuta di accredito al Geminiani voluta da Gibi Galluzzi. I medesimi riferimenti dellistituto di credito con sede a Sciaffusa dovevano apparire  e su questo il maresciallo era disposto a giocarsi la carriera  nelle carte di cui lassassino era allaffannosa ricerca. Quei documenti cominciavano ad allarmare, soprattutto dopo che un certo avvocato si stava dando da fare per recuperare il maltolto.
Del suo inquieto stato danimo si era perfino accorta la convivente. Nella lettera anonima da lei scritta ai carabinieri non aveva voluto tuttavia rivelarsi, andare fino in fondo, nella speranza che qualcuno le venisse comunque incontro; forse  lo pens immediatamente  quel tale che aveva tutta laria dun carabiniere in borghese venuto a bussare alla sua porta.
Dopo il disperato gesto, Sbilligoi poteva essere finalmente arrestato con precise imputazioni. Se non altro  ed era quanto Vitale desiderava  svaniva leventualit di un suo rilascio per mancanza di prove. Anche se ancora rimaneva tutta da dimostrare la sua colpevolezza nei due omicidi.
Vitale salut i compagni di corso, gli ufficiali e i sottufficiali istruttori. Abbracci Calogero. Questi gli accenn i suoi futuri progetti:
Ci parlo a una ragazza torinese. Dopo che sar aiutante, penso di sposarla.
Ci parli... come si dice a Torino: siete fidanzati....
Pi o meno....
Bravo, fammi sapere. Se vorrai potr farti da compare danello.
Il rientro alla stazione dei carabinieri di Cherasco avvenne quando gi si era fatto buio. Marisa sal immediatamente, ansiosa di rivedere Ottavio, il gattone nero lasciato in custodia.
Ancora sulla scala la si poteva sentire:
Micio, micio. Bello,  arrivata la mamma....
Vitale fu aiutato a scaricare. Scambi qualche parola col brigadiere. Salendo a sua volta, gli venne in mente qualcosa di cui si sent colpevole: non aveva nemmeno fatto una telefonata di saluto a Demetria Ruvo.
Mentre disfava i bagagli, Marisa sent odore di mare.

18.

La giornata si annunciava afosa. Sulle Langhe, gi di primo mattino, una persistente foschia ammantava colli e vallate. Sebastiano non aveva riposato gran che, a differenza di Marisa che  appena a letto  sera addormentata come un ciocco. Quasi non voleva confessarlo nemmeno a se stesso: sentiva addirittura un po di nostalgia per il fracasso dei treni, gli stessi che nei primi giorni a Bogliasco lo facevano svegliare di soprassalto. Gli vennero in mente i profumi che lo accoglievano non appena messo piede in terrazza, ricordava la balsamica aria marina.
Il corso di specializzazione era finito; poteva ora fregiarsi del nastrino di aiutante, il che comportava un piccolo aumento di stipendio. A destarlo furono stavolta le campane.
Si volt verso Marisa; nel vederla beatamene addormentata non si sent di svegliarla. Sulla strada sottostante passava una macchina ogni tanto. Dalla finestra si vedeva la punta inconfondibile del Monviso. Si mise a pensare su quanto fatto, sui personaggi conosciuti. Ancora non riusciva a dimenticare lespressione da belva feroce di Sbilligoi, subito dopo la trappola che gli aveva tesa, facendo finta di leggere il documento bancario di cui lassassino era alla disperata ricerca. Il foglio in mano di Vitale era soltanto una semplice fotocopia che non diceva niente.
Ma Sbilligoi non sapeva; credeva che fosse tuttaltra cosa. Nella stanza dove lavevano portato, si era furtivamente impossessato di un cacciavite dimenticato dagli elettricisti. Aveva poi sfogato tutta la sua rabbia sul maresciallo e sullappuntato di scorta. Il bluff era comunque riuscito. Il maresciallo consigli a Faravelli la presenza di Mattioli, sperando, a ragion veduta, che la vista del vecchio camerata creasse nervosismo. Poi la messa in scena del falso documento, con finale drammatico.
Vitale aveva visto giusto: le carte scomparse alla villa portavano dritto a Erminia e, come deriva, alla di lei disgraziata figlia. La tagliola aveva funzionato. Come un toro furioso, con la sua scomposta veemenza lassassino si era fatto infilzare dalla lama del matador. Neppure il principe del foro che lo difendeva aveva potuto eccepire sulla trasformazione del fermo in arresto ordinato dal sostituto procuratore.
Mancavano tuttora le prove dei due omicidi e, per il momento, Sbilligoi poteva teoricamente ancora sfangarla. Era questo un pensiero che al maresciallo toglieva la serenit, gli provocava una specie di malessere fisico. Vitale confidava in Faravelli; gli aveva passato buone palle, si aspettava che lui non le sprecasse.
Marisa apr gli occhi. Aveva indosso una camicia da notte trasparente. Allarg le braccia e Sebastiano prov unattrazione irresistibile.
Vitale stava riordinando la scrivania. Nel pomeriggio contava di recarsi al comando provinciale, per relazionare sulla sua presenza a Genova. Diede una scorsa alle denunce giunte durante la sua assenza. Le solite cose: furti, schiamazzi, controversie su acque di irrigazione, ubriachezze moleste. Il tutto poteva essere lasciato ai sottoposti. Cominci a sbadigliare e guard lora. Era luna, il momento del calo degli zuccheri e di mettersi a tavola. Aveva gi preso il cinturone con la pistola quando sent gridare Marisa. La vide quasi rotolare dalle scale. Quando gli fu davanti, disse:
Lo hanno arrestato....
Arrestato chi....
Come chi, lassassino di Genova. Lha appena detto la televisione....
Sebastiano corse di sopra, sent lannunciatrice del telegiornale Rai che diceva:
Ripetiamo. Lautore dei due omicidi ha confessato ed  stato tratto in arresto dai carabinieri. Saremo pi precisi tra poco....
Sul video apparve la fotografia di Sbilligoi. Era lui, non cerano dubbi.
Il maresciallo fu colto da frenesia di sapere, si mise a strologare e fare le congetture pi impensate. Dunque ce lavevano fatta a incastrarlo... Da sotto si sent il campanello. Il brigadiere sal:
Lhanno portato un momento fa, per lei....
Il pacco aveva letichetta dun corriere espresso, era indirizzato a suo nome. Lacerato linvolucro, spunt una videocassetta. Marisa ci mise tre secondi a infilarla nel videoregistratore. Dopo un lungo vorticare di puntini bianchi che si agitavano come tormenta, apparve il volto e si sent la voce di Demetria Ruvo.
Maresciallo, le invio questo video perch  giusto che lei sappia gli sviluppi che riguardano Sbilligoi  o se preferisce Morco  e la sua formale incriminazione per duplice omicidio....
Vitale non credeva ai propri occhi. La giornalista era arrivata al punto di informarlo a domicilio. Nel filmato, Demetria ricapitolava quanto accaduto nelle ultime ore.
Telelanterna aveva avuto in esclusiva da Faravelli la fotografia di Sbilligoi, al momento arrestato per resistenza e lesioni. Il favore, sollecitato a suo tempo dallo stesso maresciallo, consent uno scoop che lemittente locale sfrutt a dovere, mandando in onda limmagine delluomo in una edizione del telegiornale. In seguito a ci, Demetria ricevette una telefonata. Senza indugi, sal poi sulla sua macchinetta e punt verso levante.
Nella continuazione del video apparve un tale che Vitale riconobbe immediatamente: era il titolare del bar di Rapallo, quello di fronte allufficio del ragionier Notto, dove lui stesso era stato per farsi unidea senza peraltro porre domande.
Nellintervista lesercente iniziava cos:
Mi darei i pugni in testa... Ma come ho fatto a essere cos sbadato!
Seguiva poi una lunga pausa. Vitale stava sui carboni ardenti, era impaziente di sentire il seguito.
Il titolare del bar prosegu:
Erano quasi le due di pomeriggio. Tenevo lo sguardo sul portone, mi aspettavo da un momento allaltro di vedere Stefania; il giorno prima maveva detto che avrebbe mangiato qualcosa da me. Pensavo a lei, non ho quindi fatto caso a quelluomo che usciva dal palazzo. Guardando Telelanterna mi  poi venuto in mente, lho riconosciuto. S, posso testimoniare di averlo visto. Aveva fra laltro un pacco, qualcosa di voluminoso sottobraccio....
Vitale si freg le mani. Non essendosi completamente resa conto di quanto accadeva, Marisa se ne stava sorpresa e senza parole.
Ma non hai capito? Sbilligoi, il porco,  stato visto sul luogo del delitto, nellora in cui la poveretta  stata uccisa....
Il filmato finiva con le parole di Demetria:
Maresciallo, sono felice di aver fatto la sua conoscenza. Porga in miei saluti alla signora. Le dica da parte mia che  una cuoca eccezionale....
Per uno strano collegamento di idee, fu in quei precisi momenti che a Sebastiano vennero in mente la faccia sorpresa e lo sguardo interrogativo di Faravelli. Era la muta risposta del maggiore alla domanda rivolta da Vitale, poco prima di accomiatarsi:
Maggiore, se non sono indiscreto, lei ha mai giocato a pallacanestro?.
